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Gerusalemme: tre i morti, bufera sugli arabi
Il Sole 24 ore
2 luglio 2008

Sono tre i morti dell'attentato di stamattina, 2 luglio, a
Gerusalemme, in Jaffa Street. Lo ha precisato la polizia
israeliana. Ma si tratta comunque di un bilancio provvisorio.
I feriti sono un'ottantina. Di questi almeno due versano in
condizioni gravi. Anche l'attentatore palestinese č rimasto
ucciso, colpito a morte dal fuoco di un agente della polizia e
da due civili.
A rivendicare l'azione č stata l'unitą Imad Mughnieh delle
Brigate dei liberatori della Galilea il gruppo che ha
rivendicato l'attentato che . Le Brigate dei liberatori della
Galilea sono un gruppo poco conosciuto che a marzo aveva
rivendicato l'attentato alla scuola rabbinica di Gerusalemme,
Il gruppo aveva accusato lo Stato ebraico di aver organizzato
l'attentato di Damasco del 16 febbraio in cui rimase ucciso
Mughnieh, capo militare di Hezbollah. La rivendicazione č
stata arrivata con una telefonata all'agenzia France Presse.
Hamas ha invece negato ogni coinvolgimento nell'attacco ma ha
definito l'episodio come un «risultato naturale
dell'aggressione di Israele». In una prima dichiarazine
all'ANSA Sami Abu Zuhri, un dirigente di Hamas a Gaza, ha
precisato di non avere ancora informazioni dirette in merito.
Ma ha aggiunto: «Se fosse confermato che si tratta di una
operazione condotta dalla resistenza palestinese si
tratterebbe della conseguenza logica e naturale per le
continue aggressioni e per le violenze condotte da Israele in
Cisgiordania, a Gerusalemme e anche a Gaza». Dichiarazioni
analoghe sono giunte dal portavoce della Jihad islamica a
Gaza.
Secondo la televisione Channel 10, alla guida del bulldozer
schiantatosi contro un bus c'era un palestinese residente a
Gerusalemme est con carta d'identitį israeliana. Secondo fonti
di polizia, l'uomo aveva precedenti penali. L'attentatore ha
lanciato il trattore contro il bus e un'auto facendo
capovolgere i due veicoli con decine di passeggeri a bordo.
L'attentatore č stato ucciso a colpi d'arma da fuoco dalle
forze di polizia. L'attacco č avvenuto a Joaffa road, una
delle vie principali di Gerusalemme. Le autoritį israeliane
hanno dichiarato lo stato di emergenza nella cittį.
Dopo l'attentato odierno, i duecentomila palestinesi di
Gerusalemme est sono nuovamente nella bufera. Come gią mesi
fa, quando uno di essi - Ala Hisham Abu Dheim, del villaggio
di Jabel Mukaber - compģ un massacro di seminaristi ebrei nel
collegio rabbinico di Merkaz ha-Rav, anche oggi un palestinese
di Gerusalemme est (Hussam Tayassir Dwayat, del villaggio di
Zur Baher) ha seminato la morte nel settore ebraico della
cittą, dopo aver scelto come arma una ruspa Caterpillar.
Sale la pressione sulla popolazione araba di Gerusalemme Est
A differenza dei palestinesi della Cisgiordania, quelli
residenti a Gerusalemme est dispongono di carte di identitą
israeliane che consentono loro piena libertą di spostamento in
tutto il territorio dello stato ebraico. Beneficiano anche
della previdenza sociale israeliana e hanno diritto di voto al
municipio, pur non avendo la cittadinanza. Mesi fa, dopo la
strage nel collegio rabbinico, il rione di Jabel Mukaber destņ
la massima irritazione in Israele quando la sua popolazione si
schierņ compatta dalla parte del terrorista. Sulla sua
abitazione furono issate bandiere di Hamas e degli Hezbollah.
Per impedire che i funerali si trasformassero in una grande
manifestazione di nazionalismo palestinese, la famiglia fu
costretta ad inumare il congiunto con un brevissimo preavviso,
nel cuore della notte. Nei mesi successivi la sua figura
divenne egualmente molto popolare a Gerusalemme est, e la sua
immagine fu riprodotta in poster e in filmati video. Gruppi di
coloni cercarono allora di marciare verso la abitazione di Abu
Dheim. La polizia fu colta di sorpresa, l'edificio fu
attaccato, ma poi l'ordine fu ripristinato.
Oggi, alla vista del palestinese che con la pala della ruspa
sfondava i tetti delle automobili israeliane incontrate e
cercava di ucciderne i passeggeri, l'invocazione alla
demolizione punitiva della sua abitazione č giunta in pochi
minuti. Il primo a richiederla č stato il sindaco di
Gerusalemme, Uri Lupoliansky. Poi anche un deputato della
opposizione nazionalista, Uri Ariel, ha chiesto severe misure
punitive, nella convinzione che attentatori del genere non
emergano dal nulla, ma si avvalgono di un ambiente che
sostiene i loro attacchi. Le organizzazioni per i diritti
civili sono subito entrate in stato di emergenza. Le
demolizione della casa di Dwayat, dicono, rappresenterebbe una
punizione collettiva. Pur di impedirla, sono pronte a
ricorrere alla Corte Suprema.
2 luglio 2008
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Attentato a Gerusalemme, 5 morti |
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Hamas trova 'logico' l'attacco, cosi' anche
la Jihad islamica
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(ANSA)- GERUSALEMME, 1 LUG - Un autobus di linea e diverse auto
sono state investite da un trattore nel centro di
Gerusalemme: un primo bilancio parla di 5 morti. Ci
sarebbero anche decine di feriti. Le vittime finora
accertate sono l'autista del trattore, un palestinese
ucciso da un ufficiale di polizia, e quattro israeliani
coinvolti negli investimenti causati dal trattore. Hamas
trova 'logico' l'attacco palestinese, dichiarazioni
analoghe sono giunte dal portavoce della Jihad islamica.
http://www.ansa.it |
Medioriente, rotta la tregua
Frattini: nessun dialogo con Hamas
dal corrispondente Filippo Landi
GERUSALEMME 02/07/08

Solidarietą ad Israele dall'Italia e da molti altri Paesi
dopo l'attentato che, stamattina, ha provocato la morte di
tre persone ed il ferimento di una ottantina a
Gerusalemme. Secondo il ministro degli Esteri Frattini,
l'atto terroristico prova che č impossibile il dialogo con
Hamas.
http://www.radio.rai.it |
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