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Notizie
dalla Terra Santa
Anno II, Comunicato n. 70/6
(italiano), del 6/6/2007
I BAMBINI DEI CAMPI PROFUGHI
E LA LORO TRAGEDIA

06-06-2007 Libano
Dai
campi profughi in Libano, dove più di 3.300
famiglie si sono rifugiate
in fuga da Naher el- Bared - profughi 2 volte.
Elisabetta (associazione zaatar)
zaatar@inventati.org
Cari amici
Quando I bambini descrivono gli orribili
eventi di guerra che hanno
sperimentato, ciò porta a un significato
diverso, lo esprimono in modo
proprio sincero e diretto, e mai hanno lo
scopo di criticare.
Noi riteniamo che documentare questo tipo di
storie sia un modo di
registrare la storia da una prospettiva
differente e forse più affidabile e
forse una semplice frase emessa da un bambino
indifeso potrebbe agitare i
cuori e le menti dei responsabili di questo
terrore.
Stavolta è davvero sorprendente quanto i
narratori siano piccoli, i loro
bisogni sono essenziali, perfino i loro beni
lasciati erano piccoli ma così
importanti per i loro piccoli cuori. Ognuno di
noi vedrà un significato
diverso in ogni semplice frase o in un
innocente commento. Ascoltate cosa
dicono.
Da Rashidieh;
Bilal Ahmad (5 anni, maschio) "Cosa posso
dire, avevo così tanta paura per
gli spari da non essere capace di tornare a
casa, vedere i miei amici e il
mio asilo che mi piace tanto. Siamo corsi via
dai bombardamenti, le case
intorno a noi erano distrutte, ma noi abbiamo
continuato a correre a piedi
nudi e in ogni modo io stavo piangendo
spaventato e preoccupato per mia
madre e i miei fratelli. Ora stiamo bene in
Rashidieh, ma voglio andare a
casa, mi piacciono i nuovi vestiti che ho
lasciato là e non ho avuto
occasione di metterli neanche una volta".
Nivine Bdel Rahman (6 anni/femmina)
"C'erano bombardamenti, uno spesso fumo
nero e spari, abbiamo corso fino a Rashidieh
dove abbiamo dei parenti, sono
dei buoni parenti perchè ci hanno ospitato a
casa loro, io piangevo sempre
ma quando ho visto il mare mi sono sentita
meglio, alcuni insegnanti sono
venuti e mi hanno detto che potevo andare al
BAS kindergarden, avevo paura
quando sono andato là ma poi mi è piaciuto il
posto e Dio sa come mi sono
sentita felice, ho giocato un sacco e fatto
dei disegni, ho mangiato con gli
altri bambini e prima di andarmene mi hanno
fatto un regalo, mi è piaciuto
tanto e mi sono detta "quando vado a casa di
nuovo devo invitarli a venire a
trovarci ".
Nasim Abdel Rahman (5 anni/maschio)
"Ero terrorizzato di essere ucciso da un
proiettile, stavo dormendo coi miei fratelli
quando ci ha svegliato il suono
di pesanti bombardamenti e io ho cominciato a
piangere mentre la casa ha
cominciato a scuotersi violentemente e siamo
corsi dai vicini al primo
piano, mamma ha detto che era più sicuro, ma
io mi sono ricordato
all'improvviso dei miei due uccelli che ho
lasciato indietro ma mamma ha
detto che probabilmente erano morti, mi sono
sentito molto triste e ho
pianto arrabbiato, volevo molto bene ai miei
uccelli, davo loro da mangiare
e giocavo con loro, ora sono senza casa e
senza i miei uccellini".
Faten Nabulsi (4 anni/femmina) "Sono
molto triste, la nostra casa è bruciata
e noi siamo stati coi nostri vicini, finché ci
hanno dato il permesso di
lasciare il campo. Mi padre ha guidato un'auto
e quando siamo arrivati a
Rashidieh, ho visto estranei che distribuivano
lenzuola per coprire gli
anziani e poi li hanno portati alla moschea.
Ora sono al sicuro e gioco con
gli altri bambini nel KinderGarden".
Da Beddawi:
Malak Abdel Aziz (3 anni/femmina) "ho
lasciato a casa la mia borsa nuova,
che la mamma mi ha comprato a Tripoli e mi ha
comprato anche vestiti nuovi
per andare al KinderGarden. Stavamo correndo
per la strada così spaventati,
ho visto un uomo con una pistola poi abbiamo
preso la macchina, questo
vestito che Ziena mi ha dato, qui (BAS) mi
hanno dato succo di frutta e un
regalo, la mia mamma avrà presto un bambino ma
ha lasciato i vestiti per
neonati a el-Bared".
Sara Kana'an (4 anni/femmina) "Stavamo
dormendo quando hanno iniziato a
sparare e io ho cominciato a piangere con mia
mamma ma il papà non ha
pianto, la mamma ha detto che hanno bombardato
il mio kindergarten e tutti i
giocattoli sono bruciati, molte persone sono
venute alla casa di mia nonna
ma poi siamo venuti tutti a Beddawi, ogni
giorno un'auto arriva portando il
pane e cibo per noi, non voglio tornare al mio
KinderGarden perché è
esploso.
A domani...
Hanan
Agenzia InfoPal
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