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I crimini di guerra d'Israele
Di
Richard
Falk,
29
Dicembre
2008

Nota
del
Direttore di
The Nation:
Questa
dichiarazione
è
stata
rilasciata
il
27
Dicembre
in
risposta
all’attacco
di
Israele
contro
Gaza
dal
professor
Richard
Falk,
relatore
speciale
delle
Nazioni
Unite
per
i
diritti
umani
nei
Territori
Occupati
e
membro
da
molti
anni
del
comitato
editoriale
di
The Nation.
Gli attacchi aerei israeliani sulla Striscia di Gaza rappresentano una
grave e massiccia violazione del Diritto internazionale umanitario come
è stato definito dalla Convenzione di Ginevra, sia riguardo agli
obblighi della Forza di Occupazione che ai requisiti delle leggi di
guerra.
Tali violazioni includono:
La
punizione
collettiva:
L’intera popolazione di un milione e mezzo di persone che vivono
nell’affollata Striscia di Gaza viene punita per le azioni di pochi
militanti.
Il
colpire
i
civili:
Gli attacchi aerei sono diretti contro le aree civili di uno dei più
affollati tratti di territorio del mondo, di certo l’area più
densamemente popolata del Medio Oriente.
Una
risposta
militare
sproporzionata:
Gli attacchi aerei non solo hanno distrutto ogni ufficio di polizia e di
security del governo eletto a Gaza, ma hanno ucciso e ferito centinaia
di civili; almeno un attacco ha, a quanto è stato detto, colpito gruppi
di studenti che cercavano dei mezzi di trasporto per tornare a casa
dall’università.
Le precedenti azioni israeliane, in particolare la chiusura completa
dell’entrata e dell’uscita per e dalla Striscia di Gaza, avevano portato
ad una grave penuria di medicine e di carburante (e di cibo), causando
l’impossibilità da parte delle ambulanze di soccorrere i feriti,
l’impossibilità da parte degli ospedali di fornire cure adeguate ai
feriti, e l’impossibilità da parte dei medici sotto assedio di Gaza e
degli altri operatori sanitari di curare le vittime in modo adeguato.
Certamente gli attacchi con i razzi contro obbiettivi civili in
territorio israeliano sono illegali. Ma questa illegalità non dà adito a
nessun diritto da parte degli israeliani, né come Forza di occupazione
né come stato sovrano, di violare il diritto internazionale umanitario e
di commettere crimini di guerra o crimini contro l’umanità come
risposta. Osservo che gli assalti militari progressivi di Israele non
hanno reso più sicuri i civili israeliani; al contrario, il solo
israeliano ucciso oggi dopo lo scoppio della violenza israeliana è il
primo da oltre un anno.
Israele ha anche ignorato le recenti iniziative diplomatiche di Hamas
per ristabilire la tregua o il cessate-il-fuoco dopo la sua scadenza del
26 Dicembre.
Gli attacchi aerei israeliani di oggi, e il catastrofico costo umano che
hanno provocato, mettono alla prova quei paesi che sono stati e che
rimangono complici, sia direttamente che indirettamente, delle
violazioni del diritto internazionale da parte di Israele. Tale
complicità comprende quei paesi che forniscono a bella posta le
attrezzature militari, inclusi gli aerei da guerra e i missili
utilizzati in questi attacchi illegali, come pure quei paesi che hanno
sostenuto e hanno partecipato all’assedio di Gaza, che in sé stesso ha
provocato una catastrofe umanitaria.
Ricordo a tutti gli Stati Membri delle Nazioni Unite che l’Onu continua
a essere vincolato all’obbligo indipendente di proteggere tutte le
popolazioni civili di fronte alle massicce violazioni del diritto
internazionale umanitario – a prescindere da quale paese sia
responsabile di tali violazioni. Faccio appello a tutti gli Stati
Membri, come pure ai funzionari e a ogni organo autorevole del sistema
delle Nazioni Unite, affinché agiscano in base all’emergenza non solo
per condannare le gravi violazioni di Israele, ma per elaborare nuovi
approcci che forniscano una vera protezione al popolo palestinese.
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