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Notizie dalla Terra Santa
Anno II,
Comunicato n. 52 (italiano), del 5/4/2007
In questa edizione: · Accusato di blasfemia, un bambino di 11 anni rischia la morte · Report delle violazioni israeliane nel mese di marzo: · La 'Società dei prigionieri palestinesi': · E' nato il 'Quartetto della sicurezza':
Accusato di
blasfemia, un bambino di 11 anni rischia la morte 04/04/2007
10:40
Uno dei cinque, Salamat Masih, è stato arrestato il primo aprile scorso mentre gli altri sono ricercati. Tutti devono rispondere di violazioni all’art. 295 C del Codice penale pakistano, la famigerata legge contro la blasfemia, che per situazioni come questa prevede pene durissime, fino alla pena di morte.
Secondo p. Bonnie Mendes, sacerdote locale, i cinque non hanno fatto nulla: “Si tratta di un caso totalmente costruito contro degli innocenti. La situazione nell’area è ora molto tesa, e la popolazione ha paura nonostante la polizia dica che è tutto sotto controllo”.
Shahbaz Bhatti, presidente dell’All Pakistan Minorities Alliance, ha condannato con forza l’accaduto ed ha chiesto al governo di proteggere i cristiani locali ed aprire un’inchiesta sulle accuse mosse dalla polizia locale. Parlando ad AsiaNews, Bhatti spiega che “c'è solo un modo per fermare gli abusi che vengono commessi grazie a questa legge. Essa deve essere abrogata, perché emendarla significa solo cambiare delle frasi su un foglio e non dare vera protezione contro quegli estremisti che la usano per risolvere problemi personali”. In realtà, spiega ancora p. Mendes, tutto è nato da un litigio fra famiglie. I musulmani locali si sono sentiti offesi da qualche atteggiamento dei cinque cristiani e, durante una processione, si sono messi d’accordo per denunciarli. Non contenti, hanno cercato di attaccarli proprio durante la marcia. I cinque si sono salvati fuggendo via, ma uno dei cristiani presenti – Ratan Masih, disabile – non è riuscito a correre via ed è stato picchiato con bastoni e manganelli. Ora è in ospedale.
Il giorno dopo l’arresto di Salamat Masih, una delegazione di cristiani locali ha iniziato una campagna per chiedere alle autorità locali di intervenire. Infatti, spiegano, nella gestione di questo caso sono stati commessi molti errori procedurali e sostanziali: la polizia non ha nemmeno investigato sulle accuse contro i cristiani, ma si è basata sulla semplice denuncia per compiere l’arresto.
Il governo ha garantito piena collaborazione ed ha mandato alcuni poliziotti a presidiare le scuole cristiane e le chiese della zona, per evitare azioni dimostrative da parte degli estremisti. I delegati si sono poi incontrati con alcuni influenti leader musulmani, cui hanno spiegato la situazione.
Al momento, però, la comunità cristiana di Toba Tek Singh ha paura. La famiglia di Salamat teme per la vita dell’uomo, che in carcere rischia di essere attaccato dagli altri detenuti. I familiari, inoltre, evitano di uscire e di andare a lavoro, dato che le accuse di blasfemia potrebbero essere mosse anche contro di loro. Ad ogni modo, i cristiani locali si stanno preparando per le celebrazioni della settimana santa, che sperano di poter condurre senza ulteriori violenze. Report delle violazioni israeliane nel mese di marzo: 04-04-2007 Gaza-West Bank
11 palestinesi sono stati uccisi a seguito delle aggressioni israeliane: 9 sono della Cigiordania, 2 della Striscia di Gaza e Gerusalemme. Il rapporto riferisce che tra le vittime ci sono 3 minorenni: uno è stato ucciso a pugnalate da coloni, un altro è morto a seguito delle percosse ricevute da militari israeliani. A gennaio sono morti 14 cittadini palestinesi. A febbraio 13.
Violazioni continue
Il rapporto stilato dal Centro di Informazione Nazionale Palestinese della Direzione Generale per l’Informazione ha chiarito che le forze di occupazione continuano le aggressioni contro il popolo palestinese. Tra il 20/3/2007 e il 26/3/2007 hanno commesso 1.208 violazioni. 14.625 dall’inizio dell’anno. Tali violazioni sono rappresentate da sparatorie e bombardamenti dei quartieri abitati, attacchi ripetuti alle città e dei villaggi, costruzione di posti di blocco militare, chiusure ripetute di queste città e villaggi, confisca dei terreni, e altre aggressioni.
Il rapporto ha precisato che le forze di occupazione hanno sparato contro i cittadini e le proprietà per 43 volte, colpendone 15; hanno effettuato 36 operazioni di arresto durante le quali sono stati imprigionati 90 cittadini palestinesi, e 62 operazioni di invasione con 161 attacchi.
Posti di blocchi (checkpoint)
Nella settimana tra il 20/3/2007 e il 26/3/2007 le forze di occupazione hanno installato 117 checkpoint temporenei, chiuso per 350 volte le strade e gli accessi cittadini alle persone e alle merci.
Per quanto riguarda le aggressioni dei coloni armati, il rapporto ne ha registrate 5 contro i cittadini palestinesi.
Prosegue anche la costruzione del Muro dell'apartheid.
La 'Società dei prigionieri palestinesi': la Cancelliera tedesca ha svilito la sofferenza di 11.000 detenuti palestinesi. 04-04-2007 Ramallah
La "Società dei prigionieri palestinesi" ha dichiarato che la Merkel "ha insultato le famiglie dei prigionieri palestinesi e si è rifiutata di incontrarli o anche solo di ascoltarli". “Questo è un atteggiamento inaccettabile - ha spiegato la Società - da parte della Cancelliera Merkel, perché ha svilito la sofferenza di 11 mila prigionieri palestinesi, compresi bambini e madri, e si è concentrata sul problema dei tre soldati catturati in combattimento". E ha aggiunto che l'atteggiamento della Merkel era "più vicino alle posizioni Usa piuttosto che a quelle dell'Unione Europea". Durante l'incontro con il presidente palestinese Mahmoud Abbas a Ramallah, tre giorni fa, la Merkel lo ha sollecitato a lavorare per il rilascio del soldato israeliano Gilad Shalit, ma non ha mai accennato alle migliaia di civili palestinesi rinchiusi nelle prigioni israeliane.
E' nato il 'Quartetto della sicurezza': controllerà il traffico clandestino di armi dirette ai palestinesi e la fuga di disperati verso l'Egitto 04-04-2007 Gaza
Si
occuperà di "sicurezza" al valico di Rafah, che collega l'Egitto con
la Striscia di Gaza. Il quotidiano israeliano Haaretz ha dichiarato che la Giordania ha trasferito 3.000 fucili M-16 al presidente palestinese Mahmoud Abbas attraverso il valico di sheikh Hussein tra Israele e Giordania. L'Egitto ha trasferito 2.500 fucili AK-47 alle forze fedeli a Abbas attraverso Rafah. Inoltre, Egitto e Giordania hanno donato 3 milioni di proiettili. Le
forze di Abbas hanno acquistato mitragliatrici.
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