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La
notizia che il nunzio della Santa Sede in
Israele, mons. Antonio Franco, non andrà
domenica alla cerimonia per la commemorazione
della Shoà al museo Yad Vashem (lunedì 16 è il
giorno in cui Israele ricorda appunto
l'Olocausto) è oggi sulle prime pagine dei
giornali italiani.
Al centro della controversia, una didascalia
sotto la foto di Papa Pio XII proprio nel
memoriale della Shoà. In una lettera il nunzio
pontificio ha spiegato le ragioni della
mancata partecipazione: «La mia assenza non
significa mancanza di rispetto per il ricordo
e per le vittime di questa tragedia. Lo Yad
Vashem sostiene che non si può cambiare la
verità storica. Ma ai fatti viene data
un'interpretazione contraria a molte altre
verità storiche».
La vicenda dell'annunciata diserzione alla
cerimonia ha fatto riesplodere in tutta la sua
virulenza la polemica sulla figura e sul ruolo
di Papa Pacelli, che viene dipinto dagli
autori della didascalia quasi come un
fiancheggiatore del nazismo.
Per Andrea Tornielli, vaticanista del
quotidiano
Il Giornale
e storico di Papa Pacelli (il prossimo 22
aprile esce per i tipi di Mondadori
Pio XII, un
uomo sul trono di Pietro, una
ponderosa biografia di 660 pagine contenente
molti documenti inediti), data la situazione è
sacrosanto che mons. Franco non vada alla
cerimonia.
Tornielli, nel testo dello Yad Vashem si
ripropongono i silenzi (e l'ignavia) di Pio
XII...
La didascalia sotto la foto contiene diverse
inesattezze. Si dice che il Papa abbia
nascosto un'enciclica redatta dal suo
predecessore, nella quale si toccavano i temi
dell'antisemitismo... Bisognerebbe dire invece
che per fortuna non l'ha pubblicata, perché
proprio quella lettera conteneva accenni
antisemiti. Si dice che non ha protestato,
denunciato... Ma nel 1942 in un radiomessaggio
parlò di moltissime di persone che «senza
colpa propria solo a motivo della nazionalità»
venivano condotte a morte. Si dice che
nell'ottobre del 1943 non intervenne in alcun
modo... È documentato che fece tre interventi,
e grazie a padre Pancrazio Pfeiffer, superiore
generale dei salvatoriani, riuscì a
intervenire sulle autorità militari tedesche
per fermare la razzia nazista nel ghetto di
Roma.
La didascalia afferma ancora che Papa Pio XII
non diede direttive al clero... È invece
attestato e documentato anche attraverso
testimonanze, che Papa Pacelli ordinò ai
conventi di Roma di accogliere gli ebrei
nell'ottobre 1943.
Nei libri scritti da lei su Pio XII, penso in
particolare a
Il Papa che salvò gli ebrei, si
denunciano menzogne, omissioni ed eclatanti
svarioni....
Viene coltivata una leggenda nera che tende a
presentare Pio XII come filo nazista e
antisemita. Oggi grazie a qualche ricerca più
recente siamo in grado di capire che questi
attacchi vengono dalla Russia e da ambienti
del cattolicesimo progressista francese.
Dietro la campagna di accuse contro Pio XII,
culminata con l'uscita del dramma
Il Vicario
di Rolf Hochhuth rappresentato per la prima
volta a Berlino nel 1963, ci sarebbe stato
direttamente il Kgb e un'operazione di
disinformazione gestita dai servizi segreti
della Romania per conto di Mosca e finalizzata
a screditare la Santa sede. L'Unione Sovietica
non aveva perdonato a Papa Pacelli il grande e
personale impegno profuso nel 1948 per
impedire la vittoria del fronte
social-comunista in Italia. Sul fronte
opposto, sappiamo anche che Hitler e i nazisti
lo consideravano proprio avversario. Sono
attestati i contatti di Pio XII con un gruppo
inglese per cercare di abbattere Hitler.
Gli storici israeliani chiedono con insistenza
l'apertura degli archivi segreti vaticani. C'è
ancora qualche verità da raccontare?
Si tratta di una richiesta del tutto
pretestuosa e a senso unico. Si è parlato
recentemente di una lettera con presunte
rivelazioni di Roncalli a un dignitario
ebraico... Materiale che si troverebbe in
archivio in Israele e che non viene reso
noto... Un archivio viene aperto quando il
materiale è catalogato e consultabile, un
lavoro immane ed enorme. Finora il Vaticano ha
aperto l'archivio segreto fino a tutto il
pontificato di Pio XI e non è ancora
disponibile il pontificato di Pio XII. Ma
bisogna ricordare che Paolo VI, dopo le accuse
contenute nel «Vicario», volle pubblicare
tutti i documenti del periodo della seconda
guerra mondiale. Quindi quello che c'è da
conoscere sull'opera caritativa della Chiesa e
di papa Pacelli negli anni della Shoà e in
favore degli ebrei, è disponibile. Si tratta
di una enorme mole di documenti che nessuno
legge. Men che meno gli storici dello Yad
Vashem.
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