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In tutte le Chiese del mondo si tiene tra pochi
giorni, il 6 aprile, la Colletta del Venerdì
Santo, la Giornata dedicata, per espresso volere
del Papa, al sostegno delle opere e delle Chiese
di Terra Santa. Secondo le disposizioni in
vigore, le offerte raccolte dalle comunità vanno
inviate dai parroci e dai rettori delle chiese e
degli oratori al proprio vescovo, il quale le
consegnerà al Commissario di Terra Santa più
vicino. La responsabilità di tutti i fedeli è
stata ribadita anche dal messaggio che il
cardinal Moussa Daoud, prefetto della
Congregazione delle Chiese orientali, ha diffuso
nelle scorse settimane: «È grave la
responsabilità che incombe sulla Chiesa
universale a riguardo della Chiesa Madre di
Gerusalemme. A tutti i cattolici del mondo si fa
dunque dovere di accompagnare con la preghiera e
la solidarietà anche economica le comunità
cristiane di quella Terra benedetta, che, tra
mille difficoltà, offrono quotidianamente e in
silenzio un'autentica testimonianza del
Vangelo».
* * *
Ecco una nota storica di padre François Akl -
funzionario del già citato dicastero vaticano -
sull'origine della Colletta, una pratica
antichissima, confermata nel corso dei secoli
dai Pontefici.
Non sono numerosi i documenti pontifici in
nostro possesso dai quali trarre informazioni
sul tema. Il nostro intento però è quello di
mettere in evidenza ciò che i Papi hanno detto,
lungo la storia, sul cosiddetto
Obolo
o Colletta
per la Terra Santa.
Nei secoli passati i frati francescani, custodi
dei Luoghi Santi, si rivolgevano direttamente ai
Principi e al popolo cristiano, inviando nelle
nazioni cattoliche alcuni religiosi con
l'incarico di esporre le necessità dei Luoghi
Santi e di raccogliere elemosine. Questi
religiosi venivano chiamati Procuratori o
Commissari di Terra Santa. Papa Martino V, nel
1421, diede facoltà al Custode di nominarli e di
destituirli.
Già Papa Sisto V, nel 1589, stabilì che durante
tre domeniche o giorni festivi durante l'anno,
gli Ordinari del luogo sollecitassero la
raccolta di offerte per la Terra Santa.
Tale disposizione venne confermata dal Sommo
Pontefice Urbano VIII, con Breve del 3 febbraio
1642, documento che purtroppo non possediamo.
Larghi brani del testo però sono riportati nel
Breve seguente, di Innocenzo X (19 settembre
1645):
Salvatoris et Domini Nostri..., col
quale invitava tutti gli ordinari e Superiori
Generali degli Ordini e Congregazioni Religiose
a curare che i predicatori durante i loro
sermoni raccomandassero ai fedeli, due volte
l'anno, in Avvento e Quaresima, la raccolta di
elemosine per i Luoghi Santi.

Papa Alessandro VIII (1689-1691), ripeté le
stesse precedenti disposizioni, ma portò a
quattro le collette annuali per i Luoghi Santi.
Il Santo Padre Benedetto XIV (1740-1758), ripeté
ancora l'ordine di raccogliere quattro volte
l'anno le offerte, in Avvento e Quaresima, in
tutte le diocesi, e da parte di tutti gli Ordini
e Congregazioni religiose.
Pio VI, con la Bolla
Inter cetera
Divinorum del 31 luglio 1778,
decretò che da tutti i vescovi, quattro volte
l'anno, si raccomandassero i bisogni della Terra
Santa alla pia carità dei fedeli. Papa Leone
XIII, invece, con il Breve,
Domini et
Salvatoris nostris Iesu Christi, del
26 dicembre 1887 ridusse praticamente a un solo
giorno la Colletta, confermando in tutte le
diocesi e presso altri Ordinari cattolici la
raccolta delle offerte per la Terra Santa, e
dispose che in ogni parrocchia almeno una volta
l'anno, preferibilmente il Venerdì Santo, si
chiedessero elemosine per i Luoghi Santi.
