La dichiarazione, pubblicata dal dipartimento di
monitoraggio degli insediamenti presso il movimento
“Peace Now”, afferma: “Nonostante Olmert abbia
annunciato un blocco dell’attività di
colonizzazione, notiamo che sul campo si possono
trovare costruzioni su tutta l’area della
Cisgiordania e in ogni tipo d’insediamento: finché
il governo non fermerà tale attività, le
negoziazioni non potranno dare risultati.”
Un gruppo di attivisti ha riportato l’ininterrotto
proseguimento di queste attività in diverse colonie.
Tra queste c’è anche la zona residenziale di Har
Homa – conosciuta presso i Palestinesi come colonia
di Abu Ghnim – , edificata dopo essere stata
sottratta illegalmente ai proprietari palestinesi
che vivevano nella città di Betlemme, a sud della
regione.
Lunedì 17, i funzionari governativi israeliani hanno
comunicato all’agenzia di stampa Reuters che il
governo continuerà ad aggiungere case all’interno
delle colonie della Cisgiordania, ma che non ne
estenderà la superficie.
Ad Annapolis, il premier israeliano Ehud Olmert ed
il presidente dell'Anp Mahmud Abbas hanno accettato
di rilanciare il dialogo per la pace basandosi sulla
Road Map, il piano di pace che prevede
l’intermediazione degli USA. In base ad esso, viene
chiesto a Israele di fermare ogni attività
d’insediamento in Cisgiordania e di porre fine a
ogni offensiva militare contro i Palestinesi, in
cambio dello smantellamento di ogni gruppo
palestinese di resistenza armata da parte
dell’Autorità Palestinese.
L’ultima risoluzione israeliana per lo sviluppo
degli insediamenti contraddice in modo diretto ciò
che i leader israeliani e palestinesi hanno
concordato alla conferenza di Annapolis.
Secondo le leggi delle Nazioni Unite, tutte le
colonie israeliane costruite nei Territori
Palestinesi Occupati sono illegali e andrebbero
smantellate.
Alcuni commentatori affermano che gli ultimi lavori
di edificazione allargheranno senza dubbio il
divario tra palestinesi e israeliani nelle
trattative per la pace.
I funzionari USA e UE avevano esortato Israele a
fermare tali lavori, ritenendoli “una minaccia al
processo di pace”.
Traduzione a cura della redazione di Infopal
http://www.infopal.it/testidet.php?id=7114