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«Si potrebbe pensare che una cultura palestinese
sia nata soltanto a partire dal 1948, se non dal
1967 o addirittura dalla fine degli anni
Ottanta...», vale a dire dai momenti più
drammatici del conflitto arabo-israeliano prima e
israelo-palestinese poi. Tuttavia, se da un lato
l'identità nazionale palestinese, secondo il
modello dello Stato-nazione elaborato in Europa,
si può forse considerare l'esito di un processo
ancora in atto, così non è dal punto di vista
linguistico e culturale. In Palestina si parla
infatti un dialetto arabo con proprie peculiarità
rispetto a quelli delle regioni circostanti
(Siria, Libano ed Egitto) e, allo stesso modo,
possiamo parlare di una produzione letteraria e
artistica con un proprio sviluppo storico e
stilistico, benché scarsamente conosciuto in
Italia.
Con l'intenzione di colmare questa lacuna Isabella
Camera D'Afflitto, professore ordinario di
Letteratura moderna e contemporanea presso la
Sapienza di Roma, ha raccolto anni di studio e di
traduzione in questo volume. Il testo ripercorre
la storia recente del popolo palestinese
attraverso le sue originali espressioni culturali,
dall'origine della stampa alla nascita del romanzo
e del teatro moderno, la poesia patriottica, il
cinema e anche il fumetto. Sono pagine ricche di
riferimenti storici e biografici, citazioni,
richiami all'attualità. Non un testo per soli
studiosi, bensì la testimonianza di un patrimonio
umano e culturale tutto da scoprire.
Uno spazio significativo viene
dedicato alle donne, particolarmente attive nei
movimenti di emancipazione femminile (ad esempio,
per l'abolizione del velo) e in quello
nazionalista arabo sin dall'inizio del XX secolo.
Una società in fermento, quella palestinese nei
primi decenni del secolo scorso, che vede operare
sullo stesso piano musulmani e cristiani e anche
figure originali come quella di Esther Azhari
Moyal, ebrea libanese, che fondò con il marito in
Palestina nel 1908 un giornale bilingue
arabo-ebraico. |