Ieri sera, le Brigate Al-Aqsa,
ala militare di Fatah, e le Brigate Al-Quds, ala
militare del Jihad islamico, hanno condotto
un'operazione contro una postazione israeliana
a Kisufim. Sembra che abbiano utilizzato una jeep
con la scritta 'TV'.
A
questo riguardo, l'Unione dei Giornalisti
palestinesi ha diramato una dichiarazione di
protesta a tutte le fazioni e i gruppi militari
palestinesi affinché "non coinvolgano i media negli
scontri con le forze occupanti israeliane, perché
ciò danneggia il lavoro dei giornalisti e dà a
Israele la giustificazione di colpirli
e ucciderli".
Da parte loro, tuttavia, i
portavoce delle Brigate Al-Quds e delle Brigate
Al-Aqsa hanno negato di aver usato jeep con la
scritta "TV". E hanno affermato di aver invece
utilizzato "automezzi corazzati che assomigliavano
ad auto usate dall'intelligence israeliana". Hanno
inoltre accusato le forze di occupazione di
"ingannare il pubblico mandando in onda immagini che
ritraeano jeep delle TV palestinesi, spiegando che
venivano usate per gli attacchi della resistenza".
Abu Ahmad,
portavoce delle Brigate Al-Quds, ha accusato
l’occupazione di aver trasmesso una foto della jeep
con l’insegna “TV” per ingannare l’opinione
pubblica, e ha chiarito che il veicolo è rimasto
fermo sul posto dell’attacco per più di sei ore
consecutive prima di saltare in aria. Un tempo
sufficiente, sostiene, per le forze israeliane di
attaccare la scritta sul cofano della jeep.
Il portavoce ha
sottolineato l’importanza del ruolo della stampa
locale ed internazionale per "far conoscere le
pratiche del nemico contro il nostro popolo" e ha
evidenziato il pericolo delle accuse rivolte dagli
israeliani: essi potranno utilizzarle per colpire i
giornalisti e impedire loro di continuare ad
effettuare il loro lavoro d’informazione.