|
"Il problema risiede nel non voler riconoscere che il
tuo terrorismo é terrorismo"
Noam Chomsky

SAAD SAYEED intervista NOAM
CHOMSKY
Noto nel mondo accademico per il suo contributo nel
campo della linguistica, il professor Noam Chomsky del
MIT [Massachusset Institute of Technology] é ampiamente
riconosciuto come uno dei dissidenti politici più
influenti del nostro tempo. In questa intervista,
Chomsky parla delle radici del terrorismo e del ruolo
dell'intellettuale nella società.
Excalibur (Ex): Quanto é importante la comprensione
del ruolo svolto da stati come gli Usa ed il Regno Unito
quando si esamina la questione del terrorismo?
Chomsky (Ch): Dipende se vogliamo essere onesti e
veritieri oppure se vogliamo servire il potere di stato
(...) Dovremmo considerare tutte le forme di terrorismo.
Scrivo di terrorismo da 25 anni, da quando
l'amministrazione Reagan si insediò al governo nel 1981
e dichiarò che il punto focale della sua politica estera
sarebbe stata la guerra al terrore. Una guerra contro il
terrorismo di stato che definirono la piaga del mondo
moderno a causa delle sue barbarie e così via. Questo fu
il fulcro della loro politica estera e da allora scrivo
di terrorismo.
Ma ciò che scrivo causa rabbia estrema per la semplice
ragione che uso la definizione ufficiale di terrorismo
fornita dal governo Usa e che si trova sui testi
ufficiali di legge ufficiale degli Stati Uniti. Se si
usa quella definizione, ne segue chiaramente che gli Usa
sono il principale stato terrorista ed il maggior
sostenitore del terrorismo e visto che tale conclusione
é inaccettabile, provoca rabbia furiosa.
Ma il problema risiede nel rifiuto di riconoscere che il
tuo terrorismo é terrorismo. Questo non solo é vero
negli Stati Uniti, é vero in generale. Il terrorismo é
qualcosa che fanno a noi. In entrambi i casi é
terrorismo e se vogliamo essere seri dobbiamo affrontare
la questione.
Ex: Nel 1979, la Russia invase l'Afghanistan. Gli Usa
usarono il regime di Ziaul Haq in Pakistan per
finanziare l'aumento dell'insorgenza. Questo dette a
Ziaul il via libera per finanziare il terrorismo oltre
frontiera nel Kashmir. Adesso sembra che abbiamo alcuni
di questi gruppi che fanno esplodere bombe a Mumbai. E'
chiaro che questi gruppi non sono più controllati da
alcun governo.
Ch: I movimenti della jihad nella loro forma
moderna si rifanno a prima dell'Afghanistan. Furono
formati originariamente in Egitto negli anni '70. Queste
sono le radici del movimento jihadista, che nasce da
basi intellettuali, attiviste ed anche dal terrorismo.
Ma quando la Russia invase l'Afghanistan,
l'amministrazione Reagan lo considerò come
un'opportunità per perseguire i propri scopi della
Guerra Fredda. Così agirono con l'intensa cooperazione
del Pakistan e dell'Arabia Saudita ed altri (...) e
l'amministrazione Reagan organizzò i più radicali
estremisti islamici che poteva trovare ovunque nel mondo
e li portò in Afghanistan per addestrarli ed armarli.
Intanto, gli Usa supportavano Ziaul Haq mentre
trasformava il Pakistan in un paese pieno di madrasse e
fondamentalisti. Inoltre l'amministrazione Reagan (...)
continuò a confermare ufficialmente al Congresso che il
Pakistan non stava sviluppando armi nucleari, come
invece in realtà faceva, in modo che gli aiuti Usa al
Pakistan poterono continuare. Il risultato finale di
questi programmi fu di armare pericolosamente il
Pakistan e creare anche un movimento jihadista
internazionale, del quale Osama Bin Laden é un prodotto.
Il movimento della jihad quindi si moltiplicò (...) può
anche non piacere, ma l'hanno creato loro.
Ed ora, come tu hai osservato, é nel Kashmir.
Il Kashmir, comunque, é una storia ancor più complessa.
Ci sono molti problemi nel Kashmir e si rifanno al
passato, ma la maggioranza dei conflitti attuali
provengono dagli anni '80. Nel 1986, quando l'India
bloccò le elezioni, a dire il vero le rubò, questo portò
a ribellione, violenza terroristica ed atrocità, incluse
le atrocità commesse dall'esercito indiano.
Ex: L'eredità coloniale é di solito dimenticata dai
mass media. Che ruolo gioca questa eredità di fronte
all'emergere di terroristi cresciuti in patria che si
formano all'interno di paesi come Usa, Regno Unito e
Canada in aggiunta alla creazione del terrorismo nel suo
complesso?
Ch: L'argomento non é affrontato in Occidente
perché é scomodo pensare ai propri crimini. Basta
guardare i principali conflitti attualmente in atto in
Africa, Medio Oriente, Sud Africa, molti di questi sono
residui di sistemi coloniali.
