|


Vuoi ricevere la nostra
Newsletter con articoli,
commenti, avvenimenti,
aggiornamenti,
appuntamenti
riguardanti la Terra
Santa ed il Medio
Oriente?
Iscriviti alla nostra
Newsletter "Notizie
dalla Terra Santa",
semplicemente
È
|
Notizie
dalla Terra Santa
newsletter
Anno III, Comunicato n. 5-6 , del
gennaio 2008
|
La Sapienza:
i prof censurano il
Papa senza averlo letto
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=233840
·
di
Andrea Tornielli
·
il Giornale.it
·
lunedì 14 gennaio 2008
Roma
- I collettivi studenteschi hanno deciso di accoglierlo con
una «frocessione» (processione inneggiante
all’omosessualità) e da oggi fino a giovedì vogliono
«preparare» l’ateneo con manifestazioni anticlericali per
far avvertire quanto sia «sgradito» l’arrivo dell’illustre
ospite. Ma l’aspetto più inquietante delle proteste per la
visita di Benedetto XVI all’Università di Roma La Sapienza
non sta nelle annunciate e come sempre rischiose
contestazioni studentesche, quanto nei loro ideologici
ispiratori, vale a dire un consistente numero di docenti.
Questi ultimi, a più riprese, nei giorni scorsi hanno
affidato alle colonne del quotidiano la Repubblica il loro
altolà a Papa Ratzinger, «colpevole», da cardinale, il 15
marzo 1990, di aver rilanciato durante una conferenza le
parole del filosofo Feyerabend, sostenendo che «il processo
a Galileo fu ragionevole e giusto». Parole, scrivono 63
docenti di Fisica dell’ateneo romano auspicando la
cancellazione dell’incontro, che «ci offendono e ci
umiliano».
Si potrebbe supporre (purtroppo
sbagliando) che i 67 firmatari siano in grado di leggere un
discorso, di ricercare il testo originale, di controllare
l’esattezza e il senso delle citazioni. Invece i fisici
antiratzingeriani, ancora offesi e umiliati a diciassette
anni di distanza, sembrano essersi fidati dell’enciclopedia
on line Wikipedia e hanno acriticamente preso la citazione
credendo che proprio quello fosse il pensiero espresso
dall’«oscurantista» futuro Papa. Il quale, invece, aveva
espresso un’altra posizione, prendendo proprio le distanze
da quei ripensamenti e non facendoli assolutamente propri.
Un nuovo caso Ratisbona, insomma, anche se questa volta a
scoppio lievemente ritardato.
I lettori del Giornale possono
giudicare da soli, leggendo lo stralcio del testo della
conferenza tenuta dall’allora cardinale Ratzinger a Parma. E
soffermarsi soprattutto sulle parole con le quali il
porporato – che è stato professore universitario e non è
certo nuovo a dialoghi e confronti con filosofi e scienziati
– concludeva la rassegna di citazioni: «Sarebbe assurdo
costruire sulla base di queste affermazioni una frettolosa
apologetica. La fede non cresce a partire dal risentimento e
dal rifiuto della razionalità, ma dalla sua fondamentale
affermazione e dalla sua inscrizione in una ragionevolezza
più grande». Le parole delle persone citate in quel brano
non sono dunque fatte proprie da Ratzinger, che ritiene
«assurdo» appropriarsene per sostenere che la Chiesa con
Galileo avrebbe avuto ragione e ribadisce che la fede non
cresce «dal rifiuto della razionalità». Proprio il rapporto
fede-ragione e la ragionevolezza della fede cristiana
sarebbe poi diventato uno dei pilastri del suo pontificato.
Il testo ratzingeriano del 1990 non è rimasto inedito o
sunteggiato a memoria dai giornalisti, ma è stato dato alle
stampe, e in italiano, due anni dopo, in un libro di scritti
dedicati all’Europa. Senza contare che la Chiesa ha
riabilitato Galileo. La lettera dei 67 fisici è dunque
destinata a rimanere quale esempio poco edificante di metodo
scientifico. La protesta, però, un risultato l’ha ottenuto:
il Papa giovedì non farà la Lectio magistralis (che sarà
tenuta dal professor Mario Caravale), ma soltanto un
«intervento».
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=233840 |
Torna
ai Comunicati gia' pubblicati - Home Page

|