Esprimere commenti o giudizi pacati, a fronte di tanta insolente e
insensibile barbarie spacciata per "democrazia" e "legalità", è
veramente difficile.
Eluana è morta, come era prevedibile. L'irrazionalità ha razionalmente
prevalso.
Il buio ha pervaso la ragione degli uomini, e ciò che è peggio, di
quelli che hanno nelle mani le sorti della società civile.
Non si vuole qui e ora rilasciare dichiarazioni per strumentalizzare
una triste vicenda umana, che è stata strumentalizzata già
abbondantemente da molti.
Ma non si può e non si deve, come vorrebbe invece colui che ha firmato
(non-firmando) la sua condanna a morte, tacere, fare silenzio,
stare zitti.
Troppo comodo kompagno presidente, lanciare il sasso e nascondere la
mano.
Poche sono le cose che bisogna invece tenere ben a mente, e le diremo.
Diremo innanzitutto che noi non siamo olandesi o similari, con un
livello di presunta "civiltà" tale da accettare di buon grado
teorie eutanasiche e di morte senza sussultare e reagire. Perchè,
piaccia o meno, è eutanasia in pieno stile quella che abbiamo visto
applicare. Democraticamente, legalmente.
Al di là della condanna a morte firmata non-firmando, delle
becere dichiarazioni di sociologhi, politici e baroni in camice
bianco, che hanno dimostrato la più completa indifferenza nei
confronti della vita e del sacrosanto diritto di difenderla, quel che
è maggiormente grave è che sia stato commesso un omicidio di Stato in
maniera così eclatante e plateale, adducendo motivazioni del tutto
futili rispetto al valore inestimabile della vita, anche di colui, o
colei, che non è nelle condizioni di difendersi. Cavilli legali e
costituzionali, dicono, hanno impedito di agire diversamente.
Mancavano le prerogative di urgente necessità, affinchè il Capo di
Stato intervenisse. E cosa di più grave ed impellemte ci può essere,
che difendere il diritto alla vita di chi non può difendersi e che ha
le ore altrimenti contate?
Incredibile. Veramente incredibile. Il Capo di una Nazione che si
dichiara impossibilitato ad intervenire per apporre una semplice
firma, la quale potrebbe salvare non solo la vita ad un cittadino, ma
a sancire un diritto inalienabile alla vita per tutti gli altri. Che
Capo è questo? Che democrazia è questa?
Di capi e di democrazie del genere ne possiamo fare volentieri a meno.
Se un magistrato qualsiasi ha il potere individuale di stravolgere,
con un paio di firme, l'etica di un popolo, facendola sprofondare in
un baratro di desolazione, e se colui che è preposto a garantire il
bene comune dei suoi concittadini non è capace a garantir loro neppure
il diritto all'alimentazione per sopravvivere, significa che questa
società sta lentamente morendo, traviata da ideologie mortifere e di
perversione morale.
Due uomini, più un padre avvelenato nell'anima da molti, troppi, anni
di sofferenza (alle cui spalle non siamo sicuri non abbiano agito
altri personaggi, sempre più grassi nonostante tutti gli scioperi
della fame...che hanno preferito stare nell'ombra per non dare
nell'occhio...), hanno deciso, contro la maggioranza del
Parlamento e degli italiani, di dare corso a un precedente unico per
l'Italia: l'eutanasia di una cittadino, per giunta senza il suo
consenso.
Più che eutanasia, quindi, potremo parlare di esecuzione.
Come è possibile che in una Nazione, che è stata tra le promotrici
della moratoria contro la pena di morte, il suo Presidente abbia
potuto condannare a morire di fame e sete un cittadino, per la sola
decisione ispirata da un magistrato? E senza sentire, a fronte di tale
gravosa sentenza, il parere di altri giuristi?
Qualcuno dirà che non rientra nelle regole del gioco. E chissenefrega!
Che si cambino le regole, ma non per garantire la morte, bensì la
vita, l'assistenza, il supporto medico e psicologico per gli
infortunati e per i loro familiari.
E poi, neppure nelle nazioni dove la pena di morte viene ancora
praticata, essa viene poi attuata in maniera così crudele e barbara.
Normalmente nel giro di pochi minuti il condannato viene soppresso,
seppur dolorosamente e crudelmente in certi casi. Ma sempre di pochi
minuti si tratta. Per Eluana invece erano previste sino a due
settimane di agonia: ma a lei sono bastati solo quattro lunghi giorni.
