|

Vuoi ricevere la nostra
Newsletter con articoli,
commenti, avvenimenti,
aggiornamenti,
appuntamenti
riguardanti la Terra
Santa ed il Medio
Oriente?
Iscriviti alla nostra
Newsletter "Notizie
dalla Terra Santa",
semplicemente
È
|
Notizie
dalla Terra Santa
newsletter
Anno II, Comunicato n. 96-3
(italiano), del 24 luglio 2007
|
Tornare sul Monte

di Giorgio Bernardelli
per
www.TerraSanta.net
24 July 2007
Abbiamo già parlato qualche mese fa della svolta
di un gruppo di rabbini secondo cui non è vero che
l'halakha, la legge talmudica, vieta per motivi
religiosi agli ebrei di salire sul Monte del
Tempio (che come tutti sappiamo oggi coincide con
la spianata delle Moschee) perché si rischierebbe
di calpestare la terra sotto cui è sepolto il
Santo dei Santi. La caduta di questo divieto è una
tesi che, sotto traccia, sta avanzando nel mondo
ebraico. E non solo negli ambienti più vicini ai
coloni.
Lo si vede chiaramente scorrendo i giornali oggi,
giornata particolare in Israele. Per il calendario
ebraico è infatti il giorno di Tisha Be' Av, la
ricorrenza che commemora con una giornata di
digiuno la distruzione del Tempio. Non è più solo
Arutz Sheva, l'agenzia d'informazione dei coloni,
a invitare a tornare sul Monte; anche due
quotidiani come Haaretz e il Jerusalem Post hanno
due articoli apertamente contro il divieto imposto
dall'interpretazione più rigida della legge
rabbinica.
Sul Jerusalem Post David Golinkin, presidente
dello Schechter Institute of Jewish Studies,
ripercorre numerose fonti ebraiche per formulare
il suo invito: è tempo di tornare sul Monte del
Tempio. Su Haaretz è invece Nadav Shragai a
prendersela con i religiosi, che dopo il 1967 sono
stati i primi a cedere il Monte del Tempio. E
aggiunge: «In tempi di emergenza i rabbini sono
stati i primi a trovare le strade per attenuare
restrizioni severe. Potrebbero trovare strade
anche per il Monte del Tempio. Basterebbe solo
avere il coraggio di osare».
Di tanto in tanto c'è chi lancia allarmi in tutto
il mondo perché qualche esagitato parla di
costruire il Terzo Tempio. Eventualità
assolutamente improbabile. Nessuno, però, sembra
curarsi del fatto che una prescrizione religiosa
molto rigida che ha permesso per quarant'anni di
rimuovere il problema della coesistenza in un
Luogo Santo, stia per saltare.
E per motivi che hanno anche fare con
l'affermazione di un'identità in contrapposizione
a un'altra. È ora di fare i conti davvero con il
problema dei problemi a Gerusalemme: quello del
rispetto reciproco tra le tre religioni
monoteiste. Altrimenti finiremo presto per
stupirci di fronte all'ennesima e inaspettata
fiammata di violenza nella Città Santa.
|
Torna
ai Comunicati gia' pubblicati - Home Page
|