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Notizie
dalla Terra Santa
Anno II, Comunicato n. 85/2
(italiano), del 9/7/2007
La Custodia: preghiamo
per la pace tra le due nazioni che vivono in Terra Santa
Nel messaggio al termine del
loro capitolo, i francescani ricordano che a 40 anni dalla fine della guerra,
manca ancora la riconciliazione tra palestinesi ed israeliani. La vicinanza
alla popolazione di Betlemme, Gerusalemme e delle altre città provate dal
conflitto.
da AsiaNews.it
 Betlemme
(AsiaNews) – Da Betlemme,
che “ha visto la nascita del Principe della Pace”, i francescani della
Custodia di Terra Santa “pregano incessantemente” perché “le due Nazioni che
trovano la loro patria in questa Terra Santa possano con-vivere riconciliate,
in base al reciproco riconoscimento della loro pari dignità ed uguale diritto
a sicurezza e libertà”.
“Testimoni della speranza” e chiamati ad essere “artigiani di riconciliazione
e di pace”, i francescani concludono con una esortazione alla preghiera ed
alla speranza il “Messaggio del Capitolo della Custodia della Terra Santa”,
conclusosi ieri a Betlemme.
Nel documento i francescani “constatano con rammarico che anche oggi la pace
non regna in Terra Santa, la quale rimane lacerata dal conflitto che divide e
oppone l’uno all’altro i suoi due popoli. Trovandoci proprio in questi giorni
qui a Betlemme, ci è doveroso ricordare la costante vicinanza dei Frati Minori
alla provata popolazione civile di questa città natale di Nostro Signore Gesù
Cristo, come pure a quella di Gerusalemme e di altre città nella Regione.
Vicinanza dimostrata in modo particolare durante la guerra, di cui ricorre ora
questo triste quarantesimo anniversario, quando i Frati accoglievano i civili
impauriti e bisognosi all’interno dei propri ambienti, li soccorrevano e li
dissuadevano dal lasciare Betlemme. Tale solidarietà non è mai mancata neppure
successivamente, ed infatti viene manifestata con vigore ed efficacia anche
nell’attuale fase singolarmente difficile”.
“Gli stessi Frati Minori – continua il messaggio - hanno anch’essi
sperimentato in prima persona i pericoli inerenti alla situazione bellica, sia
quarant’anni or sono che cinque anni fa’, quando resistevano con eroica
fedeltà alle pressioni di abbandonare il Luogo Santo della Natività ed invece
ne difesero strenuamente il più profondo significato per tutta l’umanità.
‘Testimoni della Speranza’, e chiamati ad essere ‘artefici di riconciliazione
e di pace’, rinnoviamo presso questo Luogo Santo, il nostro proposito di
fedeltà alla missione affidataci dalla Chiesa di custodirlo e di proclamare e
diffonderne il salvifico messaggio, ma nello stesso tempo, ed
inscindibilmente, anche il nostro proposito di perseverante prossimità ai
cittadini betlemitani”.
“Da Betlemme, che vide nascere il Principe della Pace – si legge ancora nel
documento - eleviamo l’incessante nostra preghiera perché Dio cambi i ‘cuori
di pietra’ in ‘cuori di carne’. Preghiamo perché lo Spirito Santo guidi i
‘Reggitori dei Popoli’, ispirandoli a più miti consigli e li conduca lungo i
sentieri che portano alla pace. Preghiamo perché così guidate le due Nazioni
che trovano la loro patria in questa Terra Santa possano con-vivere
riconciliate, in base al reciproco riconoscimento della loro pari dignità ed
uguale diritto a sicurezza e libertà”.
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