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Notizie dalla Terra Santa
Anno II, Comunicato n. 25 (italiano), del 17/2/2007
 

FONTE: www.infopal.it 

Parlamentare palestinese denuncia esperimenti medici contro prigionieri palestinesi

16-02-2007

Un parlamentare palestinese, Issa Qaraqi', ha lanciato un allarme: le autorità carcerarie israeliane stanno sperimentando droghe pericolose sui detenuti palestinesi.

La denuncia è stata avviata a seguito del deteriorarsi delle condizioni di salute di un certo numero di prigionieri palestinesi.

"Molti prigionieri - spiega Qaraqi' -, hanno mostrato segni di avvelenamento". Il deputato accusa Israele di portare avanti esperimenti medici sui carcerati palestinesi con la complicità della polizia penitenziaria.

In un comunicato diramato in questi giorni, Qaraqi' denuncia la morte in carcere di 14 palestinesi in sette anni, dovuta al peggioramento delle condizioni di salute.

Il comunicato riporta le dichiarazioni di un membro della Knesset israeliana, che in passato aveva fatto parte di un Comitato scientifico parlamentare, secondo cui ogni anno venivano condotti ben 1000 esperimenti con medicinali pericolosi su prigionieri palestinesi. Esperimenti che, fino ad ora, non sembrano cessati.

 

Friends of Humanity International ha pubblicato mercoledì scorso, 14 febbraio, un comunicato stampa dal titolo: "Dottori israeliani al servizio dei carcerieri". 

La pubblicazione mette in luce gli abusi perpetrati da medici israeliani in violazione dell'etica professionale e il loro trattamento abusivo nei confronti dei prigionieri palestinesi. Inoltre, il documento focalizza l'attenzione sull'agonia fisica sperimentata da prigionieri nei centri di detenzione israeliani. 

L'Organizzazione rivela nella pubblicazione che i medici danno un sostegno consistente alle squdre militari e di sicurezza israeliane nelle pratiche di tortura contro i prigioneri per estorcere confessioni.

Friends of Humanity sottolinea che i medici in servizio presso le strutture carcerarie israeliane sono affiliati all'esercito e alle autorità carcerarie e non a fondazioni mediche civili. Il fatto che il medico in servizio indossi divise militari crea barriere tra lui e il suo paziente prigioniero, che identifica dottore e carceriere. 

Questa ricerca è stata pubblicata poco dopo la morte del prigioniero palestinese Jamal Saraheen, deceduto qualche settimana fa nel carcere del Negev, nel deserto, e delle altre morti durante il periodo di carcerazione e immediatamente successivo al rilascio, come risultato della politica di negligenza medica intenzionale praticata dall'esercito isrealiano e dalle autorità carcerarie, oltre alle disumane condizioni sanitarie vigenti nelle prigioni israeliane.   

La pubblicazione contiene 36 diapositve, con testi, foto e vignette.   

Vienna, 14 febbraio 2007 

Testo originale:

 

 

FRIENDS OF HUMANITY INTERNATIONAL
HUMAN RIGHTS ORGANIZATION
MENSCHENFREUNDE INTERNATIONAL
GESELLSCHAFT FUER MENSCHENRECHTE
VIENNA - AUSTRIA

 

Date: 14 February 2007
Doc. No: P/052/07/E
Subj.: PowerPoint, Israeli Doctor in service of the jailer

 

Exclusive 

Some weeks following the passing away of prisoner Saraheen a PowerPoint publication on the professional violations perpetrated by the Israeli doctors is released. 

Media release titled "Israeli Doctor in Service of the Jailer" 

Friends of Humanity International published on Wednesday, 14 February a media release titled "Israeli Doctor in Service of the Jailer" .

The new publication highlights the abuses perpetrated by the Israeli doctors in violation of the profession's ethics and their abusive treatment of the Palestinian prisoners. It also brings in focus the physical agony experienced by the prisoners at the Israeli detention centres.

The Organization notes in the publication that the doctors extend considerable support to the Israeli military and security squads in torturing prisoners to force out confessions.

F.riends of Humanity points out that doctors serving at the Israeli jails are affiliated to the army and jails authority not to a civilian medical foundation. The fact that the doctor on duty wears his military costume generates a barrier between him and the patient prisoner who can avoid seeing the doctor and the jailer as identical.

