"Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi quelli che ti sono inviati...vi dico infatti che non mi vedrete più finché non direte: Benedetto Colui che viene nel nome del Signore!"

GerusalemmeTerra Santa

04/07/2008  Notizie dalla Terra Santa  anno III

Comunicati sino al n. 56

 



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NAKBA  60

 

1948-2008 : 60 anni di colonialismo sionista

1948-2008 : 60 anni di Nakba (catastrofe) palestinese

 

Finchè non appariranno in tutta la loro chiarezza i veri progetti occulti della follia millenarista sionista, non si comprenderà a fondo il pericolo cui l'umanità sta andando incontro.

 

«Così cadrà su di voi la punizione per tutto il sangue innocente sparso sulla terra, dall’uccisione di Abele il giusto, fino all’uccisione di Zaccaria,

che avete assassinato tra il santuario e l’altare. » (Mt 23,35).



Anno III - COMUNICATO 56 - 4 LUGLIO 2008


 

Un "piccolo Betancourt" sconosciuto

di Susanne Scheidt, (Gio 3 Lu 2008),  Fonte : Al-Awda-Italia

Stamattina s'è svolta un'altra liberazione di ostaggio, al riparo dall'attenzione - o dall'interesse - dei nostri media.

E' tornato  finalmente dal suo esilio in Giordania, un bambino palestinese di circa tre-quattro anni. Per mesi e mesi le autorità israeliane non lo volevano fare tornare dal suo padre e dalle sue sorelle, che abitano nella Striscia di Gaza, con la "scusa" che egli, essendo uscito dalla Striscia di Gaza attraverso Rafah, cioè il confine con l'Egitto, dovrà ritornare da Rafah. Non poteva, secondo loro, tornare direttamente dalla Giordania.

Ma come mai, ci si chiede, un bambino viaggia dalla Striscia di Gaza in Egitto, da lì verso la Giordania, per presentarsi al Ponte di Allenby chiedendo di entrare in Cisgiordania? Come poteva fare?

I fatti sono questi: una giovane donna, ammalata di cancro, si era recata dalla Striscia di Gaza al Cairo, per vedere se per il suo tumore al cervello si potesse fare qualcosa. Porta con se il più piccolo dei suoi figli, il maschietto, mentre le figlie, ormai di circa dieci e dodici anni, rimangono con il padre.

A loro non era stato concesso accompagnare la moglie/madre.

Al Cairo non possono fare nulla, e la mandano ad un ospedale di Amman in Giordania. I medici giordani le fanno capire che ormai non si poteva più operare e che avrebbe avuto qualche mese di vita. A questo punto la donna decide di tornare a casa, per passare gli ultimi mesi assieme ai suoi. Ma non può tornare, perché l'unica-democrazia-in-Medioriente, nel frattempo aveva deciso che una parte della popolazione, sulla quale esercita il dominio, non possa più spostarsi dalla prigione nella quale è rinchiusa, nemmeno per tornare a casa. La donna resta in Giordania e muore lì, lontana dal marito, dalle figlie e dai propri genitori nel febbraio di  quest'anno.
Dopo la sua morte, i parenti lontani che l'avevano ospitata ad Amman, cercano di fare tornare il bambino dal padre portandolo al Ponte di Allenby, dove il padre avrebbe potuto ricongiungersi con lui. Ma gli israeliani, che presiedono il Ponte Allenby, insistono che il piccolo debba rientrare nella Striscia di Gaza via l'Egitto, cioè dal confine di Rafah. Un bambino di tre-quattro anni, che aveva appena perso la mamma e che doveva ricongiungersi con il papà e le sorelle ed i nonni! Un rischio per la sicurezza dell'unica-democrazia-in-Medioriente!

Il padre, disperato, si rivolge alla Croce Rossa Internazionale e stamattina, dopo mesi e mesi di guerra burocratica, finalmente una collaboratrice della ICRC è riuscita a varcare il Ponte di Allenby con il bambino e, ore dopo, anche il passagio di Eretz, dove il padre e le sorelle hanno potuto abbracciare il piccolo.

