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Avigdor Lieberman, un profilo del
prossimo Ministro degli Esteri di Israele
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PALESTINE MONITOR
Tradotto da Manuela Vittorelli
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Prima del febbraio 2009
Attualmente Avigdor Lieberman è un tema caldo per il mondo politico.
Alle ultime elezioni israeliane di febbraio il suo partito Israel
Beitein è diventato il terzo partito, facendo di lui il grande
artefice, colui che aveva facoltà di decidere chi sarebbe stato
prossimo Primo Ministro di Israele: Livni o Netanyahu. Ha scelto
Netanyahu.
L'ironia, però, è che Lieberman non sogna di diventare il potere che
sta dietro il trono, lui vuole il trono.
È nato a Kišinëv, in Unione Sovietica (ora Moldova) nel 1958, e ha
ricevuto il nome di Evet Lvovich Lieberman. Ha studiato all'istituto
d'agraria locale e ha lavorato come buttafuori in un locale notturno
e come speaker a Baku (la capitale dell'Azerbaigian) prima di
trasferirsi con i suoi genitori in Israele nel 1978.
Lì ha svolto il servizio militare nell'esercito come caporale e si è
laureato in scienze sociali all'Università ebraica. È stato proprio
durante il periodo degli studi a Gerusalemme che è cominciata la sua
carriera politica.
Tra il 1983 e il 1988 ha contribuito alla fondazione del Forum
Sionista per l'Ebraismo Sovietico, ed è stato anche membro del
Consiglio della Corporazione Economica di Gerusalemme e segretario
della sezione di Gerusalemme del Histadrut Ovdim Le’umit (“sindacato
nazionale dei lavoratori”).
Dal 1993 al 1997 Lieberman è stato Direttore Generale prima del
partito Likud e poi nell'ufficio del Primo Ministro, durante il
mandato di Benjamin Netanyahu. Nel 1999 ha fondato il partito Israel
Beiteinu, e in quello stesso anno è stato eletto alla Knesset.
Negli anni ha ricoperto gli incarichi di Ministro delle
Infrastrutture, Ministro dei Trasporti, Vice Primo Ministro e
infine, nel 2006, di Ministro degli Affari Strategici, ruolo
incentrato sulla “minaccia strategica dell'Iran”.
Il processo di pace
Secondo Lieberman, il processo (o i processi) di pace si basano su
tre presupposti falsi;
-
che il conflitto israelo-palestinese sia la
principale causa di instabilità nel Medio Oriente
Dice Lieberman: “in realtà le tensioni
all'interno del mondo musulmano costituiscono il 95-98% di tutti i
problemi del Medio Oriente. La guerra Iran-Iraq e le guerre civili
in Libano, Yemen, Tunisia e Algeria sono responsabili del 98% delle
vittime in Medio Oriente, e il conflitto israelo-palesinese è
responsabile solo del 2%”.
- che il conflitto è territoriale e non ideologico
Dice Lieberman: “Si tratta dei nostri
valori e delle nostre idee, e fa parte di uno scontro mondiale tra
l'Occidente o il mondo libero e il mondo radicale islamico. Israele
rappresenta il mondo libero, e l'Autorità Palestinese e Hamas
rappresentano il mondo radicale islamico”.
- che la creazione di uno Stato palestinese basato
sui confini del 1967 porrà fine al conflitto.
Dice Lieberman: “la soluzione migliore è
la separazione, come nei Balcani. Il modello migliore è Cipro: prima
del 1974, greci e turchi vivevano insieme e c'erano attriti e
terrorismo. Dopo la separazione in territori greco e turco non
abbiamo visto un accordo di pace, ma c'è sicurezza. Nella nostra
regione può realizzarsi la stessa cosa”.
Politiche razziste
Il controverso programma di Lieberman contiene due idee che
discriminano i cittadini arabi palestinesi di Israele con leggi
speciali e segregazioniste.
- La prima stabilirebbe un “giuramento di lealtà”, che impone di
giurare fedeltà a Israele come Stato ebraico. Il rifiuto di farlo
potrebbe condurre alla revoca della cittadinanza o di alcuni diritti
di questi cittadini all'interno di Israele.
- La seconda tiene conto della necessità di creare un'entità
palestinese di qualche tipo, anche solo ridesignando a formare
questa nuova entità quelle parti di Israele in cui gli arabi
costituiscono la maggioranza.
Questa nuova forma di pulizia etnica preserva la maggioranza ebraica
di Israele, spogliandola però della pretesa di essere una democrazia
che assicura pari diritti a tutti i suoi cittadini.
Politiche di divisione
Nel febbraio del 2007 Lieberman ha detto degli arabi israeliani: “vogliono
godere di tutti i vantaggi dell'Israele moderno, ma d'altro canto
vogliono distruggerci dall'interno”.
