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Notizie dalla Terra Santa

 

Anno II, Comunicato n. 70/9 (italiano), del 10/6/2007

 

 

Israele diffonde immagini false

Unione dei giornalisti palestinesi protesta per l'uso di jeep con la scritta 'TV' negli attacchi contro postazioni israeliane. Le Brigate negano e accusano Israele di aver diffuso immagini false.

 

 

10-06-2007 Gaza

Ieri sera, le Brigate Al-Aqsa, ala militare di Fatah, e le Brigate Al-Quds, ala militare del Jihad islamico, hanno condotto un'operazione contro una postazione israeliana a Kisufim. Sembra che abbiano utilizzato una jeep con la scritta 'TV'.

A questo riguardo, l'Unione dei Giornalisti palestinesi ha diramato una dichiarazione di protesta a tutte le fazioni e i gruppi militari palestinesi affinché "non coinvolgano i media negli scontri con le forze occupanti israeliane, perché ciò danneggia il lavoro dei giornalisti e dà a Israele la giustificazione di colpirli e ucciderli". 

Da parte loro, tuttavia, i portavoce delle Brigate Al-Quds e delle Brigate Al-Aqsa hanno negato di aver usato jeep con la scritta "TV". E hanno affermato di aver invece utilizzato "automezzi corazzati che assomigliavano ad auto usate dall'intelligence israeliana". Hanno inoltre accusato le forze di occupazione di "ingannare il pubblico mandando in onda immagini che ritraeano jeep delle TV palestinesi, spiegando che venivano usate per gli attacchi della resistenza". 

Abu Ahmad, portavoce delle Brigate Al-Quds, ha accusato l’occupazione di aver trasmesso una foto della jeep con l’insegna “TV” per ingannare l’opinione pubblica, e ha chiarito che il veicolo è rimasto fermo sul posto dell’attacco per più di sei ore consecutive prima di saltare in aria. Un tempo sufficiente, sostiene, per le forze israeliane di attaccare la scritta sul cofano della jeep.

 

Il portavoce ha sottolineato l’importanza del ruolo della stampa locale ed internazionale per "far conoscere le pratiche del nemico contro il nostro popolo" e ha evidenziato il pericolo delle accuse rivolte dagli israeliani: essi potranno utilizzarle per colpire i giornalisti e impedire loro di continuare ad effettuare il loro lavoro d’informazione.

 

Agenzia InfoPal

 

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