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Anno II, Comunicato n. 121-2bisxx (italiano), del xx/x/2007

 

 

Allerta della resistenza palestinese: carrarmati israeliani si stanno ammassando ai margini del campo di Breij, a Gaza.

13-12-2007 Gaza

Gaza - Infopal

Testimoni oculari palestinesi hanno riferito che, dall’alba di oggi, i carrarmati israeliani stanno avanzando in direzione della frontiera che divide la Striscia di Gaza dai territori occupati nel 1948, a est del campo profughi al-Breij.

Numerosi carrarmati israeliani, jeep e bulldozer si stanno ammassando ai margini del campo, mentre i droni sorvolano il cielo.

Fonti locali hanno reso noto che la resistenza palestinese ha dichiarato lo stato di allerta, in vista di una probabile invasione.

A seguito delle dimissioni del sindaco di Sderot (la cittadina nei territori israeliani, al di là del confine), il governo israeliano ha deciso di aumentare le operazioni militari contro la Striscia di Gaza per porre fine al lancio dei razzi artigianali palestinesi.

Lunedì, le forze di occupazione sono penetrate nella zona al-Fakhari, a est della città di Khan Yunes, nel sud della Striscia di Gaza. Durante l'attacco sono stati uccisi 6 cittadini palestinesi, e feriti altri decine. L’esercito di invasione ha ammesso il ferimento di quattro soldati israeliani.

http://www.infopal.it/testidet.php?id=7056

 


 

Gerusalemme Est, 90 abitazioni palestinesi distrutte dall'inizio del 2007.

13-12-2007 Gerusalemme

Dall'inizio del 2007 e fino al 12 dicembre, le forze di occupazione israeliane hanno demolito 90 abitazioni palestinesi a Gerusalemme.

Lo denuncia un rapporto del "Comitato israeliano contro la demolizione delle abitazioni", ICAHD.

Il rapporto evidenzia anche la crescita degli insediamenti a Gerusalemme Est.

La popolazione palestinese sotto occupazione costruisce case senza permesso, perché la municipalità di Gerusalemme non lo concede loro in quanto arabi e non ebrei.

I palestinesi sono sottoposti a continue confisce di terreni e di immobili e alla demolizione di quelli appena costruiti. La situazione abitativa a Gerusalemme, per i non ebrei, è infatti disastrosa.

Va ricordato che i palestinesi costruiscono sulla propria terra.

L'ultima demolizione si è svolta martedì: una famiglia di 12 persone è rimasta senza casa. Si trovava nella Gerusalemme Vecchia. E' stata distrutta "a mano", dagli emissari della municipalità israeliana, perché le vecchie e strette strade non permettono il transito dei devastanti bulldozer. I proprietari non hanno potuto portare via nulla dalla loro casa.

http://www.infopal.it/testidet.php?id=7062

 


 

Sale a 43 il numero dei malati morti a causa dell’assedio

20-12-2007

 

Continua a crescere il numero delle vittime dell’assedio imposto alla Striscia di Gaza.

Gaza

Le due nuove, innocenti, vittime del disumano assedio contro la Striscia internazionale sono decedute ieri sera: Dua'a Adel Imran, 18 anni, e Rwan Nassar, 15.

Anche a loro, le autorità di occupazione israeliane hanno impedito di recarsi all’estero per le cure mediche. Nella Striscia mancano le medicine e le strumentazioni ospedaliere sono ormai senza pezzi di ricambio a causa del feroce embargo israelo-internazionale.

Con la morte delle due ragazze è salito a 43 il numero dei “martiri dell’assedio”, i malati morti per mancanza di adeguate cure mediche.

Imran era malata di cancro, e Nassar aveva problemi ai reni.

La Striscia di Gaza è sigillata da giugno di quest'anno, da quando Israele e la comunità internazionale, con l'assenso dell'Anp di Ramallah, a seguito della presa di potere di Hamas e dell'espulsione dell'ala golpista di Fatah, come "punizione collettiva" hanno sigillato il territorio in cui vivono un milione e mezzo di esseri umani, condannandoli a morire di stenti e di malattie.

