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Anno II, Comunicato AGOSTO 2007

 

 

OLMERT APRE SULLO STATO PALESTINESE
(AGI) - Roma, 25 lug.
I tentativi di far ripartire l'agonizzante processo di pace in Medio Oriente si fanno ogni giorno piu' concreti. Ehud Olmert ha fatto sapere di essere pronto a riprendere i negoziati con Abu Mazen li' dove si erano interrotti alla fine del 2000 allo scoppio della seconda Intifada. Il primo ministro israeliano, secondo indiscrezioni di stampa, e' disposto concedere il 90% dei Territori occupati nella Striscia di Gaza (da cui gli israeliani si sono ritirati completamente nell'estate del 2005) e in Cisgiordania per la costituzione di uno Stato Palestinese. Israele realizzera' un tunnel sotterraneo che colleghera' le due porzioni della futura' entita' di cui Gerusalemme Est (con ogni probabilita' il sobborgo orientale di Abu Dis) sara' capitale anche se la citta' vecchia, i suoi dintorni e il Monte degli Ulivi resteranno in mano agli israeliani. In cambio lo Stato ebraico conservera' parte dei territori occupati in Cisgiordania su cui sorgono i principali insediamenti dei coloni. Un nuovo spunto viene dalla missione a Gerusalelemme per conto della Lega Araba dei ministri degli Esteri di Egitto e Giordania, gli unici due stati arabi che hanno firmato un accordo di pace con Israel. I due ripresenteranno a Olmert la proposta di pace saudita che offre a Israele la normalizzazione dei rapporti con tutti gli stati arabi in cambio del ritiro entro i confini precedenti alla guerra dei 'Sei Giorni' nel 1967 e il ritorno dei profughi palestinesi. Il piano era' gia' stato bocciato nel 2002 da Israele ma ora potrebbe costituire la base da cui partire per nuovi colloqui. La prossima settimana, dal 30 luglio al 2 agosto, il segretario di Stato Condoleezza Rice sara' nella regione. Negli ultimi due giorni vedra' a Gerusalemme e a Ramallah Olmert e Abu Mazen per preparare le conferenza internazionale che il presidente George W. Bush ha annunciato per l'autunno e per confermare il sostegno di Washington a Abu Mazen. Ottimismo sulla possibile ripresa dei colloqui era stato stato espresso anche da Tony Blair. L'ex premier britannico al termine del suo viaggio inaugurale, in qualita' di inviato del Quartetto di Madrid, ha parlato di "un momento in cui cogliere l'opportunita'" della pace. Intanto il presidente israeliano Shimon Peres, in un'intervista, ha sferrato un duro attacco a Hamas sostenendo che tra il movimento di resistenza islamica e Al Qaeda non c'e' "nessuna differenza". Peres ha affermato senza mezzi termini che Israele deve puntare "sulla combinazione Abu Mazen (presidente dell'Anp e leader di Fatah, formazione rivale di Hamas, ndr) e il primo ministro Salam Fayyad", che "al contrario di Hamas, sono seri, razionali e vogliono la pace con Israele".

 

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