Vietati i crocifissi

Succede a Gerusalemme, dove migliaia di pellegrini
e turisti si riversano ogni anno in visita ai lughi sacri
alla cristianità, ma senza disdegnare una visita ai
monumenti e ai più famosi siti di altre confessioni.
Recarsi sulla Spianata delle Moschee è oggi molto più
difficile per i non-musulmani, il cui accesso era previsto
solo da una porta, la Porta
di Magharba, o Porta dei Magrebini,
ora chiusa per gli scavi...
Chi vi si sia
recato non per motivi di fede islamica, sa che vi
regnava la massima austerità e compostezza. Nessuno
sarebbe venuto a importunarvi in quel luogo sacro, dal
quale si godeva una vista splendida su parte della città
vecchia, sul lato est fuori le mura, e sul Monte degli
Ulivi che fronteggiava la Moschea di Omar al di là della
valle del Cedron. Un luogo incantevole, nel quale si aveva
la consapevolezza di trovarsi come sull'ombelico del
mondo. I resti dell'antico tempio, e probabilmente
dell'Arca dell'Alleanza, seppelliti da qualche parte nel
sottosuolo (che archeologhi israeliani cercano come
forsennati bucando come una gruviera in profondità il
monte), la Spianata con le tante piccole moschee e le
due principali di Al-Aqsa e di Omar a troneggiare
scintillanti con il loro carico di storia, di tradizione e
di leggenda, ed infine il Monte degli ulivi, dirimpetto,
con alla stessa altezza il Dominus Flevit, dove Nostro
Signore pianse nuovamente su Gerusalemme, e poco più in
basso il giardino del Getsemani e la Grotta del
Tradimento, ed infine la Tomba di Maria, o della
Dormizione.
Se Roma è "Caput
Mundi", quel luogo in Gerusalemme ne è sicuramente
l'ombelico, a cui sono collegate come ad un cordone,
appunto ombelicale, le più importanti confessioni, che
vedono in Gerusalemme un imprescindibile punto di
riferimento, dove i padri hanno lasciato in eredità una
tradizione da curare.
Il problema lì, oggi,
non sono i fedeli maomettani, ma le milizie israeliane che
impediscono l'accesso al Monte Moria. Chi scrive infatti,
quando ha potuto, vi si è sempre recato in compagnia di un
amico arabo musulmano di Gerusalemme, persona gentilissima
che mi ha voluto illustrare le doti nascoste di quel luogo
, dimostrando al contempo un disponibile senso
dell'amicizia e dell'ospitalità anche a me che ero
dichiaratamente un latino. Uno scambio di doni ha sempre
concluso i nostri incontri.
Di tutt'altra
pasta chi finge di piangere, più in basso, a ridosso
dei resti delle mura di Erode, e non del tempio vero e
proprio, che si troverebbe più in là verso nord-ovest.
Miriadi di rabbini, o che si spacciano per tali, con i
loro
vestiti neri, i cappellacci e le barbe lunghe, che ti
adocchiano subito come non ebreo e si offrono,
prepotentemente, di elargirti una delle loro
"benedizioni": ovviamente a pagamento. Si crea una disputa
su chi ti deve "benedire", e prendere i dollari... Loro
saranno anche rabbini, ma accà nisciun'è fesso.
Te la dò io la
benedizione...
Già le abbiamo viste
invece, solo dall'anno scorso, le milizie armate
all'interno della Basilica del Santo Sepolcro.
Ora capita che ad
alcuni fedeli cattolici irlandesi in visita a
Gerusalemme, e che si erano recati al Muro Occidentale, il
così detto Muro del Pianto, è stato imposto di rimuovere i
crocifissi dal collo e gli altri segni di distinzione
religiosa. Il gruppo di fedeli in pellegrinaggio stava
anche portando con se una statuetta della Madonna che
avrebbe poi voluto far benedire (così ci è stato
riferito da fedeli irlandesi ieri, primo maggio,
Ascensione del Signore, dopo la Messa).
In malo modo un
ufficiale dell'esercito (ci sono sempre militari
che presidiano e pregano nei pressi del Muro)
si è avvicinato al gruppo di fedeli intimando loro di
rimuovere immediatamente i crocifissi che portavano al
collo, piccole crocette che vendono per pochi denari
alcuni poveracci che stazionano nei pressi dei luoghi
sacri. Spaventati i pellegrini hanno obbedito e si sono
allontanati da quel luogo che pare essere sempre più in
mano ad un pugno di fanatici, i quali hanno la convinzione
e la presunzione di aver giudaizzato tutta Gerusalemme.
Ovviamente
nessuno si sogna di chiedere loro di rimuovere la
kippa dalla testa quando sono in aree cristiane della
città vecchia. E neppure se entrano nelle chiese o al
Santo Sepolcro. Ma scherziamo?! Chiedere una cosa del
genere sarebbe da antisemiti. Eppure nelle nostre chiese
agli uomini è chiesto di rimuovere i copricapo. Per
rispetto tutti dovrebbero fare altrettanto.
Da sottolineare
che tutti i fedeli irlandesi indossavano, come
d'obbligo, lo zoccotto ebraico, la kippa, che viene
distribuita gratuitamente, in formato cartaceo, a chiunque
si rechi in prossimità del Muro del Pianto. Ho detto in
prossimità: di un muro, all'aperto.
Che dire...ci
hanno dato un'altra lezione di come i giudeo-sionisti
d'Israele intendano la tolleranza e la sensibilità alla
non discriminazione, cose per cui enti al loro servizio
come l'ADL (Anti Defamation League del massonico B'nai
B'rith) vigilano nella nostra vecchia Europa, pronti ad
intervenire alla minima minaccia di discriminazione.
Ma i cristiani non
contano, sono solo goijm, animali parlanti.
Quando mai si è visto
un cane, per giunta non di razza, reclamare di essere
trattato come un essere umano, per giunta di razza eletta?
Peccato che essi non
sappiano, o non intendano sapere, che la loro elezione,
(se mai vi fu potrebbe anche asserire chi non crede, ma
che conosce comunque la storia), è stata in funzione
della preparazione della venuta di quel Salvatore, di quel
Messia, di quel Cristo che i loro antichi sacerdoti del
tempio hanno voluto a tutti i costi in croce, e che ancor
oggi è Pietra Angolare e di scandalo. Di quel Cristo la
cui immagine era riprodotta su quei piccoli crocifissi, a
memoria ed aiuto per la meditazione, di quei fedeli
irlandesi maltrattati dal "fratello maggiore" in divisa
sionista. Pregheremo anche per lui.
La Redazione