"Notizie dalla Terra Santa"


 

Anno IV,  Comunicato n. 34, del 10 febbraio 2009

 

QUESTA Redazione, pur non condividendo sempre e necessariamente tutto quel che dichiarano gli autori dei testi pubblicati, reputa che essi siano comunque UTILE fonte di informazione, testimonianza e riflessione per molti.

Non omologati in nessuno schieramento e in rispetto di quella libertà di pensiero e d'espressione garantite costituzionalmente, riteniamo IRRINUNCIABILE E giustO dare spazio aLLE MOLTE voci del dissenso, ALTROVE NEGATE.

DUE TESTI REDAZIONALI

  • IL BUIO DELLA RAGIONE

  • KOMPAGNO NAPOLITANO NON SIETE IL NOSTRO PRESIDENTE


IL BUIO DELLA RAGIONE

Non possiamo non fare una pausa di riflessione, che esula dalle tematiche normalmente affrontate in questo sito, ma doverosa. Tante nefandezze sono state commesse in Italia, prima, durante e dopo la sua costituzione come Repubblica, ma questa sera, lunedì 9 febbraio 2009, abbiamo assistito a qualcosa di veramente gravissimo: l'esecuzione di Stato di un suo cittadino, non solo innocente, ma nelle condizioni di non potersi difendere. Condannato crudelmente a morte, per fame e per sete.

Ma soprattutto per motivi politici ed interessi, transnazionali ed extranazionali, di quella stessa setta, ben installata a Bruxelles, che preme per far accettare come naturali le pratiche di morte abortive, l'eutanasia, le esperimentazioni genetiche e clonanti, le depravazioni sessuali pedofilo-omosessuali-transessuali (sin dalle scuole primarie), il consumo di droghe, la disgregazione delle famiglie e tutte quelle pratiche che possano favorire la corruzione della società europea, un tempo cristiana ed ora di fede olocaustica.

 

Esprimere commenti o giudizi pacati, a fronte di tanta insolente e insensibile barbarie spacciata per "democrazia" e "legalità", è veramente difficile.

Eluana è morta, come era prevedibile. L'irrazionalità ha razionalmente prevalso.

Il buio ha pervaso la ragione degli uomini, e ciò che è peggio, di quelli che hanno nelle mani le sorti della società civile.

Non si vuole qui e ora rilasciare dichiarazioni per strumentalizzare una triste vicenda umana, che è stata strumentalizzata già abbondantemente da molti.

 

Ma non si può e non si deve, come vorrebbe invece colui che ha firmato (non-firmando) la sua condanna a morte, tacere, fare silenzio, stare zitti.

Troppo comodo kompagno presidente, lanciare il sasso e nascondere la mano.

 

Poche sono le cose che bisogna invece tenere ben a mente, e le diremo.

Diremo innanzitutto che noi non siamo olandesi o similari, con un livello di presunta "civiltà" tale da accettare di buon grado teorie eutanasiche e di morte senza sussultare e reagire. Perchè, piaccia o meno, è eutanasia in pieno stile quella che abbiamo visto applicare. Democraticamente, legalmente.

 

Al di là della condanna a morte firmata non-firmando, delle becere dichiarazioni di sociologhi, politici e baroni in camice bianco, che hanno dimostrato la più completa indifferenza nei confronti della vita e del sacrosanto diritto di difenderla, quel che è maggiormente grave è che sia stato commesso un omicidio di Stato in maniera così eclatante e plateale, adducendo motivazioni del tutto futili rispetto al valore inestimabile della vita, anche di colui, o colei, che non è nelle condizioni di difendersi. Cavilli legali e costituzionali, dicono, hanno impedito di agire diversamente. Mancavano le prerogative di urgente necessità, affinchè il Capo di Stato intervenisse. E cosa di più grave ed impellemte ci può essere, che difendere il diritto alla vita di chi non può difendersi e che ha le ore altrimenti contate?

 

Incredibile. Veramente incredibile. Il Capo di una Nazione che si dichiara impossibilitato ad intervenire per apporre una semplice firma, la quale potrebbe salvare non solo la vita ad un cittadino, ma a sancire un diritto inalienabile alla vita per tutti gli altri. Che Capo è questo? Che democrazia è questa?

Di capi e di democrazie del genere ne possiamo fare volentieri a meno.

 

Se un magistrato qualsiasi ha il potere individuale di stravolgere, con un paio di firme, l'etica di un popolo, facendola sprofondare in un baratro di desolazione, e se colui che è preposto a garantire il bene comune dei suoi concittadini non è capace a garantir loro neppure il diritto all'alimentazione per sopravvivere, significa che questa società sta lentamente morendo, traviata da ideologie mortifere e di perversione morale.