Della liberazione del piccolo palestinese, stamattina, i nostri media non hanno parlato per niente, perché se l'avessero fatto, avrebbero rischiato di mettere a nudo la disumanità spietata, il sadismo che ispira il comportamento dello stato d'Israele nei confronti dei palestinesi occupati.

Susanne 

 


Anno III - COMUNICATO 55 - 3 LUGLIO 2008


L'esperienza ebraica contemporanea

di Gilad ATZMON

Tradotto da  Manuela Vittorelli

 

Per più di mezzo secolo coloro che hanno cercato di contrapporsi alle forze che sottendono il paradigma israeliano hanno identificato la politica e la pratica israeliane con il sionismo e con l'ideologia sionista. Temo di dover dire che si sono completamente sbagliate. Certo, il progetto sionista impone di depredare la Palestina nel nome delle aspirazioni nazionali ebraiche. Ed è anche corretto affermare che Israele è stato alquanto efficiente nel tradurre la filosofia sionista in una devastante pratica repressiva e omicida. Tuttavia gli israeliani, o più precisamente la grande maggioranza degli ebrei laici nati in Israele, non sono motivati né invigoriti dall'ideologia sionista. Il suo spirito o i suoi simboli sono per loro praticamente privi di significato. Per quanto strano possa sembrare, per la maggior parte degli ebrei laici nati in Israele il sionismo è una nozione straniera o semplicemente arcaica...(...)...Va ora rivisto completamente il complesso amalgama composto da Israele, sionismo ed ebraismo...(...)...Viaggio interiore - Una volta all'anno, in occasione della Pasqua, la mia famiglia mi lascia a Londra per due settimane. Mia moglie Tali e i nostri due bambini Mai (12) e Yann (7) partono per Israele...(...)...Esplorare la questione ebraica - ...Quelli di noi che considerano Israele e il sionismo un grave pericolo per la pace mondiale devono insistere in questo studio. Invece di concentrarci separatamente sul sionismo o su Israele, dobbiamo apprendere l'amalgama unico e complesso formato da entrambi. Questo composto dialettico plasma la nozione contemporanea di esperienza ebraica. Il sionismo in sé non è altro che un diversivo che serve ad attirare la nostra attenzione e a distrarci. Sembra proprio che i nostri attacchi contro il sionismo non abbiano alcun effetto su Israele, la sua politica e la sua gente. Al massimo disturbano alcuni ebrei sionisti....(...)...Se lo studio dell'esperienza ebraica può aiutarci a salvare le vite di milioni di palestinesi, di iracheni, di siriani e di iraniani, è anche nell'interesse collettivo ebraico comprendere la vera natura dell'esperienza e della politica ebraica. In fin dei conti è la politica ebraica (più che la religione) quello che potrebbe demonizzare l'intera collettività degli ebrei per il prossimo millennio. È nell'interesse della collettività ebraica arrestare la bestia politica prima che sia troppo tardi................(leggi tutto)

 


CONFERENZA - DIBATTITO

Editoria, web, insegnamento
LE OPINIONI
IMBAVAGLIATE
I pericoli per la libertà di espressione

e per il diritto di difesa in Italia

7 luglio 2008 ore 15,30
Sala Corsi dell’Ordine degli Avvocati di Roma

via Valadier 42

http://21e33.blogspot.com/

 


