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GAZA:
PERCHE' L'USO DEL FOSFORO BIANCO E' UN CRIMINE DI GUERRA TUTT'ORA
IMPUNITO
di Eros
Sana, 14 Aprile 2009,
Bastamag.net
Segnalazione del
Canonico Francesco Peggi

Nel corso dell'attacco contro Gaza,
l'esercito israeliano ha fatto uso di munizioni al fosforo bianco.
Questa arma era stata utilizzata dagli Stati Uniti in Vietnam,
dall'esercito russo contro i Ceceni … o dal dittatore Saddam Hussein
contro i Curdi iracheni. Malgrado i danni alle popolazioni analoghi a
quelli delle armi chimiche, il fosforo bianco viene ancora considerato
dal diritto internazionale come "arma incendiaria" classica. In teoria.
[Nella foto: Bombardamento al fosforo bianco della
scuola dell'UNWRA (amministrata da agenzie dell'ONU) a Beit Lahia, Gaza.
L'attacco israeliano ha ucciso due bambini e mutilato la loro madre e
ferito decine di persone (compresi bambini). Tutti coloro che hanno
respirato il fumo bianco carico di particelle tossiche ne soffriranno a
lungo termineTutte
le foto dell'articolo sono di Iyad El-Baba ©]
I media internazionali hanno impiegato un po' di tempo per
testimoniare quello che un occhio un po' esperto di questioni militari
ha capito fin dall'inizio dei bombardamenti. Gli aerei da caccia, gli
elicotteri e gli altri vettori venduti dagli Stati Uniti e utilizzati da
Tsahal hanno impiegato munizioni con fosforo bianco. Blindati e
artiglieria hanno fatto seguito durante l'attacco terrestre infliggendo
alle popolazioni della Striscia di Gaza, una delle zone più densamente
popolate al mondo, un diluvio di materiale iper-attivo che si ossida e
si infiamma al contatto dell'aria e sprigiona un forte odore di aglio.
L'uso di questo tipo di armi è devastante. Le particelle incandescenti
di fosforo bianco – chiamato "affettuosamente" Willy Pete [1] dai
soldati britannici all'epoca della seconda Guerra mondiale e dai soldati
USA in Vietnam – penetrano profondamente nella pelle, fino a fondere
l'epidermide, la carne e le ossa. Il fosforo bianco provoca ustioni
chimiche multiple che possono continuare a bruciare all'interno del
corpo, anche in assenza di ossigeno dell'aria. "Generalmente, quando un
paziente presenta un'ustione, si sa come curarla e soprattutto non c'è
peggioramento, racconta il dottor Nafez Abu Shaaban, capo del servizio
ustionati all'ospedale Shifa. Qui, non solamente era impossibile, ma in
più la piaga si ingrandiva sempre di più e, dopo qualche ora, dalla
ferita usciva fumo bianco. L'unica soluzione che avevamo era di portare
il più rapidamente possibile il paziente in sala operatoria." [2] Queste
ustioni sono spesso di secondo o terzo grado.
"Dal suo corpo usciva fumo"
Quello che c'è di ancora più infido in queste armi, è che le particelle
di fosforo bianco si fissano sugli abiti mantenendo le loro capacità di
distruzione. Così quando una prima vittima è colpita, è frequente che
chi gli è vicino venga a sua volta ustionato nel tentare di prestare
soccorso con il prendere o solo toccare i suoi vestiti [3].
Riguardo questo quadro clinico, le popolazioni palestinesi hanno vissuto
il calvario dei bombardamenti ai quali si è aggiunto il dramma del
fosforo bianco: donne, bambini e decine di altri civili che bruciano
senza che chi è loro vicino possa efficacemente prestare loro soccorso,
perché è raro che queste popolazioni siano informate sulle
caratteristiche di questa arma.