 

Due uomini, più un padre avvelenato nell'anima da molti, troppi, anni di sofferenza (alle cui spalle non siamo sicuri non abbiano agito altri personaggi, sempre più grassi nonostante tutti gli scioperi della fame...che hanno preferito stare nell'ombra per non dare nell'occhio...), hanno deciso, contro la maggioranza del Parlamento e degli italiani, di dare corso a un precedente unico per l'Italia: l'eutanasia di una cittadino, per giunta senza il suo consenso.

Più che eutanasia, quindi, potremo parlare di esecuzione.

 

Come è possibile che in una Nazione, che è stata tra le promotrici della moratoria contro la pena di morte, il suo Presidente abbia potuto condannare a morire di fame e sete un cittadino, per la sola decisione ispirata da un magistrato? E senza sentire, a fronte di tale gravosa sentenza, il parere di altri giuristi?

Qualcuno dirà che non rientra nelle regole del gioco. E chissenefrega!

Che si cambino le regole, ma non per garantire la morte, bensì la vita, l'assistenza, il supporto medico e psicologico per gli infortunati e per i loro familiari.

 

E poi, neppure nelle nazioni dove la pena di morte viene ancora praticata, essa viene poi attuata in maniera così crudele e barbara. Normalmente nel giro di pochi minuti il condannato viene soppresso, seppur dolorosamente e crudelmente in certi casi. Ma sempre di pochi minuti si tratta. Per Eluana invece erano previste sino a due settimane di agonia: ma a lei sono bastati solo quattro lunghi giorni.

 

Era in stato vegetativo, dicono coloro che vedono di buon occhio tale pratica di morte. Ma neppure alla pianta grassa o al ficus che hanno nel salotto farebbero mancare acqua, sali, vitamine. Eluana se ne è andata per blocco renale.

 

Ma la gravità è che un grave precedente viene introdotto a corrompre quell'etica che è patrimonio della nostra cultura; un'etica di vita e di difesa di quei diritti naturali in essa inscritti.

 

Da oggi in poi si parlerà di testamento biologico, che è un'introduzione a quel che nel giro di pochi anni, di pochi decenni, di governo in governo, di massone in massone, di liberale in libertario, diventerà un pacchetto di leggi per regolare la morte volontariamente indotta. Prima per pochi casi penosi, poi per tutti.

 

È il suicidio della società. Suicidio dell'anima prima e del fisico successivamente.

 

È il trionfo della morte sulla vita.

Complici di questo sfacelo sono a maggioranza uomini e donne inconsapevoli,  personaggi poveri di cuore, carichi di orgoglio luciferino e di vanità.

Pochissimi tra loro sono quelli che consapevolmente sanno quello che fanno, emissari di anticristica memoria.

 

Mentre coloro che gli si oppongono, umanamente parlando, sono persone e gruppi di persone in buona fede e di buona volontà, ma non sufficientemente forti per contrastare il nemico infernale che avanza. Disarmati o con armi spuntate. Con capi spirituali e politici che spesso li hanno convinti che il "male" per antonomasia non esiste, che è solo un rappresentazione figurata, che bisogna dialogare, tollerare, ecumenizzare. Ma il miele non è melassa, ed il sangue non è acqua.

 

Ci vorrebbe più fede nelle proprie forze e sicurezza delle proprie ragioni, maggior discriminazione e discernimento ideale ed etico, minor timore di dispiacere e tanto coraggio per affrontare le difficoltà, anche il martirio se occorresse.

Senza paura delle forze oscure, senza vergogna per la propria fede e per i propri ideali. Perchè la loro forza è data solo dalla nostra debolezza, e la nostra debolezza non può essere che spirituale.

 

Bisogna imparare di nuovo a vivere come si crede, e smetterla di credere come si vive. Vivere coerentemente ed interiormente la propria fede, cercando di affrontare con maggior decisione le provocazioni e le insinuazioni del mondo.

 

Ed i sacerdoti tornino a celebrare di nuovo e coerentemente il Santo Sacrificio incruento dell'altare, unico e vero Olocausto Maximo.

Perchè è con esso che si è potuto tenere incatenato il mistero d'iniquità nei secoli, ed è in assenza di esso che si slega la bestia con i suoi adoratori.

Basta con queste riunioni in cui si celebra solo se stessi, con gran vocio e strette di mani, ma senza cogliere l'essenza della liturgia, che è il Sacrificio di Cristo.

 

"Il mondo è più facile si regga senza il sole che senza la Messa" diceva Padre Pio, che sino all'ultimo celebrò il rituale tridentino. Ed egli sapeva cosa intendeva dire.

 

Impossibile quindi non intravedere, in tutti gli avvenimenti che stanno sconvolgendo il mondo, il disegno perverso del nemico dell'uomo, in odio a Dio. Molti sono i segnali inconfondibili.

 

Gli attacchi alla vita, nell'etica ancora sana delle Nazioni.

Gli attacchi alle vite umane, nelle guerre di sterminio e genocide, di cui l'ultima si sta compiendo in Terra Santa ai danni della popolazione araba, cristiana e musulmana, a cui si vuol rubare la terra e la dignità.