Era in stato vegetativo, dicono coloro che vedono di buon occhio tale
pratica di morte. Ma neppure alla pianta grassa o al ficus che hanno
nel salotto farebbero mancare acqua, sali, vitamine. Eluana se ne è
andata per blocco renale.
Ma la gravità è che un grave precedente viene introdotto a corrompre
quell'etica che è patrimonio della nostra cultura; un'etica di vita e
di difesa di quei diritti naturali in essa inscritti.
Da oggi in poi si parlerà di testamento biologico, che è
un'introduzione a quel che nel giro di pochi anni, di pochi decenni,
di governo in governo, di massone in massone, di liberale in
libertario, diventerà un pacchetto di leggi per regolare la morte
volontariamente indotta. Prima per pochi casi penosi, poi per tutti.
È il suicidio della società. Suicidio dell'anima prima e del fisico
successivamente.
È il trionfo della morte sulla vita.
Complici di questo sfacelo sono a maggioranza uomini e donne
inconsapevoli, personaggi poveri di cuore, carichi di orgoglio
luciferino e di vanità.
Pochissimi tra loro sono quelli che consapevolmente sanno quello che
fanno, emissari di anticristica memoria.
Mentre coloro che gli si oppongono, umanamente parlando, sono persone
e gruppi di persone in buona fede e di buona volontà, ma non
sufficientemente forti per contrastare il nemico infernale che avanza.
Disarmati o con armi spuntate. Con capi spirituali e politici che
spesso li hanno convinti che il "male" per antonomasia non esiste, che
è solo un rappresentazione figurata, che bisogna dialogare, tollerare,
ecumenizzare. Ma il miele non è melassa, ed il sangue non è acqua.
Ci vorrebbe più fede nelle proprie forze e sicurezza delle proprie
ragioni, maggior discriminazione e discernimento ideale ed etico,
minor timore di dispiacere e tanto coraggio per affrontare le
difficoltà, anche il martirio se occorresse.
Senza paura delle forze oscure, senza vergogna per la propria fede e
per i propri ideali. Perchè la loro forza è data solo dalla nostra
debolezza, e la nostra debolezza non può essere che spirituale.
Bisogna imparare di nuovo a vivere come si crede, e
smetterla di credere come si vive. Vivere coerentemente
ed interiormente la propria fede, cercando di affrontare con maggior
decisione le provocazioni e le insinuazioni del mondo.
Ed i sacerdoti tornino a celebrare di nuovo e coerentemente il Santo
Sacrificio incruento dell'altare, unico e vero Olocausto Maximo.
Perchè
è con esso che si è potuto tenere incatenato il mistero d'iniquità nei
secoli, ed è in assenza di esso che si slega la bestia con i
suoi adoratori.
Basta con queste riunioni in cui si celebra solo se stessi, con gran
vocio e strette di mani, ma senza cogliere l'essenza della liturgia,
che è il Sacrificio di Cristo.
"Il mondo è più facile si regga senza il sole che senza la Messa"
diceva Padre Pio, che sino all'ultimo celebrò il rituale tridentino.
Ed egli sapeva cosa intendeva dire.
Impossibile quindi non intravedere, in tutti gli avvenimenti che
stanno sconvolgendo il mondo, il disegno perverso del nemico
dell'uomo, in odio a Dio. Molti sono i segnali inconfondibili.
Gli attacchi alla vita, nell'etica ancora sana delle Nazioni.
Gli attacchi alle vite umane, nelle guerre di sterminio e genocide, di
cui l'ultima si sta compiendo in Terra Santa ai danni della
popolazione araba, cristiana e musulmana, a cui si vuol rubare la
terra e la dignità.
Gli attacchi alla Chiesa, per renderla succube di ricatti, per
condizionarne storia e atti.
Gli attacchi alla S.Messa di cui dicevamo poc'anzi, a quella in cui è
ancora contemplato il Santo Sacrificio dell'altare, l'arma più forte
concessa all'uomo per difendersi e salvarsi.
Gli attacchi alla ragione, devastando le menti degli uomini con
pensieri e filosofie che li allontanano sempre più dalla fonte
originale e creatrice.
Gli attacchi ai costumi, con l'intento di pervertire gli animi più
giovani e corromperne l'intimità più profonda, per costruire una
non-società anticristica e depravata.
