Fonti
dell'esercito israeliano hanno dichiarato che i militari
imporranno un assedio totale ai territori palestinesi - West
Bank e Striscia di Gaza - durante il periodo di celebrazioni
per il "Giorno di indipendenza" in commemorazione della
nascita dello Stato di Israele.
Il Giorno dell'indipendenza israeliana
è, in realtà, il Giorno della Catastrofe, Nakba, palestinese,
che ha sancito per migliaia di palestinesi che abitavano da
secoli in Palestina la tragedia dell'esodo.
La fonte militare ha aggiunto che al termine delle
celebrazioni - che inizieranno domani per terminare martedì -
le forze di sicurezza israeliane stabiliranno se protrarre la
chiusura dei territori e se riaprirli.
Giorno dell'indipenza...qualche notizia di storia...
1946. Attività
terroristiche sioniste: l'Irgun fa saltare
con la dinamite la segreteria generale dell'Alto commissariato
britannico a Gerusalemme (Hotel King David), causando oltre 90
vittime.
1947 - 29 settembre: La Gran
Bretagna rimette il proprio mandato sulla Palestina alle
Nazioni Unite.
29 novembre: Le Nazioni Uniti approvano la
risoluzione 181 (votano a favore URSS, USA e Francia,
ma gli Stati arabi votano contro; la Gran Bretagna, la Cina ed
altri si astengono), che prevede la divisione della Palestina
in tre parti:
- uno stato ebraico sul 56% del territorio
- uno stato palestinese
- una zona internazionale che comprenda Gerusalemme e
Betlemme.
Il confine tracciato viene definito "Linea Verde".
1948: La proclamazione dello
stato d'Israele è prevista per il mese di maggio, ma i gruppi
armati israeliani muovono una violenta offensiva contro la
popolazione palestinese con l'obiettivo di realizzarne
l'espulsione dalle loro terre.
Nasce l'esercito di liberazione della Palestina, composto da
cinquemila volontari tra cui anche iracheni ed egiziani.
9 aprile - A Deir Yassin, sulla strada di Gerusalemme,
un commando dell'Irgun, diretto da Begin, uccide 254 persone,
in buona parte bambini e vecchi.
11 maggio - I residenti palestinesi di Lydda sono
deportati a Ramallah. È la marcia della morte, con numerose
vittime. Le deportazioni di massa e l'esodo proseguono a
catena.
14 maggio - David Ben Gurion proclama, a Tel Aviv, la
nascita dello stato d'Israele, riconosciuto immediatamente da
Stati Uniti, URSS ed altri paesi. Gli israeliani
controllano, non più il 56%, bensì, il 77% del territorio.
Gerusalemme viene divisa tra Israele e Giordania: la Città
Vecchia con la parte est passa sotto il controllo della
Giordania, la parte occidentale e quella meridionale sono
sotto Israele. 150.000 palestinesi continuano a vivere in
Israele, praticamente senza diritti e sottoposti a regime
militare.
Nasce anche l'esercito di Israele
"Tsahal", chiamato Forza di Difesa d'Israele (IDF), che
incorpora tutte le organizzazioni sioniste paramilitari.
La Lega araba (Siria, Iraq, Egitto e
Giordania) invade il nuovo stato il giorno stesso della sua
nascita, ma sarà sconfitta.
15 luglio - Il Consiglio di
Sicurezza delle Nazioni Unite ordina ad arabi e israeliani, il
cessate il fuoco.
17 settembre - Viene ucciso, a
Gerusalemme, il conte Folke Bernadotte, inviato delle Nazioni
Unite per la trattativa di mediazione nel conflitto
arabo-israeliano. Ventitre anni dopo, Baruch Nadel, che nel
'48 era capo del controspionaggio del gruppo "Stern", ammette
di aver organizzato quell'attentato, allo scopo di far fallire
il tentativo di mediazione dell'ONU.
11 dicembre - Le Nazioni Unite
votano la risoluzione 194 che chiede il
ritorno a casa, o un indennizzo, per i quasi 800.000
palestinesi espulsi dalle loro terre. |