Nel 2009 ha affermato che “Israele è sotto un doppio attacco
terroristico, dall'interno e dall'esterno. E il terrorismo
dall'interno è sempre più pericoloso del terrorismo dall'esterno”.
Quest'uomo è giunto a dire pubblicamente alla Knesset nel novembre
2006 che i parlamentari arabi dovevano essere impiccati come
collaborazionisti, a causa della loro opposizione alle politiche del
governo. “La seconda guerra mondiale si è conclusa con il
processo di Norimberga. I capi del regime nazista, insieme ai loro
collaboratori, furono giustiziati. Spero che questo sarà il destino
dei collaborazionisti”.
La retorica di Lieberman
Nel marzo del 2002, dopo vari attacchi palestinesi contro
israeliani, furono citate le seguenti parole di Lieberman: “Non
esiterei a spedire l'esercito israeliano in tutta l'Area A (l'area
della Cisgiordania teoricamente controllata dall'Autorità
Palestinese) per 48 ore. Per distruggere le fondamenta di tutte le
infrastrutture militari dell'autorità e tutti gli edifici della
polizia, gli arsenali, tutte le postazioni delle forze di
sicurezza... non lasciare in piedi una sola pietra. Distruggere
tutto”. Suggerì inoltre al governo israeliano che l'aviazione
bombardasse sistematicamente tutti i centri commerciali, i
distributori di benzina e le banche nei territori occupati.
Nel luglio del 2003 Ariel Sharon si impegnò con gli Stati Uniti a
concedere l'amnistia a 350 detenuti rinchiusi nelle carceri
israeliane. Lieberman, che all'epoca era Ministro dei Trasporti,
reagì rifiutandosi di partecipare al relativo comitato e disse: “Se
possibile sarebbe meglio annegare questi prigionieri nel Mar Morto,
dato che è il punto più basso del mondo” e aggiunse che li
avrebbe portati lì volentieri lui stesso.
Nel gennaio del 2009, durante il massacro israeliano a Gaza,
Lieberman ha detto che Israele “deve continuare a combattere
Hamas come fecero gli Stati Uniti con i giapponesi nella seconda
guerra mondiale”, riferendosi evidentemente all'olocausto
nucleare. Sempre a gennaio, parlando del recente massacro di Gaza,
Lieberman ha detto, “i soldati hanno avuto successo, ma i
politici hanno fallito. Non hanno permesso all'esercito di
completare l'operazione”.
La linea principale
Lieberman è stato accusato molte volte di essere un fascista, un
razzista e un fazioso. I media e i politici israeliani sono divisi
al proposito. Alcuni hanno descritto Lieberman come contaminato da
“dichiarazioni razziste che pregiudicano il carattere democratico di
Israele”. Molti hanno apertamente espresso il timore che il profilo
politico di Lieberman possa riflettersi sull'immagine di Israele
all'estero. Un membro anonimo del partito israeliano Meretz ha detto
di lui nel febbraio del 2009:
“Se ti piaceva Mussolini, se ti mancava Stalin, amerai Lieberman”.
Affermazioni come queste hanno spaventato sia Lieberman che il Primo
Ministro entrante Netanyahu, che hanno messo in atto una ben
programmata e coordinata “offensiva di fascino” di Lieberman
all'estero. Sta cercando di presentarsi come un pragmatista cui i
media non hanno reso giustizia, e di dimostrare che tutte quelle
dichiarazioni bellicose erano solo parole che non diventeranno mai
realtà.
Ha già smorzato i toni sul “giuramento di lealtà” e si è spinto
anche oltre annunciando di essere pronto a lasciare la propria casa
nell'insediamento illegale di Nokdim, in Cisgiordania,
se
venisse creato uno Stato palestinese.
Dopo aver guidato un partito con un programma contrario ai
negoziati, a quest'uomo ci sono voluti pochi giorni per imporre al
suo elettorato un cambiamento a 180 gradi. Questo suggerisce che
Lieberman è più un opportunista che un ideologo fazioso: disposto a
incitare alla paura e alla rabbia per tornaconto politico per poi
cercare di gettare acqua sul fuoco una volta in carica.
Sarà il tempo a dirci quale delle tendenze di Lieberman si rivelerà
più distruttiva...
Originale:
Avigdor Lieberman: A Profile of Israel's Next Foreign
Minister
http://www.palestinemonitor.org/spip/spip.php?article852
Traduzione a
cura di Manuela Vittorelli, membro di
Tlaxcala
URL di questo articolo su
Tlaxcala:
http://www.tlaxcala.es/pp.asp?reference=7182&lg=it
Link a questa pagina :
http://www.terrasantalibera.org/Avigdor_Lieberman_profilo.htm |
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