Giornalisti nel mirino di Israele


Il giornalista palestinese Mohammed Omer scrive sul Washington Report on Middle East Affairs (WRMEA), un magazine pubblicato negli Usa con 9 uscite l'anno che tratta dei rapporti tra gli Usa e i Paesi dell'area mediorientale....(...)...Per i suoi articoli, il giornalista palestinese quest'anno è stato insignito del prestigioso "Martha Gelhorn Journalism Prize", un premio giornalistico che, nel 2002, era stato vinto dal giornalista inglese Robert Fisk...(...)...Omer, che risiede a Rafah, si era dunque recato in Inghilterra a
ritirare il prestigioso riconoscimento, ed era stato anche invitato a parlare alla Camera dei Comuni e in altri Parlamenti europei; sulla via del ritorno, tuttavia, egli è stato informato dall'ambasciata olandese che non era considerato benvenuto in Israele, e tuttavia la stessa ambasciata è infine riuscita a coordinare il suo ingresso con le autorità israeliane. Il 26 giugno, tuttavia, giunto al Ponte di Allenby – il confine tra la Giordania e la West Bank controllato da Israele – Omer è stato trattenuto per circa quattro ore dalle guardie di frontiera israeliane, insultato, costretto a spogliarsi di fronte agli altri passeggeri, umiliato e picchiato; soltanto dopo che il giornalista ha
cominciato a vomitare ed è svenuto, il personale della sicurezza israeliana ha acconsentito a chiamare un'ambulanza...........(leggi tutto)

 

LEGGI ANCHE :

"PETITION TO PROTEST ISRAELI ASSAULT ON MOHAMMED OMER"

e firma la PETIZIONE di denuncia per le gravi intimidazioni

perpetrate nei confronti del giornalismo internazionale.

 


 

2 LUGLIO 2008 - GERUSALEMME

 


Rapporto di GIUGNO 2008 (Quds Press ):

uccisi 29 palestinesi (24 a Gaza e 5 nel West Bank), compresi 4 bambini. 449 morti palestinesi nei primi sei mesi del 2008, di cui 66 bambini. Con il ventenne Mazen Arrar, malato di cuore, salgono invece a 200 le vittime per le mancate cure, anche a malati gravi, dovute all'assedio di Gaza..............(leggi tutto)

 


Autole... sionismo

Paolo Emiliani per Rinascita quotidiano

 

Il padrone americano comanda e la colonia Europa ubbidisce, anche se questo è folle e soprattutto autolesionistico....(...)...Ieri l'Ue ha approvato un nuovo pacchetto di sanzioni contro Teheran e già da oggi saranno bloccate tutte le attività delle filiali europee - a Parigi, Londra, Amburgo - della grande banca iraniana Melli...(...)...In realtà proprio attraverso la Melli passano anche molte delle attività finanziarie dell'industria italiana in Iran, dal settore energetico alla vendita di macchinari per i progetti di ingegneria civile.
Questa scellerata decisione dell’Ue finisce così con il danneggiare innanziutto le nazioni, come l’Italia, che hanno da sempre buoni rapporti commerciali con l’Iran...(...)...Si colpirà il popolo iraniano, un popolo dalla storia e dalla civiltà millenarie, per aver liberamente scelto il suo governo, sgradito però agli atlantici...(...)....Nessuno però, né all’Onu né all’Ue, pensa mai di mettere sanzioni ad Israele, bloccare le sue banche ed i motivi non mancano certo, tutti veri: perché possiede armi nucleari non dichiarate, perché attua discriminazioni razziali e religiose sul suo territorio, perché......(leggi tutto)

 


 

Gore Vidal:

non siamo più una nazione!

 

 

Un’intervista con il leggendario scrittore americano

 


Israele, stato canaglia?
I soldati di Israele hanno fatto di Gaza una tomba

"Ciò che Israele fa subire ai Palestinesi è un abominio"

ha dichiarato l’ex Presidente degli Stati Uniti, Jimmy Carter, in occasione del suo recente tondo in Medio Oriente.

Carter ha avuto, inoltre, il coraggio di sfidare i governi israeliano e statunirtense incontrando, a Damasco, il capo del movimento Hamas, Khaled Meshal, rompendo in tal modo l’isolamento e la demonizzazione nei quali la diplomazia "occidentale" si ostinaa mantenere questa forza politica, democraticamente uscita dallo scrutinio nel gennaio 2006 [1].

Meraviglioso Jimmy Carter !

Con il suo gesto, di semplice diplomazia umana, da solo, ha cancellato la nostra vergogna di appartenere a questa società "occidentale", che continua a sostenere ciecamente uno Stato coloniale il quale ha cancellato la Palestina dalla carta geografica ed adotta, da 60 anni contro un popolo senza difesa, operazioni militari a carattere terroristico, una politica di segregazione e di assassinii mirati, detti "extragiudiziari".