Gli attacchi alla famiglia, nucleo centrale e fondante della società
umana: disgregata e corrotta la famiglia ci si può permettere poi di
sdoganare qualsiasi abiezione contronatura ed autolesionista.
Gli attacchi a Dio, nelle Sue creature e nel suo creato, in odio e per
orgoglio atavico, per dominare il mondo col solo intento di
distruggerlo.
Eppure bastano poche armi per rigettare tutte queste congetture
malvagie nell'abisso dal quale sono sorte: la fede, la preghiera, e
l'azione combinata di queste, tradotta in opere di misericordia
spirituale e corporale.
Perchè la fede senza le opere è lettera morta.
Spiace di avere annoiato o
infastidito probabilmente coloro che, lontani dalla fede cattolica
genuina, hanno letto queste righe senza riuscirne a coglierne, forse,
l'essenza più intima.
Ma assicuriamo loro che con la lente
d'ingrandimento della fede si vede meglio e più lontano e che non c'è
rivoluzione più efficace di quella che potremo fare nei nostri cuori,
adattandoli ad imitazione di Cristo, vero vincitore dell'Armageddon
prossimo venturo, ma non troppo lontano.
Preghiamo: per i nostri figli e nipoti, che non
si debbano mai trovare in condizioni anche peggiori di Eluana, e per
noi affinchè possiamo essere in grado di offrire loro le giuste
indicazioni per non soccombere in battaglia.
Redazione di
www.TerraSantaLibera.org
Link a questa pagina :
http://www.terrasantalibera.org/BuioDellaRagione.htm
FUORI DAI DENTI E
FUORI LUOGO :
KOMPAGNO NAPOLITANO,
NON SIETE IL NOSTRO PRESIDENTE,
NÈ LO SIETE MAI STATO.

Non avete mai goduto della nostra stima, nè quando inneggiavate ai
carri armati russi che invadevano la Cecoslovacchia, nè quando
difendeste le armate sioniste che fecero strazio della Palestina, e
neppure ora, che con la vostra non-firma avete condannato a
morte, di fame e sete, una cittadina italiana.
Noi non siamo berlusconiani, se non altro per opposizione alla
sua politica estera di complicità con l'entità sionista, ma non
possiamo, obiettivamente ed onestamente, non riconoscere e apprezzare
che egli sia stato l'unico, sebbene in ritardo, a difendere la vita di
tutti i cittadini italiani dagli attacchi della barbarie.
Le scuse costituzionaliste non ci interessano: di fronte a
principi etici universali non c'è Costituzione che tenga. La vostra
insensibilità è coerente coi vostri ideali.
Qui non si tratta di essere cattolici o laicisti, ma solo di essere
umani.
Ed il diritto alla difesa della vita travalica e supera qualsiasi
legge umana deviata.
Alla faccia della moratoria contro la pena di morte, in Italia è stata
condannata a morte una persona innocente. Questo è un grave precedente
storico, che apre la via ad un lento processo di alienazione da quei
fondamenti irrinunciabili per una sana società basata sul diritto alla
vita, contro ogni sua negazione ed attacco.
È stato iniziato così un processo di inculturazione e condizionamento
psicologico di massa, che porterà gradualmente ad assecondare
i progetti di morte di quella lobby la quale da tempo preme per il
controllo delle vite umane, volendone stabilire anche la loro
durata, per interessi inconfessabili.
Sappiamo bene che voi non avete quello spessore culturale tale da
rendervi conto di quello che state facendo: ed è proprio per questa
vostra dote di inconsistenza che siete stato eletto presidente.
Voi state solo assecondando la casta sinistra che vi ha posto
dove siete, ed alla quale oggi dovete dimostrare d'essere organico.
La vostra responsabilità, come uomo e come politico, vi condanna nella
storia.
Ci auguriamo che presto possiate rassegnare le vostre dimissioni e vi
mettiate in pensione. Speriamo anche che riusciate a meditare sul male
fatto, quando avevate la possibilità di fare del bene, e che prima di
terminare la vostra esistenza terrena, ve ne pentiate sinceramente.
Perchè un omicidio è sempre tale e la sua pena è eterna, se non
rimessa.
Sinceramente senza stima,
Redazione di
www.TerraSantaLibera.org
Link a questa pagina :
http://www.terrasantalibera.org/BuioDellaRagione.htm