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Comunicato stampa di Vittorio Arrigoni, prigioniero in Israele
http://www.infopal.it/testidet.php?id=9913

21-11-2008 Ramle
- Infopal.
Abbiamo parlato al
telefono con Vittorio Arrigoni, pacifista del Free Gaza
movement e dell'International Solidarity Movement, che ci ha
dettato il comunicato stampa pubblicato qui di seguito. Ha
appena sospeso lo sciopero della fame perché le autorità
carcerarie israeliane gli avevano sottratto il cellulare e gli
impedivano di telefonare al Consolato italiano e agli
avvocati.
"In
palese disprezzo di ogni diritto umano e civile e contro ogni
legge internazionale, ho trascorso le ultime 6 ore rinchiuso
con Andrew (l'altro attivista, ndr) in un lurido gabinetto
pieno di pulci e parassiti. Questo, per aver annunciato
l'inizio di uno sciopero della fame che ha l'obiettivo di
chiedere il dissequestro dei tre pescherecci palestinesi
rubati dalle forze israeliane al largo delle coste di Gaza, in
acque territoriali palestinesi, il giorno in cui siamo stati
rapiti dagli uomini-rana della Marina israeliana.
Ci
hanno requisito i telefoni cellulari (che ci erano appena
stati consegnati), ma la cosa ancora più grave è la flagrante
violazione delle leggi internazionali: c'è stato impedito
qualsiasi contatto con i nostri avvocati e con i nostri
Consolati, contatto che Andrew e io abbiamo richiesto più
volte a gran voce. Per poter denunciare gli incresciosi
avvenimenti delle ultime ore ho dovuto sospendere lo sciopero
della fame e ottenere la restituzione del mio cellulare, con
il quale trasmettere questa denuncia.
Da
quanto ho capito prima che ci separassero, Andrew continuerà a
rimanere nella cella-gabinetto, in violazione di ogni diritto
umano e civile, finché non sospenderà lo sciopero della fame.
Sciopero che ha l'obiettivo, lo ribadisco, di veder
restituiti, in buone condizioni, i pescherecci rubati ai
pescatori durante l'attacco della Marina israeliana.
La
nostra odierna detenzione, più che una punizione, si inquadra
come una vera e propria tortura. E' più che verosimile che
Darlene (la terza prigioniera, ndr), che sta portando avanti
il digiuno, stia subendo lo stesso disumano trattamento.
Mi
accingo ora a denunciare queste violazioni dei diritti umani
al Consolato italiano. Domani spero di poter ricevere cure
mediche per le terribili punture di parassiti e insetti che mi
stanno causando molta sofferenza.
Vittorio Arrigoni, Israele, 21 novembre, ore 18,30".
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