Avremmo apprezzato che anche altri capi di Stato avessero il coraggio di denunciare i crimini di guerra di Israele con la stessa chiarezza di Carter.

Israele ha messo il Medio Oriente a fuoco e a fuoco. Si è reso colpevole di crimini gravissimi, in violazione di tutte le norme del diritto internazionale. E l’Unione Europea ha ancora l’indecenza di richiedere ai Palestinesi, ed ai loro fratelli arabi, di riconoscere "il diritto di Israele di esistere" come "Stato ebraico", cosa che equivarrebbe a legittimare la segregazione e negare ai profughi palestinesi il loro diritto inalienabile di tornare, come qualsiasi altro profugo nel mondo, sulle terre e nelle case da cui sono stati cacciati!....................(leggi tutto l'articolo)


I RIFIUTI DI ISRAELE NEI POLMONI DEI PALESTINESI

di Alessandro Iacuelli

www.altrenotizie.org

Un servizio televisivo mostra le scene, inequivocabili per chi queste cose le ha già viste in casa propria, del proliferare di discariche abusive, che traboccano di big bag, i grandi sacchi ad uso industriale riempiti di polveri, scarti, rifiuti speciali, spesso tossici. Stavolta, non è Napoli, e neanche Caserta. Non è la Campania. E' invece la Cisgiordania, ed il servizio televisivo va in onda su Al Jazeera, in lingua araba, ma arriva via satellite fino a noi. Fusti e big bag, rotti, aperti, dai quali fuoriescono polveri finissime, che si mischiano al terreno, contenitori che all’esterno recano scritte inequivocabilmente in ebraico. L'allarme non è nuovo. Due anni fa un rapporto di Friends of the Earth Medio Oriente, una organizzazione ambientalista di cui fanno parte israeliani, palestinesi e giordani, ha segnalato che lo scarico improprio di rifiuti tossici è diventato una minaccia per l'acqua potabile nella regione, che a dire il vero è anche molto poca. I rifiuti tossici infatti si infiltrano nei terreni, e sostanze quali cloro, arsenico ma anche metalli pesanti come cadmio, mercurio e piombo finiscono nelle falde acquifere.............(leggi tutto)


Anno III - COMUNICATO 54 - 2 LUGLIO 2008


Una Guerra Nucleare Medio orientale?

di Martin Walker per Middle East Times   

Testo in lingua originale : www.metimes.com

Versione in lingua italiana a cura di : www.effedieffe.com

Traduzione  di Massimo Frulla, 02 luglio 2008

 

Anthony Cordesman è forse il più influente uomo di Washington del quale la maggior parte della gente non ha neppure sentito parlare. Già direttore dell' Intelligence Assesments per il Segretario alla Difesa e direttore delle politiche e della pianificazione per il Dipartimento dell'Energia, è ora il santone per le strategie presso il Centro per gli Studi Strategici & Internazionali...(...)...Questo significherebbe, come suggerisce Cordesman, dai 16 ai 28 milioni di morti iraniani nell'arco di 21 giorni, e dai 200.000 agli 800.000 israeliani morti nello stesso intervallo di tempo. Il totale dei morti poi, oltre tale periodo di 21 giorni, potrebbe salire molto di più a seconda della attività di difesa civile e delle strutture della sanità pubblica, settori nei quali Israele ha il vantaggio maggiore...............(leggi tutto)

 


 

Talmudisti...pericolosi

di Maurizio Blondet per Effedieffe.com

 

 

Ricevo (Maurizio Blondet/Effedieffe.com) questa lettera: «Caro direttore, ho conosciuto due ragazzi mussulmani sciiti e volevo farla partecipe della storia o leggenda che mi hanno raccontato. (...) Ad un certo punto si tocca l’argomento moschea di al-Aqsa e il fatto che gli israeliani stiano subdolamente costruendo gallerie e ammenicoli vari che passano sotto di essa mettendone in pericolo l’incolumità...(...)...In ultimo vorrei sapere se è la massoneria che ha fondato Israele e richiamato come specchietto per le allodole una massa