Perché dunque Israele ha utilizzato queste armi? Per quale vantaggio
operativo? E ciò in spregio del diritto umanitario internazionale? Un
esperto militare israeliano offre l'argomento più frequentemente
utilizzato dagli stati maggiori USA, britannico e israeliano – habitué
nel ricorso al fosforo bianco: "Queste esplosioni hanno un aspetto
straordinario e producono una quantità enorme di polvere che acceca il
nemico e permette alle nostre forze di avanzare" [4].

"Colpisci e brucia"
L'altro argomento che i militari avanzano regolarmente è quello di
illuminare le posizioni avversarie per poterle colpire meglio.
Esplodendo nell'oscurità le munizioni di fosforo bianco scatenano una
intensa luce bianca. Questo vantaggio operativo sarebbe da ponderare, se
non da contestare. Esistono altri tipi di armi che permettono sia di
illuminare sia di oscurare le posizioni avversarie senza tali
conseguenze sulle popolazioni civili. Inoltre, oggigiorno tutte le forze
armate moderne dispongono di numerosi dispositivi per la visione
notturna (infrarossi, amplificatori di luce …). Soprattutto, come può un
vantaggio operativo giustificare l'uso di queste armi in zone così
densamente popolate? Tanto più che il diritto umanitario internazionale
impone di proporzionare l'uso di armi o di tecniche in funzione degli
scopi da raggiungere e dei rischi che questi mezzi fanno correre alle
popolazioni civili.
L'interesse tattico reale va ricercato altrove, nei commenti che hanno
fatto seguito all'attacco e al massacro di Fallujah da parte della 1a
forza di spedizione USA, dall'8 al 20 novembre 2004, nella tanto
"stimata" rivista Field Artillery: "Il fosforo bianco si è rivelato
essere una munizione efficace e polivalente. Noi l'abbiamo utilizzato
(…) più tardi durante i combattimenti, come una potente arma psicologica
contro gli insorti nelle trincee e nei tunnels quando non potevamo agire
con munizioni esplosive. Erano missioni "Colpisci e brucia" [5] contro
gli insorti, con utilizzo di fosforo bianco per stanarli e di munizioni
esplosive per eliminarli." [6].
Questo ci indica tre punti essenziali.
Quello che vogliono gli eserciti USA e israeliano sono i particolari
effetti del fosforo bianco: la sua grande capacità di distruzione
materiale e, soprattutto, i suoi notevoli effetti psicologici sulle
popolazioni civili come sulle forze combattenti. Conviene terrorizzare
il nemico sia che si tratti di forze combattenti che di popolazioni
civili ritenute sostenere le prime esplicitamente o implicitamente. E'
la continuità di una dottrina militare USA – adottata dalle forze armate
israeliane – più generale: "Shock and Awe", letteralmente colpisci e
terrorizza [7].

Grozny, Fallujah, Beirut, Gaza…
L'attacco israeliano a Gaza ha fatto così reagire il generale italiano
Fabio Mini, già capo di stato-maggiore della NATO per i paesi del sud
del mediterraneo e comandante delle forze di pace in Kosovo: "In
Cecenia, in Afghanistan, in Libano e recentemente a Gaza, la deliberata
strategia di colpire i civili per indebolire il sostegno della
popolazione agli insorti, ai ribelli e ai cosiddetti terroristi è
un'altra regressione, che ci riporta alle guerre controrivoluzionarie –
che, del resto, sono sempre sfociate con la vittoria dei ribelli – ed
alle atrocità dell'epoca delle occupazioni coloniali. Il ricorso alla
propaganda per giustificare e dissimulare queste regressioni ha l'aria
di qualcosa già visto. Sono cambiati i nomi e i metodi ma gli effetti
sono sempre gli stessi. La guerra psicologica tendente a dimostrare che
i civili non fanno parte dei nostri obiettivi ma sono le vittime degli
avversari, che se ne servono come scudo, non è cambiata da millenni ed è
per questo che il nemico è sempre stato un criminale." [8].
