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Notizie dalla Terra Santa
 

Anno II, Comunicato n. xx (italiano), del xx/x/2007

 

 
24 aprile: Memoria del genocidio Armeno
CustodiaTerraeSanctaeNotizie

Dall’anno 1894 all’anno 1923 una tragedia inaudita si abbattè sul popolo armeno senza distinzione di sesso e di età, travolgendo e annientando la quasi totalità di questo popolo cristiano che fu il primo ad accettare nell’anno 301 il cristianesimo come religione di tutta la nazione. Nei massacri indiscriminati di cristiani persero la vita anche un buon numero di francescani missionari di Terra Santa che operavano nei territori armeni occupati dai turchi e con essi furono immolati anche i loro fedeli armeni di rito latino; abbiamo le prove dei seguenti:
1. beato Salvatore Lilli e sette compagni parrocchiani martiri, uccisi dai turchi per la fede;
2. fra Vittore Urrutia, morto di fame e stenti per salvare dai massacri i propri parrocchiani;
3. fra Pasquale Boladian, morto di fame e stenti durante la deportazione;
4. padre Patrizio Werkley, morto assistendo i deportati infermi di tifo;
5. padre Stefano Jalinkatian, lapidato, i cui parrocchiani con gli orfanelli sono stati sgozzati dai turchi;
6. padre Alberto Amarisse, bruciato in chiesa con tutti i parrocchiani;
7. padre Francesco De Vittorio, fra Alfredo Dollentz, fra Salvatore Sabbatini: massacrati a tradimento insieme a quaranta orfanelli;
8. fra Giuseppe Akillian, morto di fame, freddo e stenti mentre cercava di portare in salvo i cristiani perseguitati dai turchi.
Il ricordo e il sacrificio di questo popolo ottenga da Dio la pace nel mondo e una fraterna comprensione fra tutti i credenti.

fra Cristoforo Alvi OFM

Quadro di Paolo Gaidano dipinto nel 1897 dal titolo: Martirio del Padre Salvatore di Cappadoccia (Beato Salvatore Lilli) e le stragi d’Armenia - 1895 -. Corridoio centrale del Convento francescano di San Salvatore, a Gerusalemme.

 

 

 

 

 



 

 

...MA NON CHIUDIAMO GLI OCCHI SUL GENOCIDIO PALESTINESE DI OGGI...

 

25 APRILE 2007, ore 09,45 - NABLUS: al telefono con il dr. Ghassan, del Medical Relief di Nablus.

Negli scorsi giorni la città è stata attaccata in forze dagli israeliani.

Ora la città è stata dichiarata zona di guerra ed è completamente chiusa, tranne che per le ambulanze.

Il dott. Ghassan ha detto che la clinica mobile si simostra molto utile in queste circostanze.

Questa mattina i soldati di Tel Aviv hanno distrutto una casa. Hanno arrestato diverse persone.

Nessuno può muoversi dalle proprie case,

in questi giorni la vita a Nablus è stata bloccata.

 Giorgio Stern

 

Il ministro Al-Barghouthi, la tregua secondo Israele: 130 tentativi di assassinio

26-04-2007 RamallahIl ministro dell'informazione palestinese, dott. Mustafa Al-Barghouthi, ha dichiarato che ritiene Israele responsabile dell'escalation della violenza nella regione a causa delle continue aggressioni contro i palestinesi.

Barghouthi ha aggiunto che il governo palestinese sta compiendo gravi sforzi per mantenere e stabilizzare una tregua totale e reciproca tra le fazioni della resistenza palestinese e Israele, ma che Israele boicotta tali sforzi e viola la tregua stessa con i suoi crimini.

E ha sottolineato che l'esercito israeliano ha accolto la tregua palestinese con 130 tentativi di assassinio, con cui ha inteso provocare reazioni da parte delle fazioni.

La decisione del governo israeliano di invadere nuovamente la Striscia di Gaza renderebbe "più complicata la situazione e creerebbe un serio pericolo per l'intera regione", ha evidenziato Al-Barghouthi, e ha continuato: "Il governo di Ehud Olmert sta cercando di coprire la propria debolezza e incapacità a impegnarsi nel processo di pace con l'escalation delle aggressioni militari contro il nostro popolo.".

E ha aggiunto che il governo di Israele vuole una "tregua a senso unico", mentre "le sua macchine da guerra creano distruzione nella West Bank e nella Striscia di Gaza".

Rapporto sulle violazioni israeliane dall’inizio della tregua, il 26 novembre 2006

 

Hamas: sono stati uccisi 62 palestinesi e feriti più di 259. Gli arrestati sono più di 1164.

 

 

Il movimento di resistenza islamica Hamas ha confermato che l'escalation delle violazioni israeliane contro il popolo palestinese dall’inizio della tregua, il 26 novembre 2006, ha portato all’uccisione di 62 persone, al ferimento di 259 e all’arresto di 1164.

