Intitolato "La tomba di Gesù", scritto da Simcha Jacobovici e Charles Pellegrino, il libro conterrà la storia di quella che "può certamente essere la più importante scoperta archeologica di tutti i tempi".
Alcuni degli ossuari, dati in prestito dalla Israel Antiquities Authority, saranno esposti al lancio del libro a New York.
La storia ebbe inizio nel marzo del 1980, quando Yosef Gat, un archeologo dipendente dalla IAA, ispezionò una camera mortuaria a sud-est di Gerusalemme. La zona era in pieno sviluppo e stava per diventare l’ultimo sobborgo della città, Talpiot orientale. I bulldozer avevano svelato un sito archeologico.
Gat vi scoprì una tomba tipicamente ebrea risalente ai tempi del re Erode. Constatò che l’ambiente principale era stato interrato con terra e detriti e che aveva sei kokhim.
Secondo i riti ebrei i corpi dovevano essere lasciati nei kokhim un anno o il tempo necessario per la decomposizione, prima che i parenti potessero ritornare per raccogliere le ossa e custodirle in un ossuario.
Gat scoprì dieci ossuari con iscrizioni, alcune delle quali erano in greco antico ed altre in ebraico. Un’iscrizione diceva "Gesù, figlio di Giuseppe", un’altra riportava il nome "Mara", una forma comune di Maria, un altro "Yose", una forma comune per Giuseppe.
Gli autori del libro non erano disponibili ieri per offrire un commento sulla questione. Si è capito, tuttavia, che sono gli studi condotti all’interno della struttura ad averli convinti che la camera mortuaria ha contenuto una volta le salme della Sacra Famiglia.
Detta camera è rimasta chiusa per anni a causa di un edificio costruito proprio sulla sua cima. Ciò nonostante gli autori del libro ottennero il permesso di attraversare il pavimento di un appartamento per raggiungere la camera.
Sostengono di aver trovato tessuti (organici) di resti umani su cui hanno effettuato l’esame del DNA presso un laboratorio di New York.
"I test provano che le persone sono geneticamente della stessa famiglia e, dal punto di vista statistico, c’è una sola probabilità su dieci milioni che questa sia una famiglia diversa dalla Santa Famiglia". E’ quanto si dice nella pubblicità.
Stando alla dottrina cristiana, tuttavia, Gesù salì al cielo, sicché non ci dovrebbero essere residui di ossa.
Gat è morto parecchi anni fa. Il suo pricipale, il prof. Amos Kloner ha dichiarato che, seppure i nomi trovati così insieme hanno una "certa forza", rappresentano tuttavia nomi tipici. "Sono stati trovati almeno altri tre ossuari con il nome Gesù e innumerevoli altri con (i nomi) Giuseppe e Maria".
I dieci ossuari furono custoditi inizialmente presso il Rockefeller Archaeological Museum di Gerusalemme. Nove furono catalogati e immagazzinati, un decimo, lasciato all’esterno in un cortile, è scomparso.
La storia della scoperta andò raffrendandosi fino alla pubblicazione di due resoconti alla metà degli anni ‘90. Al professor Kloner si deve il secondo pubblicato nel 1996 in Atiqot, la rivista della Israel Antiquities Authority.
Lo studioso è dell’avviso che in nessun modo la tomba in questione ha potuto accogliere le salme della Sacra Famiglia. "E’ pressoché impossibile che una famiglia proveniente dalla Galilea, come il Nuovo Testamento ci dice di Giuseppe e di Maria, possa essere sepolta per diverse generazioni a Gerusalemme".
“P.S. : Attendiamo con ansia di sapere a quando la vendita delle preziosissime reliquie e presso quale casa d’asta newyorkese si terrà”.
Fonte: Tim Butcher, Telegraph.co.uk (25/02/2007)
Adattamento di: R.P.
Fonte: "Studium Biblicum Franciscanum - Taccuino
ossuari,
che portano i nomi di Gesù, Giuseppe e Maria. Ciò che resta dei
corpi non permette di effettuare una benché minima prova del DNA.
Mentre negli ambienti accademici medio orientali si dubita che
questi ritrovamenti abbiano qualche relazione con la Santa
Famiglia, la questione sta per avere un lancio pubblicitario di
prim’ordine grazie alla pubblicazione nella prossima settimana di
un libro sull’argomento.