Pio X, con il documento
Ad sublevandas
Terrae Sanctae necessitates del 23
ottobre 1913, confermò tutte le disposizioni del
Breve di Leone XIII. Papa Benedetto XV, con l'Inclytum
Fratrum Minorum, del 14 ottobre 1918
accennando alla modalità della raccolta della
Colletta scriveva
ad litteram:
«Perciò ordiniamo che il Parroco consegni al
Vescovo le elemosine raccolte (il Venerdì Santo)
e che il Vescovo a sua volta le consegni al più
vicino Commissario francescano incaricato della
Terra Santa; ma vogliamo che questi provveda,
come di consueto, a trasmetterle quanto prima a
Gerusalemme al Custode dei Luoghi Santi». Poi
col suo Motu Proprio
Nuper ex
Venerabilius Fratris Patriarchæ,
dell'11 marzo 1919, riaffermò le stesse
precedenti disposizioni.
A seguito del Motu Proprio
Sancta Dei
Ecclesia, Papa Pio XI, in data 25
marzo 1938, estese la giurisdizione della
Congregazione per la Chiesa Orientale alla
Palestina. Fino a quel periodo, secondo alcuni
Documenti della Congregazione, le disposizioni
in vigore stabilivano che gli Ordinari stessi
erano incaricati di raccogliere le elemosine per
i Luoghi Santi una volta all'anno e dovevano
trasmetterle al Commissario di Terra Santa del
luogo. I Commissari appartenevano esclusivamente
all'Ordine dei Frati minori. Papa Giovanni XXIII
con il documento
Sacra Palestina loca, del 17 aprile
1960, confermava le norme stabilite dai suoi
predecessori.
Il Documento Pontificio importante circa la
prassi antica e attuale in merito alla Colletta,
è Nobis in
animo di Papa Paolo VI del 25 marzo
1974,
in cui si dice testualmente: «I
Frati Minori si rivolsero direttamente ai grandi
e agli umili per raccogliere elemosine, ed i
religiosi destinati ad assolvere questa opera
ebbero il titolo ufficiale di Procuratori o
Commissari di Terra Santa».
Con il trascorrere del tempo e il dilatarsi
delle necessità, la loro opera si rivelò
insufficiente. Per questo i Sommi Pontefici
intervennero più volte ordinando la
Collecta pro
locis Sanctis, indicando le
finalità, i tempi ed i modi perché le offerte
pervenissero a destinazione per il tramite degli
Ordinari.
Giovanni Paolo II non ha aggiunto praticamente
nessun'altra norma riguardo alla Colletta della
Terra Santa, ma ne ha sempre sottolineato
l'importanza. Lo stesso
si deve dire dell'attuale Sommo
Pontefice Benedetto XVI.
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LETTERA DEL PREFETTO
DELLA CONGREGAZIONE PER LE CHIESE ORIENTALI
AI VESCOVI CATTOLICI AL FINE DI SENSIBILIZZARE
ALLA TRADIZIONALE "COLLETTA PRO TERRA SANCTA"
QUARESIMA 2007
Prot. N. 1/2007
Eccellenza Reverendissima,
Come ogni anno, per mandato pontificio, mi rivolgo a
tutti i Pastori della Chiesa universale, al fine di
sovvenire concretamente alle necessità di
quell’antica e sempre giovane porzione della Chiesa
che vive in Terra Santa.
La prima iniziativa riguardo alla “Colletta pro
Terra Sancta” risale a papa Martino V, il quale
stabilì nel 1421 le norme circa la raccolta delle
offerte per tale scopo. Essa ebbe sempre un
carattere pontificio; fu confermata da diversi Papi,
che seguirono direttamente ed assistettero con la
massima sollecitudine le comunità cristiane della
Terra del Signore.
La Congregazione per le Chiese Orientali è erede di
questa premura e si sente sempre solidale con i
cristiani della Terra Santa e di tutta la regione
mediorientale, ove la crisi politica ed economica
non è ancora risolta e si registrano ogni giorno
inaudite sofferenze. Essa ricorda, pertanto,
l'universale e urgente bisogno di sostenere i
fratelli e le sorelle di quella Terra in qualsiasi
modo, e particolarmente invocando per essi la pace
che viene dall’Alto.