Nel suo rapporto si legge che “l’occupazione israeliana non ha rinunciato a commettere i suoi crimini giornalieri contro il popolo palestinese inerme - contro bambini, donne, anziani - e a portare avanti le operazioni di eliminazione mirata contro i dirigenti e gli attivisti delle fazioni della resistenza; le invasioni continue alle nostre città e villaggi in Cisgiordania e le zone di frontiera della Striscia di Gaza; le demolizioni delle case e gli arresti sommari di ministri e deputati (in modo particolare, il dott. Aziz Ad-Dwaik, presidente del Consiglio legislativo); la confisca dei terreni palestinesi con l’utilizzo di macchine da guerra. Il tutto, grazie all’appoggio militare e alla copertura politica americana, che le permette di praticare il terrorismo contro il nostro popolo, ignorando la tregua rispettata, invece, dalle fazioni della resistenza, e sfruttando il silenzio internazionale.

Questo rapporto vuole dimostrare al mondo intero il silenzio terribile calato sul terrorismo dell’occupazione sionista e la sua mancanza di rispetto della tregua avviata dalle fazioni di resistenza, in modo da non addebitare la colpa alla resistenza palestinese quando risponde ai crimini e alle violazioni sioniste".

 

Hamas ha elencato le violazioni israeliane che hanno causato l’uccisione di 62 palestinesi - tra cui 13 bambini - e il ferimento di 259 persone - tra cui 79 bambini, 3 foto-giornalisti -e l’arresto di più di 1164 persone - tra cui 96 bambini, 17 pescatori sulle spiagge della Striscia di gaza, e un membro del Consiglio legislativo (Hatem Qfesheh).

 

E ha aggiunto che sono state compiute 598 operazioni di invasione delle città e dei campi profughi della Cisgiordania, e nella fascia di frontiera con la Striscia di Gaza.

Sono state inoltre demolite 30 case e 7 attività commerciale e agricole e sono state confiscati 42,9 ettari di terreno

 

Hamas ha condannato il silenzio internazionale nei confronti dei continui crimini dell’occupazione israeliana e la politica dei "due pesi e due misure".

 

L'esercito israeliano si sta preparando a un attacco contro la Striscia di Gaza

25-04-2007 Gaza

Fonti della sicurezza palestinese hanno reso noto che l'esercito israeliano sta preparando un'invasione della Striscia di Gaza da effettuarsi nelle prossime 48 ore, se le fazioni della resistenza continueranno a bombardare con i razzi postazioni e colonie israeliane nelle aree di confine.

Il piano sarà sottoposto all'approvazione del governo israeliano, nella seduta di oggi.

Le forze israeliane potrebbero invadere l'aeroporto, a est di Rafah, l'area a est della città di Gaza e di Beit Hanoun, al nord: si tratta delle zone ritenute dagli israeliani basi di lancio dei missili delle fazioni armate.

La minaccia di invasione, annunciata due giorni fa da Israele, ha portato a un'escalation di attacchi missilistici da parte della resistenza palestinese, comprese le Brigate Al-Qassam, ala militare di Hamas. Nella sola giornata di ieri ne sono stati lanciati quasi un centinaio.

Molti dei ministri israeliani sostengono il piano di rioccupazione della zona ai confini tra Egitto e Striscia di Gaza

 

Il capo della delegazione della sicurezza egiziana chiede alle fazioni palestinesi di porre fine ai lanci missilistici e a Israele di rispettare la tregua e di fermare le violenze
25-04-2007 Gaza

Il capo della delegazione egiziana nella Striscia di Gaza, il generale Jamal Hammad, ha sollecitato tutte le fazioni palestinesi a cessare il lancio di missili artigianali contro le postazioni e le città israeliane.

In un comunicato stampa, Hammad ha chiesto a tutte le fazioni, specialmente a Hamas, Jihad Islamico, Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, Fronte Democratico e Comitati di Resistenza popolare di ripristinare la "tregua" con Israele per non fornirle il pretesto di una nuova invasione della Striscia di Gaza.

Hammad ha sottolineato il proprio disappunto per la ripresa delle attività missilistiche dei gruppi armati palestinesi - che incontrerà oggi durante una riunione a Gaza.

Il generale ha tuttavia anche condannato le continue e ripetute violazioni israeliane della tregua stessa, a cui i palestiensi si erano impegnati due mesi fa. Israele le ha violate con arresti, incursioni, uccisioni mirate - 9 palestinesi assassinati in pochi giorni.

Hammad ha spiegato che tutte le incursioni israeliane contro la Striscia porteranno a conseguenza disastrose. E ha ammonito le fazioni palestinesi a non scontrarsi con Israele, che è molto più forte di loro.

E ha aggiunto che l'Egitto ha chiesto al governo israeliano a non attaccare la Striscia, perché ciò causerebbe molte vittime innocenti e spazzerebbe via ogni possibilità di ripristinare una tregua. Ha poi invitato Israele a mantenere fede agli accordi e a porre fine alle violazioni sia nella West Bank sia nella Striscia di Gaza.

(InfoPal)

 

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