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Notizie dalla Terra Santa
Anno II,
Comunicato n. 23 (italiano), del 15/2/2007
Il
Pontefice supplica i libanesi di rifiutare la violenza
I VESCOVI PER LA TERRASANTA. (ZENIT.org)"La formazione di uno Stato palestinese, che metterebbe fine all’occupazione, richiede terre contigue e chiama in causa la costruzione della barriera di separazione israeliana e l’espansione degli insediamenti in Cisgiordania. I palestinesi hanno bisogno di libertà di movimento per lavorare, visitare i familiari, andare a scuola e curarsi. Vanno eliminate tutte le umiliazioni ai check points e ai confini ed è necessario favorire i ricongiungimenti familiari.(...) Eliminare la violenza e riconoscere lo Stato di Israele aiuterà a ricostruire la fiducia e l’apporto della comunità internazionale verso l’Autorità palestinese. Servono atti coraggiosi per spezzare il ciclo della paura israeliana e della rabbia palestinese che dominano la situazione attuale. Il futuro di tutti i popoli della Terra Santa dipende dal fatto di assicurare una pace giusta e duratura". (dal comunicato dei vescovi del Coordinamento delle Conferenze episcopali a sostegno della Chiesa in Terra Santa diffuso a Gerusalemme al termine della loro visita di solidarietà)
09.02.2007 FONTE: Studium Biblicum Franciscanum
Padre Raniero Cantalamessa, francescano cappuccino, predicatore apostolico, ha visitato lo SBF. Lo vediamo nella foto (secondo da sn.) con il Decano, P. Giorgio Giurisato OSB dell’abbazia di Einsiedeln (Svizzera), professore invitato allo SBF, e F. Manns. P. Cantalamessa è in Terra Santa per curare delle riprese della rubrica televisiva “A sua immagine”.
Ritiro
Spirituale per sacerdoti a Gerusalemme 14.02.2007 Man mano si salva il tesoro di Santa Caterina (Sinai) FONTE: Studium Biblicum Franciscanum Antichi manoscritti entrano a far parte dell’era digitale con l’aiuto del figlio di un beduino, custode dei cammelli.
Hemeid, laureato in ragioneria, economica, gestione e informatica, lavora ora in una tenda coperta di plastica trasparente, adattata ad ufficio. Per preservare l’ambiente dalla polvere è stata dotata di un sistema di filtraggio dell’aria. A sua disposizione ha un computer, una macchina fotografica digitale, due flash, un treppiedi e una custodia di metallo per conservare al sicuro i fragili manoscritti mentre si scattano le foto. Padre Justin, nato in una famiglia battista che pubblicava libri religiosi, nei suoi studi alla University of Texas fu affascinato dalla storia bizantina e così decise di entrare a far parte della Chiesa Greca ortodossa. Divenuto membro di un monastero in Brookline, ebbe il compito di curare i progetti di pubblicazione. Oggi oltre alla responsabilità di custodire la collezione di Santa Caterina, padre Justin ha il compito di accompagnare i manoscritti nelle rare occasioni in cui escono dal monastero. Lui stesso è molto richiesto come relatore. Il progetto è stato avviato anche grazie a consistenti contributi offerti da alcuni enti: la Saint Catherine Foundation di Londra, nata per aiutare la biblioteca, ha donato 10,000 $, The Flora Family Foundation di Menlo Park, California, 150,000 $, l’editore italiano Mondadori ha contributo con 35,000 $. La collezione comprende più di 1,8 milioni di pagine, senza includere la scoperta dei frammenti rinvenuti nel 1975 denominati New Finds. I manoscritti, molti dei quali sono ornati con foglie d’oro e colori da sembrare gioielli, risalgono anche al sesto secolo d.C. Contengono prevalentemente testi delle Scritture, della liturgia e sermoni. Non mancano preziose testimonianze di scritti di letteratura classica greca e di ricette mediche. Il monastero greco ortodosso di Santa Caterina si trova in un luogo isolato ai piedi di una ripida montagna in territorio musulmano nel deserto del Sinai. Forse è proprio per questo che il monastero, con la sua collezione di manoscritti e icone bizantine, si è custodito nel corso dei secoli. Fu l’imperatore Giustiniano a far costruire il monastero nel sesto secolo e a inviarvi 200 famiglie da Alessandria e dalla costa settentrionale dell’Anatolia per garantirne il sostentamento. Oggi sono i loro discendenti, la tribù mussulmana di Jebeliya, a fornire il personale al monastero. Padre Justin è dell’opinione che, riuscire a fotografare l’intera collezione, non rappresenta un "traguardo realistico", cioè corrispondente alle reali esigenze. In realtà, come avviene per qualsiasi altra collezione, il 90% degli utenti è interessato al 10% del materiale, e riuscire a fotografarne questa percentuale è un "traguardo ragionevole".
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