Gli attacchi alla Chiesa, per renderla succube di ricatti, per condizionarne storia e atti.

Gli attacchi alla S.Messa di cui dicevamo poc'anzi, a quella in cui è ancora contemplato il Santo Sacrificio dell'altare, l'arma più forte concessa all'uomo per difendersi e salvarsi.

Gli attacchi alla ragione, devastando le menti degli uomini con pensieri e filosofie che li allontanano sempre più dalla fonte originale e creatrice.

Gli attacchi ai costumi, con l'intento di pervertire gli animi più giovani e corromperne l'intimità più profonda, per costruire una non-società anticristica e depravata.

Gli attacchi alla famiglia, nucleo centrale e fondante della società umana: disgregata e corrotta la famiglia ci si può permettere poi di sdoganare qualsiasi abiezione contronatura ed autolesionista.

Gli attacchi a Dio, nelle Sue creature e nel suo creato, in odio e per orgoglio atavico, per dominare il mondo col solo intento di distruggerlo.

 

Eppure bastano poche armi per rigettare tutte queste congetture malvagie nell'abisso dal quale sono sorte: la fede, la preghiera, e l'azione combinata di queste, tradotta in opere di misericordia spirituale e corporale.

Perchè la fede senza le opere è lettera morta.

 

Spiace di avere annoiato o infastidito probabilmente coloro che, lontani dalla fede cattolica genuina, hanno letto queste righe senza riuscirne  a coglierne, forse, l'essenza più intima.

Ma assicuriamo loro che con la lente d'ingrandimento della fede si vede meglio e più lontano e che non c'è rivoluzione più efficace di quella che potremo fare nei nostri cuori, adattandoli ad imitazione di Cristo, vero vincitore dell'Armageddon prossimo venturo, ma non troppo lontano.

Preghiamo: per i nostri figli e nipoti, che non si debbano mai trovare in condizioni anche peggiori di Eluana, e per noi affinchè possiamo essere in grado di offrire loro le giuste indicazioni per non soccombere in battaglia.

 

Redazione di www.TerraSantaLibera.org

 

Link a questa pagina :

http://www.terrasantalibera.org/BuioDellaRagione.htm

 


 

FUORI DAI DENTI E FUORI LUOGO :

KOMPAGNO NAPOLITANO,    

NON SIETE IL NOSTRO PRESIDENTE,

NÈ LO SIETE MAI STATO.

 

Non avete mai goduto della nostra stima, nè quando inneggiavate ai carri armati russi che invadevano la Cecoslovacchia, nè quando difendeste le armate sioniste che fecero strazio della Palestina, e neppure ora, che con la vostra non-firma avete condannato a morte, di fame e sete, una cittadina italiana.

 

Noi non siamo berlusconiani, se non altro per opposizione alla sua politica estera di complicità con l'entità sionista, ma non possiamo, obiettivamente ed onestamente, non riconoscere e apprezzare che egli sia stato l'unico, sebbene in ritardo, a difendere la vita di tutti i cittadini italiani dagli attacchi della barbarie.

 

Le scuse costituzionaliste non ci interessano: di fronte a principi etici universali non c'è Costituzione che tenga. La vostra insensibilità è coerente coi vostri ideali.

Qui non si tratta di essere cattolici o laicisti, ma solo di essere umani.

Ed il diritto alla difesa della vita travalica e supera qualsiasi legge umana deviata.

 

Alla faccia della moratoria contro la pena di morte, in Italia è stata condannata a morte una persona innocente. Questo è un grave precedente storico, che apre la via ad un lento processo di alienazione da quei fondamenti irrinunciabili per una sana società basata sul diritto alla vita, contro ogni sua negazione ed attacco.

 

È stato iniziato così un processo di inculturazione e condizionamento psicologico di massa, che porterà gradualmente ad assecondare i progetti di morte di quella lobby la quale da tempo preme per il controllo delle vite umane, volendone stabilire anche la loro durata, per interessi inconfessabili.

 

Sappiamo bene che voi non avete quello spessore culturale tale da rendervi conto di quello che state facendo: ed è proprio per questa vostra dote di inconsistenza che siete stato eletto presidente.

Voi state solo assecondando la casta sinistra che vi ha posto dove siete, ed alla quale oggi dovete dimostrare d'essere organico.

La vostra responsabilità, come uomo e come politico, vi condanna nella storia.

 

Ci auguriamo che presto possiate rassegnare le vostre dimissioni e vi mettiate in pensione. Speriamo anche che riusciate a meditare sul male fatto, quando avevate la possibilità di fare del bene, e che prima di terminare la vostra esistenza terrena, ve ne pentiate sinceramente. Perchè un omicidio è sempre tale e la sua pena è eterna, se non rimessa.

 

Sinceramente senza stima,

 

Redazione di www.TerraSantaLibera.org

 


 

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