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A RIGUARDO DELLA S.MESSA TRIDENTINA

 

 

LETTERA APERTA INVIATA VENERDÌ 29 GIUGNO 2007 DA ARCANGELO SANTORO ALLE REDAZIONI ED UFFICI STAMPA DELLA RAI-TV

Egregi signori,


premesso che da un servizio giornalistico, onestamente non ci si può attendere esattezza filologica, vorrei far notare che il modo con cui  Tg1 e  soprattutto Tg2 hanno presentato la notizia del prossimo provvedimento  circa  la Messa Tridentina è, a dir poco, mpreciso. Il Tg2 delle 13,00 di ieri  giovedì 28 giugno c.a. 2007, ha detto che:

 

1) “Questa Messa è stata celebrata l'ultima volta nel 1962 da Giovanni XXIII”.
 

Non è esatto. E' stata sottoposta a revisione del Messale da Giovanni XXIII,  nel 1960 e poi nel 1962  e poi, nuovamente, (attuando consigli del Vaticano  II) nel 1965 e nel 1967. Ma è stata L'UNICO rito celebrato nella Chiesa  Latina fino al pomeriggio del Sabato precedente la Prima domenica d'Avvento  del 1969;
 

2) “E' stata abolita dal Vaticano II”.

Non è esatto. Il Vaticano II ha solo  "Consigliato" di, ove i bisogni del popolo lo acessero ritenere opportuno,  che alcune delle Letture fossero eseguite in volgare. Ed a tali onsigli,
fu  data, come già detto, attuazione pratica, nel 1965 e nel 1967;

 

 3) “Che è stata vietata nel 1970”.

Nel 1998, l'allora Cardinale Ratzinger ebbe  modo di dichiarare non solo che non era stata abolita, ma che le  approvazioni non hanno scadenze, Pertanto un rito, una volta approvato, non può essere vietato.


 E non poche altre più o meno "Veniali" imprecisioni.
 Il Tg1 è stato più oggettivo.

Ciò che è sfuggito ad ogni commento è che, tra il rito codificato (non inventato, ma sorto da immemorabile consuetudine,  che, nelle linee generali risale almeno a San Gregorio Magno) da San Pio V  nel 1570 e quello del 1969, la differenza fondamentale non è tanto e solo  nella lingua, ma che si tratta di due riti diversi, fatti in modo diverso.
 

Cito un solo particolare, per dare un'idea, tipo "La parte per il tutto".
L'ordinario della Messa Tradizionale, da, come descrizione dell'inizio della  elebrazione: "Prete PARATO", ("Sacerdote PARATO", sia nel senso di  "prePARATO", sia in quello di " rivestito dei PARAmenti"). Nel rito del  1969, la descrizione dell'inizio dice "Populo CONGREGATO" ("Popolo-Assemblea  riunito"). Mentre nel rito tradizionale, che è un atto di culto,  essenzialmente un Sacrificio, rivolto a Dio e compiuto da Gesù, che, nella
persona del Prete, offre se stesso al Padre rinnovando così il Sacrificio  della Croce, l'accento era messo sul ruolo del celebrante, che, secondo la  dottrina cattolica è fondamentalmente diverso dal popolo, nel rito del 1969,  l'accento è messo sulla presenza del popolo.

Basti dire che, nel rito  antico, la presenza del popolo era altamente raccomandata, ma era  considerata un optional. Le Messe senza popolo, non erano reputate meno  Messe, in quanto l'essenza del Sacrificio non era toccata. Tanto è vero
che  le formule era le stesse.

Oggi, nelle Messe moderne, non solo è considerato  eccentricità celebrarle senza popolo (quando non è esplicitamente  sconsigliato), ma si usano formule differenti.
Spero di essere stato chiaro. Penso che sarebbe bene, nel corso dei servizi futuri sul tema, far presente i particolari citati.
 

Con Osservanza

Arcangelo Santoro

 

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