Il Santo Padre Benedetto XVI ha richiamato questo
impegno durante la
visita in Turchia: “Domandiamo pace per
Gerusalemme e il mondo intero (…). Da questo lembo
della Penisola anatolica, ponte naturale tra
continenti, invochiamo pace e riconciliazione
anzitutto per coloro che abitano nella Terra che
chiamiamo Santa, e che tale è ritenuta sia dai
cristiani, che dagli ebrei e dai musulmani: è la
Terra di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, destinata
ad ospitare un popolo che diventasse benedizione per
tutte le genti (Gn 12,1-3)”.
E’ grave la responsabilità che incombe sulla Chiesa
universale a riguardo della Chiesa Madre di
Gerusalemme. A tutti i cattolici del mondo si fa
dunque dovere di accompagnare con la preghiera e la
solidarietà anche economica le comunità cristiane di
quella Terra benedetta, che, tra mille difficoltà,
offrono quotidianamente e in silenzio un’autentica
testimonianza al Vangelo.
Recentemente si è svolto a Gerusalemme un importante
“Congresso internazionale dei Commissari di Terra
Santa”, che ebbe come scopo la riflessione sulla
figura del Commissario e sui suoi compiti
fondamentali. Sono state anche affrontate questioni
concrete inerenti alla Custodia ed alla Colletta. Vi
ha preso parte anche un rappresentante di questa
Congregazione per ravvivare i legami con tanti
benemeriti animatori del sostegno alla Terra Santa.
Ed è proprio a nome del Patriarcato latino, della
Custodia, considerata “perla delle missioni”
dell’Ordine dei Frati Minori, delle Chiese Orientali
Cattoliche e di tutti gli istituti e organismi
operanti su quel territorio che esprimo la
gratitudine più profonda, colma di fiducia per
quanto le Chiese particolari del mondo intero
continueranno a fare per l’avvenire.
Ma il grazie più sentito viene dal Santo Padre, il
Quale lo accompagna con la preghiera e la
benedizione per tutte le Chiese e per tutti i
benefattori della Terra del Signore.
Mentre unisco alla presente documenti informativi
che illustrano le opere realizzate con la Colletta
2006 sia dalla Custodia sia dalla nostra
Congregazione (all. 1-2), rinnovo a Lei e ai
Collaboratori nel servizio ecclesiale la mia
riconoscenza e quella della Congregazione per le
Chiese Orientali. E, in spirito di vicendevole
preghiera, condivido l’invocazione perché il Signore
protegga i suoi discepoli nella Terra che ha
santificato con il mistero della Incarnazione e
della Redenzione.
Con sentimenti di fraterno ossequio mi confermo
Suo dev.mo
Ignace Moussa Card. Daoud
Patriarca emerito di Antiochia dei Siri, Prefetto
Antonio Maria Vegliò
Segretario
Prot. N. 1/2007
CONGREGAZIONE PER LE CHIESE ORIENTALI

La Congregazione per le Chiese Orientali riceve le
offerte direttamente dalle Nunziature Apostoliche e,
secondo la percentuale che le spetta, concede i
sussidi ordinari e straordinari alle Circoscrizioni
Ecclesiastiche, agli Ordini religiosi e ad altre
persone giuridiche ecclesiastiche nei seguenti
paesi: Libano, Siria, Iraq, Giordania, Egitto e
particolarmente in Israele e Palestina.
Una speciale attenzione viene data alle Istituzioni
scolastiche, quali l’Università di Betlemme e le
Scuole Cattoliche dei vari livelli. In questo
ambito, vengono sostenute anche le spese del
Segretariato di Solidarietà a Gerusalemme.
Per gli studenti sono stati erogati contributi
all’U.C.S.E.I. (Ufficio centrale studenti esteri in
Italia) ed a favore di sacerdoti provenienti dai
Paesi sopra indicati impegnati nelle Università
Pontificie.
La Congregazione cura la sensibilizzazione a favore
della Terra Santa presso tutti i Vescovi del mondo,
con un onere economico non indifferente, come pure
la raccolta e l’assegnazione di parte delle offerte,
e la verifica generale sull’andamento di tutta la
Colletta secondo le finalità pontificie
istituzionali. |