I sistemi coloniali imposero e crearono stati
artificiali che non avevano niente a che fare con i
bisogni, gli interessi e le relazioni delle popolazioni
coinvolte. Furono creati nell'interesse dei poteri
coloniali e quando il colonialismo vecchio stile cambiò
in moderno neo-colonialismo, molti di questi conflitti
sfociarono in violenza e questi rappresentano molte
della atrocità che stanno accadendo oggi nel mondo. Come
si può dire che il colonialismo non é rilevante? Certo
che lo é, ed anche più direttamente.
Prendiamo l'attentato di Londra del 2005. Blair cercò di
far finta che non avesse niente a che fare con la
partecipazione dell'Inghilterra all'invasione dell'Iraq.
Questo é del tutto ridicolo. Secondo l'Intelligence
Britannica ed i racconti delle persone collegate con
l'attentato, la partecipazione britannica all'invasione
e agli orrori commessi in Iraq li hanno infiammati e
volevano reagire in qualche modo.
Ex: Qual é il ruolo dell'intellettuale quando tratta
di imperialismo, e gli intellettuali stanno facendo il
proprio lavoro?
Ch: Sfortunatamente, gli intellettuali stanno
facendo il loro compito storico. Il ruolo storico degli
intellettuali, purtroppo, se si guarda indietro quanto
si può andare, é stato di supportare i sistemi di potere
e giustificare le loro atrocità. Lo é l'articolo che
leggi sul National Post scaturito dalla fantasia di
rozzi conoscitori Stalinisti, questo é ciò che fanno gli
intellettuali di solito, per quanto tu possa andare
indietro nel tempo.
Se si ritorna alla Bibbia, c’é una categoria di persone
chiamate profeti, che possiamo tradurre con
intellettuali. Erano ciò che chiameremmo intellettuali
dissidenti: criticavano il male, fornendo analisi
geopolitiche, richiamando al trattamento etico dei
bambini orfani e ad un comportamento decente. Erano
dissidenti intellettuali. Sono stati trattati nel modo
giusto? Furono imprigionati o portati nel deserto e così
via, erano un’aspetto marginale. Le persone che venivano
trattate bene furono quelle che, secoli dopo, come nel
vangelo, furono chiamati falsi profeti. L'attuale ruolo
dell'intellettuale é quello di sostenitore del potere.
Dovrebbero farlo? Certamente no; dovrebbero ricercare la
verità, dovrebbero essere onesti, sostenere la libertà e
la giustizia e ci sono alcuni che lo fanno. C’é una
frangia che lo fa, ma non sono trattati bene. Stanno
adempiendo al compito cui dovrebbero gli intellettuali.
Ex: E cosa é che la tiene motivato?
Ch: Ti racconterò una breve storia. Un paio di
mesi fa sono stato a Beirut per una conferenza
all'American University della città. Dopo il discorso,
la gente si é avvicinata per parlarmi privatamente o per
chiedere un autografo sul libro.
Stavo tenendo un discorso in un teatro nel centro della
città, attorno c’era un cospicuo gruppo di persone ed
una giovane donna, poco più di 20 anni, mi si é
avvicinata, ed ha detto questo: "Mi chiamo Kinda"
ed é praticamente svenuta. Tu non conosci Kinda, perché
viviamo in un tipo di società nella quale la verità é
tenuta nascosta. Io però sapevo chi era. Aveva uno dei
miei libri aperto in una pagina nella quale io avevo
citato una delle sue lettere che scrisse quando aveva
sette anni.
Fu proprio dopo il bombardamento Usa della Libia, la sua
famiglia a quel tempo viveva in Libia, ed ella scrisse
una lettera che fu trovata da un mio amico giornalista
che cercò di renderla pubblica negli Stati Uniti ma non
poté a causa del fatto che nessun volle pubblicarla.
Egli me la dette ed io la pubblicai. La lettera diceva
qualcosa del tipo:
"Caro Signor reagan, io ho
sette anni. Voglio sapere perché hai ucciso la mia
sorellina, la mia amica e la mia bambola di pezza. E'
perché siamo Palestinesi? Kinda".
Questa é una delle lettere più toccanti che io abbia mai
visto e quando si avvicinò a me e disse di essere Kinda,
come ho detto, cadde a terra senza sensi, non solo a
causa degli eventi ma a causa di ciò che significa.
Ecco qui gli Stati Uniti senza alcuna scusa, a
bombardare un altro paese, uccidendo e distruggendo, e
nessuno vuol sapere ciò che una bimbina di sette anni
scrisse sulle atrocità. Questo é il tipo di cose che mi
tiene motivato e devo tenere tutti motivati. E questo lo
puoi moltiplicare per 10.000.
Saad Sayeed intervista Noam Chomsky
Fonte: http://www.excal.on.ca/
http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=2686 |