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Anno III, Comunicato n. 31 , del 26
marzo 2008
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Alla finestra la speranza
Tonino Bello, giovane francescano
Nel
duomo vecchio di Molfetta c'è un grande crocifisso di
terracotta. Il parroco, in attesa di sistemarlo
definitivamente, l'ha addossato alla parete della
sagrestia e vi ha apposto un cartoncino con la
scritta: collocazione provvisoria. La scritta, che in
un primo momento avevo scambiato come intitolazione
dell'opera, mi è parsa provvidenzialmente ispirata, al
punto che ho pregato il parroco di non rimuovere per
nessuna ragione il crocifisso di lì, da quella parete
nuda, da quella posizione precaria, con quel
cartoncino ingiallito. Collocazione provvisoria. Penso
che non ci sia formula migliore per definire la croce.
La mia, la tua croce, non solo quella di Cristo.
Coraggio, allora, tu che soffri inchiodato su una
carrozzella. Animo, tu che provi i morsi della
solitudine. Abbi fiducia, tu che bevi al calice amaro
dell'abbandono. Non imprecare, sorella, che ti vedi
distruggere giorno dopo giorno da un male che non
perdona. Asciugati le lacrime, fratello, che sei stato
pugnalato alle spalle da coloro che ritenevi tuoi
amici. Non tirare i remi in barca, tu che sei stanco
di lottare e hai accumulato delusioni a non finire.
Coraggio. La tua croce, anche se durasse tutta la
vita, è sempre "collocazione provvisoria". Il
Calvario, dove essa è piantata, non è zona
residenziale. E il terreno di questa collina, dove si
consuma la tua sofferenza, non si venderà mai come
suolo edificatorio. Anche il Vangelo ci invita a
considerare la provvisorietà della croce. C'è una
frase immensa, che riassume la tragedia del creato al
momento della morte di Cristo. "Da mezzogiorno fino
alle tre del pomeriggio, si fece buio su tutta la
terra". Forse è la frase più scura di tutta la Bibbia.
Per me è una delle più luminose. Proprio per quelle
riduzioni di orario che stringono, come due paletti
invalicabili, il tempo in cui è concesso al buio di
infierire sulla terra. Da mezzogiorno alle tre del
pomeriggio. Ecco le sponde che delimitano il fiume
delle lacrime umane. Ecco le saracinesche che
comprimono in spazi circoscritti tutti i rantoli della
terra. Ecco le barriere entro cui si consumano tutte
le agonie dei figli dell'uomo. Da mezzogiorno alle tre
del pomeriggio. Solo allora è consentita la sosta sul
Golgota. Al di fuori di quell'orario, c'è divieto
assoluto di parcheggio. Dopo tre ore, ci sarà la
rimozione forzata di tutte le croci. Una permanenza
più lunga sarà considerata abusiva anche da Dio.
Coraggio, fratello che soffri. Mancano pochi istanti
alle tre del tuo pomeriggio. Tra poco, il buio cederà
il posto alla luce, la terra riacquisterà i suoi
colori verginali e il sole della Pasqua irromperà tra
le nuvole in fuga.
(Alla finestra la speranza, di Tonino Bello, un
giovane francescano)
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