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Riceviamo e pubblichiamo il testo ricevuto dai proff. Italo Tortelli e
Augusto Tridenti
Attacco di parte della
comunità ebraica

L'ennesimo attacco
di una parte della comunità ebraica, la più a destra, al papa, in
occasione della remissione della scomunica ai quattro vescovi ordinati
nel 1989 da Mons. Lefebvre, ci porta a considerare il momento di grave
crisi nel dialogo tra Chiesa cattolica e una certa parte del mondo
ebraico.
Lo scontro è
cominciato probabilmente in occasione dell'intervento di Benedetto XVI
contro la guerra in Libano, durante la quale Israele utilizzò armi
proibite e bombardò anche villaggi cristiani, nella speranza di far
insorgere i cristiani contro gli islamici, dividendo il fronte interno
libanese (operazione riuscita, ma al contrario). Le altre
operazioni di Benedetto XVI che non sono piaciute al mondo ebraico
italiano, o quantomeno ai suoi esponenti di punta, sono state la
preghiera del venerdì santo per l'antico messale, in cui si chiede a Dio
di portare alla fede in Cristo il suo popolo (quando la Chiesa prega, lo
fa per tutti), e la successiva condanna della guerra a Gaza, definita
dal papa di “inaudita violenza” (mentre il cardinal Martino conclamava
che Gaza era stata ridotta ad un immenso “campo di concentramento”, ben
prima del conflitto, dalla politica discriminante di Israele).
La tradizionale
posizione della Santa Sede sul medio Oriente, insomma, sempre attenta
anche alle ragioni dei palestinesi e dei cristiani, cioè alle ragioni di
tutti, unitamente a discussioni teologiche, è verosimilmente la causa di
una serie di esternazioni di membri della comunità ebraica italiana a
cui i giornali hanno dato un immenso spazio: dalla richiesta di Claudio
Morpurgo, leader delle comunità ebraiche italiane, di togliere
l'insegnamento della religione cattolica nelle scuole (Corriere
4/7/2006), alla imposizione di Amos Luzzatto, presidente dell'unione
delle comunità ebraiche italiane, di togliere ogni cenno alle “radici
cristiane” nel Manifesto del Pd (Corriere del 12/4/20007), sino alle
reiterate accuse nei confronti di Pio XII, con insistenza inaudita
accusato, a torto, di non aver fatto abbastanza contro il nazismo, come
se questa malvagia ideologia non avesse perseguitato anche, e con che
durezza, i cattolici tedeschi!
L'apice dello
scontro- dopo che un noto politico di Israele aveva dichiarato
pubblicamente che suo padre, dopo aver salutato Pio XII dandogli la
mano, era corso a lavarsela, perchè impura, e dopo che un rabbino,
invitato da Benedetto XVI a parlare ad un sinodo, era finito per
attaccare, ancora una volta, Pio XII, in casa di chi lo aveva
gentilmente invitato-, prima delle ulteriori ingiurie contro il papa di
queste ore, si è raggiunto con l'accusa da parte dell'onorevole
Gianfranco Fini, nei confronti di Pio XII nell'anniversario delle leggi
razziali.
Alla
risposta piccata del Vaticano, che si sentiva chiamare in causa con
incredibile faccia di bronzo dall'erede di chi quelle leggi aveva
personalmente promulgato, il presidente della Comunità Ebraica di Roma
Riccardo Pacifici, in linea con le insistenti accuse rivolte dal rabbino
Di Segni, già a partire dal referendum sulla legge 40, alla Chiesa,
rispondeva: “Non posso permettere che la terza carica dello Stato (l'ex
fascista in perenne trasformazione, Fini, ndr) possa essere offesa così
da un paese straniero quale il Vaticano, che deve delle scuse” .
E aveva proseguito,
in preda al delirio, dichiarando che il papa aveva sì fatto nascondere
molti ebrei nei conventi,come tutti sappiamo, durante i rastrellamenti
tedeschi, ma “solo dietro pagamento, e ha messo fuori tanta gente che
non aveva i soldi” (Corriere, 19/12/2008).
Se questo è lo stato
del dialogo, nessuno stupore che si sia interrotto, anche se a farlo non
avrebbero dovuto essere gli ebrei, ma al contrario, i cattolici. Ciò a
maggior ragione per il fatto che in Israele, come in molti paesi
islamici, i diritti della Chiesa non sono ancora riconosciuti,
nonostante la firma dei trattati bilaterali agli inizi degli anni
novanta.
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http://www.terrasantalibera.org/AttaccoParteComunitas.htm
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