In questo non c'è niente di nuovo. Le forze armate coloniali riproducono
gli stessi metodi operativi che discendono dalle medesime dottrine
tattiche. Sono cose vecchie quanto la guerra stessa. Quello che là ha
funzionato per schiacciare la resistenza dei popoli sarà riproposto qui.
I metodi contro-insurrezionali messi in atto dall'esercito francese in
Indocina e in Algeria vengono ancora insegnati nelle scuole di guerra di
tutto il mondo [9]. L'esercito USA se ne ispira ancora ampiamente.
Avviene lo stesso per i metodi messi in atto dall'esercito coloniale
britannico in Malesia, ma anche per quelli sperimentati dall'esercito
russo contro i Ceceni [10] e quelli sviluppati dall'esercito israeliano
contro la resistenza palestinese e libanese. Gli Stati Uniti hanno anche
replicato in terra irachena e afgana le dottrine e i metodi di Tsahal,
che a sua volta utilizza metodi USA "messi in luce" nei territori
occupati e in Libano [11]. Il cerchio si chiude.

L'80% delle vittime di guerra sono civili
Anche Saddam Hussein ha utilizzato bombe al fosforo bianco contro il
proprio popolo (in particolare contro i Curdi) nelle ore più oscure del
suo regno. Primi passi nella storia dei danni al popolo iracheno: le
truppe USA hanno fatto lo stesso durante la loro occupazione dell'Iraq.
Utilizzando contro il popolo che dicevano di venire a liberare le stesse
armi del dittatore che lo opprimeva. Nel dicembre 1994 in Cecenia,
durante i combattimenti a Grozny, i mortai delle forze russe fecero
piovere sulla città un diluvio di fuoco di fosforo bianco e rosso.
Quanto a Israele, lo Stato ebraico non è al suo primo uso di questa
terribile arma. Tsahal ha fatto uso di fosforo bianco in Libano in due
riprese: durante l'assedio di Beirut nel 1982 e durante l'aggressione
del 2006. E oggi a Gaza. L'imperialismo soffre di mimetismo militare e
politico.
L'ultimo insegnamento legato all'impiego di munizioni al fosforo si
trova su scala globale e riguarda l'evoluzione generale dei conflitti
"moderni". Questa evoluzione si inscrive nel quadro dell'esplosione di
quelli che vengono definiti (eccessivamente) come conflitti asimmetrici.
Malgrado quello che cerca di farci credere la propaganda militare, che
vanta l'alta precisione chirurgica delle sue armi, le nuove guerre sono
spaventosamente mortifere … per i civili.
Così, già nel 1999, nel suo libro New & Old War, Mary Kaldor, direttrice
del Centre for the Study of Global Governance (London School of
Economics and Political Science), sosteneva: "Essenzialmente, quello che
nelle vecchie guerre veniva considerato come effetti collaterali
indesiderati e illegittimi è diventato la principale modalità di
combattimento delle guerre moderne. (…) Il modello di violenza dei nuovi
tipi di guerra è confermato dalle statistiche sulle nuove guerre. La
tendenza ad evitare scontri e a dirigere la maggior parte della violenza
contro i civili è dimostrata dalla drammatica crescita del rapporto tra
vittime civili e militari. All'inizio del XX secolo, 85-90% delle
vittime di guerra erano militari. Durante la Seconda Guerra mondiale,
circa la metà delle vittime sono stati civili. Alla fine degli anni '90,
la proporzione di cento anni prima si è quasi esattamente capovolta e ai
nostri giorni circa l'80% di tutte le vittime di guerra sono civili."
L'analisi è condivisa dal generale italiano Fabio Mini: "La realtà è che
le vittime civili, in spregio di tutte le regole del diritto
internazionale, dei codici militari e degli usi di guerra, sono
diventate il vero obiettivo delle guerre. Si è ritornati alla
distruzione "strutturale" della Seconda Guerra mondiale, con i suoi
tappeti di bombe, e al Vietnam con il napalm."

Un'arma chimica o
"solamente" incendiaria?
