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Comunicato 1-11-2006
FINALMENTE
QUALCUNO L'HA DETTO
Finalmente
qualcuno l'ha detto. Finalmente, qualcuno che ha autorità ha osato
dire quello che in Occidente è impossibile dire senza essere accusati
delle peggiori nefandezze, di fascismo, di marxismo o, com'è di moda
oggi, di connivenza col terrorismo: che "il migliore dei mondi
possibili, nato con la Rivoluzione industriale e razionalizzato
dall'Illuminismo, non è affatto tale.
Finalmente qualcuno, che ha autorità, ha osato dire parole dure e
chiare sull'Occidente, sul suo modello di vita e sulla arrogante
pretesa, in quanto "cultura superiore", di imporlo, con l'economia,
con il tambureggiante battere ideologico e, quando ciò non basta, con
le bombe, a tutte le altre culture. Bisognava aspettare un
Papa per arrivare a tanto, dato che tutti gli intellettuali
occidentali, di destra e di sinistra, sono impegnati a cantar gli
epinici del "migliore dei mondi possibili" di cui si può, natura
lmente, criticare questo o quell'aspetto, ma che mai e poi mai può
essere messo in discussione in modo radicale. Ha detto
Benedetto XVI nel suo discorso a Monaco di Baviera: «Le popolazioni
dell'Africa e dell'Asia ammirano le nostre prestazioni tecniche e la
nostra scienza, ma al contempo si spaventano di fronte a un tipo di
ragione che esclude totalmente Dio dalla visione dell'uomo ritenendo
questa la forma più sublime della ragione da imporre anche alle altre
culture».
Ovviamente Papa Ratzinger, da leader religioso, si preoccupa
soprattutto della desacralizzazione del mondo occidentale. Ma il
discorso, almeno "in nuce", è molto più ampio. Un mondo che si
organizza, facendone il suo centro assoluto, intorno al mercato, che è
uno scambio di oggetti inerti, non può produrre valori, nè religiosi
nè di alcun altro tipo. Ed è responsabile di una formidabile perdita
di senso. Ma l'Occidente, gonfio come una rana della sua superiorità
materiale, vuole esportare e imporre il proprio vuoto esistenziale
anche a culture e popolazioni che quei valori spirituali ancora li
conservano e li difendono.
Una tremenda lezione per Bush, per i neocon, per i Pera e per tutti
gli infiniti cantori della "cultura superiore" che ora, spaventati
dall'Islam a sua volta spaventato da noi, affettano di voler
recuperare i valori cristiani ma mantenendo intatto il contesto,
economico e ideologico, che li esclude e quindi semplicemente
strumentalizzandoli ai propri fini di egemonia universale. Un recupero
totalmente falso e fasullo del cristianesimo. A questa
mistificazione Papa Ratzinger ha detto no facendo una netta
distinzione fra un Occidente cristiano e uno che finge solo di esserlo
per poter allungare ancora più comodamente con tranquilla coscienza le
mani sul resto del mondo già insidiato, quando non devastato, dal
nostro strapotere economico e militare e affermando che è questo
Occidente, e non il primo, che le altre culture giustamente temono.
Fra tante rievocazioni retoriche e bolse dell'11 settembre il discorso
di Papa Ratzinger, pronunciato non a caso alla vigilia di quella
giornata fatale, ne è l'analisi più acuta e meno scontata.
Massimo Fini
www.gazzetino.it
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