This publication is released short time following the passing away of the Palestinian prisoner Jamal Saraheen at the desert jail of Naqab and the consecutive deaths that took place among prisoners during imprisonment or after release as a result of the policy of intentional medical negligence practiced by the Israeli army and jails authority in addition to the inhumane health conditions prevailing the Israeli detention centers.  

The publication contains 36 slides that present texts, photos and caricatures reflecting the document's theme.  Most of the sketching was done by the Palestinian artist and former prisoner Raed Karaan  

The Organization notifies that those interested may use this document during the lectures and seminars conducted on the issue of the Palestinian prisoners specifically. We provide the file in an active format with the intention to allow the users the chance to adjust the presentation date or insert any other desired amendments to suit the purposes of the user without detriment to the file content or the rights of the publish. er

Vienna, 14 February 2007

 

FRIENDS OF HUMANITY INTERNATIONAL / HUMAN RIGHTS ORGANIZATION
Hirschstettnerstrasse 19-21/D00, 1220 Vienna, Austria

 Tel : 0043 1 2028501

 Fax: 0043 1 2028547
E-mail: mfi.info@aon.at

 


 

Gerusalemme Vecchia sotto assedio: la polizia israeliana intensifica le misure di sicurezza intorno alla Moschea di Al-Aqsa

16-02-2007 Gerusalemme

Il responsabile della polizia israeliana, Moshe Kradi ha annunciato l’intensificarsi delle misure di sicurezza nella città di Gerusalemme e in tutto il paese dalle prime ore di questa mattina, giorno di preghiera per i musulmani, in considerazione del perdurare dei lavori di scavo alla Porta dei Magrebini. 

Si prevede il dispiegamento di circa 3000 poliziotti e guardie di frontiera nelle zone circostanti la Moschea di Al-Aqsa, nella Città Vecchia e nei villaggi vicini. 

Fonti israeliane hanno rivelato che, in base alle richieste del capo del governo e in coordinamento con il ministro israeliano per gli Affari di Gerusalemme, sono state installate telecamere collegate ad internet “per documentare l’operazione in corso”. 

Si permetterà solo agli uomini che hanno un’età superiore ai 50 anni di entrare nealla Moschea di Al-Aqsa per la preghiera del venerdì, a condizione che abbiano la carta di identità blu, e alle donne che hanno più di 40 anni.


 

Duri scontri a Gerusalemme Est tra polizia israeliana e cittadini palestinesi

16-02-2007 Gerusalemme

 


 

Scontri alla 'tomba di Rachele' tra forze israeliane e gruppi palestinesi. 2 feriti

16-02-2007 Betlemme

 


 

Continuano le aggressioni israeliane contro Nablus e Salfit

16-02-2007 Nablus-Salfit

Continuano in questi giorni le violenze e gli attacchi delle forze di occupazione israeliana contro città e villaggi della provincia di Nablus. In particolare, il governatorato di Salfit sembra essere nel mirino, per via della colonia ebraica di Ariel, che domina le colline sottostanti.

A seguito delle aggressioni israeliane contro la Moschea di Al-Aqsa, a Gerusalemme, l'esercito israeliano ha intensificato i pattugliamenti militari e i blocchi stradali.

Ieri, i militari israeliani si sono insediati a Salfit e hanno attaccato il villaggio di Marda, a nord (vicino all'insediamento ebraico di Ariel), sparando alla cieca e lanciando granate. Le truppe hanno imposto ai negozianti di chiudere le saracinesche.

Ne sono nati scontri tra giovani del villaggio e le forze di invasione. Un ragazzo è rimasto ferito.

Testimoni oculari hanno riferito della presenza di contingenti militari che pattugliano la zona tra il checkpoint di Za'atara, a est di Salfit, e l'incrocio con il villaggio di Kifl Haris, a ovest di Marda. I due paesi sono al confine nord dell'insediamento israeliano di Ariel. Il Muro di Separazione, in costruzione, dividerà i due villaggi dalla colonia israeliana, rendendo difficili gli spostamenti della popolazione palestinese, deturpando il territorio e sottraendo risorse naturali fondamentali (come già avviene ora). 

Sempre ieri, un vasto spiegamento di truppe israeliane appoggiate da veicoli militari ha assaltato la città di Nablus e il campo profughi di Ein Beit Al-Ma.


FONTE: www.infopal.it