Cosa dice il diritto internazionale che possa permetterci di fare fronte
a questi atti? Il diritto in materia è principalmente regolato dalla
Convenzione sul divieto
o la limitazione dell'impiego di certe armi classiche che possono
essere considerate come producenti effetti traumatici eccessivi o che
colpiscano senza discriminazione", firmata il 10 ottobre 1980 e entrata
in vigore il 2 dicembre 1983. A questa Convenzione è allegato il
Protocollo III sul divieto o la limitazione nell'impiego di "armi
incendiarie" che determina il regime di diritto in materia di utilizzo
di fosforo bianco. Bene, come di solito accade in questo genere di
situazioni, il diritto è fonte di controversie.
Prima di tutto, è difficilmente concepibile che il diritto
internazionale qualifichi le armi al fosforo bianco come armi
incendiarie e non come armi chimiche, con le prime che beneficiano nel
loro uso di un sistema giuridico meno stretto delle seconde. Quando si
constatano gli effetti descritti in precedenza, è difficilmente
concepibile considerare queste armi come non appartenenti alla categoria
delle armi chimiche. Tanto più che la definizione di cosa sia un'arma
chimica, secondo la Convenzione sul divieto delle Armi Chimiche (CIAC),
del 13 gennaio 1993, corrisponde perfettamente alle armi al fosforo
bianco [12]. E' proprio in tal senso che gli Stati Uniti – così come
altri paesi europei – hanno condannato l'utilizzo da parte di Saddam
Hussein di "armi chimiche" contro il suo popolo riferendosi al fosforo
bianco [13].
Altro elemento obiettivo, Israele – come gli Stati Uniti – non ha
firmato il Protocollo III. Ma anche questa convenzione presenta
disposizioni troppo restrittive. Impedisce l'uso di armi incendiarie
contro i civili o contro obiettivi militari posti all'interno di
concentrazioni di civili. Restrizione importante, il testo non copre che
le armi utilizzate intenzionalmente per incendiare un bersaglio ma non
quelle che lo incendiano in modo indiretto. Così, ai termini del
Protocollo, i dispositivi che utilizzano fosforo bianco per le sue
proprietà fumogene o illuminanti possono essere utilizzati.
Tshahl si è infilato in questa breccia del diritto internazionale
umanitario. Così l'esercito israeliano assicura che l'utilizzo delle sue
armi "si esercita nel quadro dei confini legali del diritto
internazionale". E Mark Regev, portavoce del Primo ministro Ehud Olmert,
precisa a l'AFP [Agenzia France Press, ndt]: "Queste munizioni
utilizzate da Israele sono simili se non identiche a quelle utilizzate
da tutte le democrazie occidentali, compresi gli stati membri della
NATO". Qui si cade nella soggettività dell'interpretazione del diritto
internazionale. E' stabilito che le munizioni al fosforo bianco sono
state utilizzate in zone estremamente popolate; è ugualmente stabilito
che, a più riprese, l'esercito israeliano ha volontariamente mirato ad
edifici civili (scuole, ospedali, abitazioni …) con il pretesto che
dalle immediate vicinanze proveniva fuoco nemico. Come si può quindi
considerare che Tsahal non abbia utilizzato intenzionalmente queste
armi?
L'organizzazione umanitaria Human
Rights Watch da parte sua stima che il diritto internazionale
consuetudinario, nel senso definito dalla Corte internazionale di
Giustizia [14], proibisce in modo chiaro l'uso di armi al fosforo bianco
in zone così densamente popolate come la striscia di Gaza.
Israele e i suoi soldati sono posti di fronte a denunce per crimini di
guerra provenienti da singoli o da organizzazioni non governative.
Sembrerebbe evidente che l'uso intenzionale, sproporzionato e
sconsiderato del fosforo bianco contro le popolazioni civili di Gaza
rientra in questa qualificazione giuridica. Spetta adesso agli Stati e
ad altre organizzazioni internazionali, così come alle istanze
giuridiche internazionali di raccogliere due sfide fondamentali: fare
evolvere il diritto internazionale umanitario tanto velocemente quanto
evolvono le dottrine e le pratiche militari e trattare lo Stato
d'Israele come ogni altro stato al mondo.