Una decisione, avallata dai governi occidentali, che viola tutte le convenzioni internazionali e i diritti umani fondamentali.

 

http://www.infopal.it/testidet.php?id=7112 

 


 

 Rivelazione di Abu Kweik a Infopal:

dirigenti di Fatah e Hamas hanno raggiunto un accordo per il rilancio di un dialogo tra le parti.

Agenzia Stampa Infopal.it

11 dicembre 2007

Ramallah - Infopal

Hussein Abu Kweik, dirigente del movimento di Hamas, ha rivelato al corrispondente di Infopal.it che alcuni tra i capi dei movimenti di Fatah e Hamas in Cisgiordania hanno recentemente raggiunto un accordo che potrebbe servire da base per rilanciare un dialogo approfondito tra le parti.

I primi due punti dell’accordo in questione garantirebbero la possibilità di unire a tutti gli effetti la Cisgiordania alla Striscia di Gaza e la formazione di un governo centrale.

Abu Kweik, in una dichiarazione esclusiva fatta al corrispondente di "Infopal.it", ha spiegato che negli ultimi tempi sono stati effettuati diversi incontri tra i dirigenti dei due movimenti: erano presenti personalità di spicco di Fatah, come Jibril ar-Rajub, Qaddura Fares, Mohammad al-Hurani e Rafiq an-Natsheh. Il frutto di questo confronto è stato la creazione di una carta d’intesa, che costituisce la base per il futuro rilancio di un dialogo reale teso a risolvere la spaccatura interna palestinese.

Abu Kweik ha sottolineato, inoltre, che tale carta d’intesa è stata formulata con la partecipazione dei dirigenti di Hamas presenti e di quello di Fatah, Rafiq an-Natsheh, con il consenso del presidente Mahmud Abbas; ha poi precisato che i rappresentanti di Hamas in Cisgiordania hanno agito con il consenso dei capi del movimento: non si tratta, dunque, soltanto di sforzi personali, ma della posizione ufficiale di Hamas.

I punti più importanti

La carta, che verrà pubblicata e sulla quale si inizierà a discutere entro breve, sottolinea il rifiuto dell’uso della forza per risolvere le divergenze palestinesi – in particolare tra i due movimenti principali, Hamas e Fatah – e la centralità del rispetto incondizionato della legalità palestinese, in particolare della legittimità del presidente Abbas e del Consiglio legislativo eletto dal popolo. Viene poi precisata l’importanza di mantenere la Striscia di Gaza e la Cisgiordania unite geograficamente e politicamente, e di rispettare l’alternanza al potere e le scelte espresse dal popolo palestinese attraverso le elezioni.

Uno dei punti trattati dalla carta riguarda la riforma e la ricostituzione delle forze di sicurezza su base nazionale e professionale, senz’alcun controllo esterno. Ancora, viene menzionato l’interesse per il raggiungimento di un accordo sulla formazione di un governo centrale che si occupi allo stesso modo degli affari dei palestinesi in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza.

La carta punta anche a porre fine alle pratiche illegali contro i cittadini palestinesi in entrambi i territori, a liberare tutti i detenuti fermati in base alla loro appartenenza politica, a salvaguardare il diritto alla libertà e le associazioni fatte oggetto di discriminazione politica e, allo stesso tempo, a fermare le campagne di accuse reciproche tra movimenti diversi.

Abu Kweik ha concluso dicendo che gli incontri proseguiranno per discutere le strategie necessarie a dare il via al dialogo e a definire una tabella di marcia.

Tale confronto è il primo del genere tra i due movimenti da quando Hamas ha assunto il controllo della Striscia di Gaza, e da quando il presidente Mahmud Abbas ha negato qualsiasi apertura al dialogo verso Hamas.

www.infopal.it/testidet.php?id=7042

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