Eros Sana, giurista e portavoce di
Zone d’Ecologie Populaire
(ZEP).
NOTE
[1] In inglese fosforo bianco si dice white phosphorus, WP
[2] Le phosphore blanc brûle toujours, à l'hôpital de Gaza, articolo di
Pierre Barbancey per
L'Humanité
[3] Le phosphore blanc brûle toujours, à l'hôpital de Gaza, op. cit. "Di
primo mattino Salah apprende dai vicini che Mahmoud [colpito da fosforo
bianco] è disteso in un campo, forse è morto. "I suoi abiti erano
bruciati – Quando ho pulito il suo viso annerito mi sono bruciato
anch'io, dice mostrando le dita coperte di piaghe: Aveva piccole
bruciature che si sono ingrandite. Si vedeva l'osso. Dal corpo usciva
del fumo."
[4] Israel rains fire on Gaza with phosphorus shells, articolo di
Sheera Frenkel da Gerusalemme e Michael Evans del 5 gennaio 2009 per
The Times.
[5] In inglese "Shake and Bake"
[6] Per scaricare l'articolo cliccare
qui
[7] "Shock and awe" è una dottrina militare USA nata in un contesto
post-guerra fredda e prima guerra del Golfo. E' stata elaborata da
Harlan K. Ullman e James P. Wade in seno alla National Defense
University. Si basa sull'uso di una schiacciante potenza di fuoco,
sulla gestione dell'informazione e delle manovre sul campo di battaglia
e su uno spettacolare dispiegamento di forze per paralizzare la
percezione del campo di battaglia dell'avversario e distruggere la sua
volontà di combattere.
[8] Une régression humaine et stratégique, Fabio Mini, La
Repubblica, articolo tradotto in Courrier International n.
952, dal 29 gennaio al 4 febbraio 2009. [Articolo originale
La barbarie strategica, La Repubblica,
20 gennaio 2009]
[9] A titolo d'esempio, La Guerra moderna del Colonnello Roger
Trinquier è stato abbondantemente utilizzato a Fort Benning come
all'interno della sinistra Scuola Militare delle Americhe.
[10] Changing Russian urban tactics : the aftermath of the battle for
Grozny, Lester W. Grau, INSS Strategic Forum, n. 38, luglio 1995.
[11] Al riguardo si veda, The New Walls of Baghdad, How the U.S. is
Reproducing Israel’s Flawed Occupation Strategies in Ira, articolo
di Steve Niva e The Israelisation of America's war, articolo di
Marwan Bishara per Al-Ahram.
[12] Leggere l'Articolo II,
Définitions et critères alla fine della
presente Convenzione.
[13] US Intelligence classified white phosphorus as "chemical weapon",
articolo del 23 novembre 2005 di Peter Popham
e Anne Penketh per The Indipendent.
[14] "Lo Statuto della Corte internazionale di giustizia descrive il
diritto internazionale consuetudinario come "prova di una pratica
generale, accettata come diritto" E' generalmente ammesso che
l'esistenza di una regola di diritto internazionale consuetudinario
esige due elementi, ossia da una parte che venga praticato dagli Stati(usus)
e dall'altra la convinzione degli Stati che questa pratica è
richiesta, proibita o autorizzata – secondo la natura della regola – in
ragione di una regola di diritto (opinio juris sive necessitatis).
Revue international de la Croix Rouge, CICR, Ginevra, p. 8.
Titolo originale: “ Gaza : pourquoi l’usage de bombes au
phosphore blanc est un crime de guerre”
Fonte : www.bastamag.net
Link:http://www.bastamag.net/spip.php?article467
Scelto e tradotto per Comedonchisciotte.org da MATTEO BOVIS
Link a questa pagina su
TerraSantaLibera.org :
http://www.terrasantalibera.org/FosforoBianco_CrimineGuerra.htm
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