
Ho
comprato oggi il nuovo libro del giornalista
investigativo Ferruccio Pinotti:
Fratelli d'Italia,
un tomo di ben 751 pagine
(edito dalla BUR) dedicato alla massoneria italiana. Pur
non avendolo ancora letto mi sembra, di primo acchito,
un libro di grosso impegno e, soprattutto di una certa
serietà: dico questo perché ho notato con favore il
fatto che nel capitolo dedicato ai prelati massoni
- La massoneria alla
conquista della Chiesa - Ferruccio Pinotti
dia risalto alle posizioni di
don Luigi Villa,
parlandone se non altro con rispetto. Per chi non lo
sapesse don Villa è un anziano (e benemerito) sacerdote
bresciano che da cinquant'anni dà la caccia ai massoni
nella Chiesa e ha scritto libri e opuscoli coraggiosi su
Giovanni XXIII e Paolo VI, documentando le deviazioni
dottrinali provocate dal Concilio Vaticano II.
Dare spazio a un personaggio impopolare (in ambito
ecclesiastico) come don Villa e alle sue tesi tutt'altro
che peregrine non è poco, di questi tempi, e di questo
va dato atto a Pinotti: il suo libro merita almeno di
essere letto per intero. C'è però un altro punto del suo
libro che ha suscitato la mia attenzione, e in senso
meno positivo: si tratta della nota a piè della pagina
465. Il capitolo è quello
degli Illuminati
della finanza, e tratta della setta
massonica messa in piedi nel 2002 dall'ex Gran Maestro
della Gran Loggia
Regolare d'Italia
Giuliano Di Bernardo.
In tale nota Pinotti definisce
il B'nai B'rith
quale "associazione fraterna ebraica
fondata negli Stati Uniti nel 1843".

Lo “sceicco”
Massimo Palazzi con appartenenti alla B’NAI B’RITH
Mi piacerebbe, a questo proposito, fare una domanda a
Pinotti: se egli definisce i massoni come "fratelli"
(che è in effetti la definizione classica degli
appartenenti alla massoneria) in che senso, se non
massonico, sarebbero
fratelli
i membri del B'nai B'rith? In realtà Pinotti sa
benissimo che il B'nai B'rith è un ordine massonico
(riservato appunto ai soli ebrei). Il fatto è risaputo
non solo da chiunque abbia un
minimo di
conoscenze massoniche, ma dagli stessi ebrei non
iscritti alla massoneria. Che le cose stiano così lo si
intuisce, oltretutto, dal contesto del capitolo in
questione. In esso Pinotti riporta la seguente frase di
Di Bernardo:
«La ricerca delle certezze lo porta [l'uomo] a vedere,
sotto una luce nuova non più negativa,
i poteri forti che, in modo più o meno
occulto,
hanno guidato le sorti dell'umanità. Si tratta di quei
poteri secolari come, ad esempio, gli ordini preposti
all'esercizio del potere temporale che esistono
all'interno di alcune Chiese (l'Opus Dei nella Chiesa
cattolica), la massoneria,
certe organizzazioni
ebraiche (l'Anti-Defamation League) e
altre».
E
qui, nella nota predetta, Pinotti precisa opportunamente
che l'Anti-Defamation League [Lega Anti-Diffamazione]
«è considerato un vero e proprio braccio operativo del
B'nai B'rith». Dalle informazioni appena riportate
abbiamo appreso quindi che il B'nai B'rith è
un'«organizzazione fraterna», un «potere forte», ed
opera in modo «più o meno occulto». Esattamente le
definizioni che nel suo libro Pinotti utilizza in
continuazione per parlare della massoneria propriamente
detta: fuochino.
Se
però qualcuno avesse ancora dei dubbi al riguardo può
consultare l’ottimo libro di
Emmanuel Ratier
Misteri e segreti
del B'nai B'rith edito a suo tempo dal
Centro Librario Sodalitium, dove a p. 74 si mette bene
in chiaro che oltre a prevedere
gioielli, mazze,
collari e grembiuli, i membri dell'ordine in
questione osservano un
rituale
propriamente detto consistente in una mescolanza del
rito di York e del rito Odd Fellows. Ma allora perché
non dirlo, che anche gli ebrei hanno la loro massoneria?
Perchè qui ci troviamo in presenza dei limiti del
discorso “politicamente corretto”: tale discorso può in
certi casi - come quello del libro di cui stiamo
parlando - non essere privo di coraggio e tuttavia,
quando si sfiorano certe realtà, ecco che scatta
immancabile l'autocensura. La morale è che, se sei un
giornalista o uno scrittore, puoi parlare male della
massoneria quanto vuoi (se sei un politico o un
magistrato il discorso cambia)
ma guai ad associare
gli ebrei alla massoneria: rischi di passare subito per
antisemita.
Eppure non solo ebraismo e massoneria sono strettamente
collegati (la dottrina massonica è essenzialmente
ebraica)
ma il B'nai B'rith è
la piovra massonica
per antonomasia:
The Octopus (La Piovra) intitolava
Elisabeth Dilling un pamphlet del 1940
dedicato appunto al B'nai B'rith e allo strapotere dei
sionisti negli Stati Uniti. Abbiamo riferito come
secondo Giuliano Di Bernardo il B'nai B'rith è un
"potere forte". Ma quanto forte? Parecchio: quando il 31
Gennaio 1949 il presidente degli Stati Uniti Truman
firmò i documenti ufficiali di riconoscimento dello
Stato d'Israele i soli osservatori non appartenenti al
governo americano furono tre dirigenti del B'nai B'rith
(vedi link:
http://www.bnaibrith.org.ar/website/contenido.asp?sys=1&id=54),
da cui si estrae la seguente citazione:
En
la primavera de 1948. cuando el Gobierno de Estados
Unidos no era demasiado favorable al establecimiento de
un Estado Judío en Palestina, una delegación de B´nai
Brith Internacional integrada por su Presidente Goldman,
el Secretario Ejecutivo Bysgyer y Edward Jacobson, amigo
personal de Presidente Truman entrevistó a éste y logró
obtener una audiencia para Jaim Weitzman. El 31 de enero
de 1949 el Presidente Truman firmó el reconocimiento del
Estado de Israel y se encontraban presentes solamente
los tres dirigentes de B´nai B´rith antes mencionados.
La lapicera utilizada para la firma de tan trascendente
documento fue obsequiada al Presidente de la
Organización y se encuentra en el Museo de Washington.
Naturalmente i
Figli dell'Alleanza (questo il significato
del termine ebraico originale) negano ufficialmente di
essere massoni. Il perché è comprensibile: in questo
modo l’attività dell’organizzazione è molto più efficace
e comoda, in particolare nelle relazioni
con i cattolici.
E' così, ad esempio, che il direttore europeo
dell'organizzazione (recentemente defunto)
Ernst Ehrlich
è potuto passare inosservato come
consulente
del cardinale
Bea
nei frangenti decisivi che videro l'approvazione della
costituzione conciliare
Nostra Aetate
durante il Vaticano II (vedi link:
http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2007/10/24/AR2007102402460_pf.html),
un'approvazione che
rivoluzionò
la stessa dottrina cattolica.
Naturalmente delegazioni della detta organizzazione sono
ricevute regolarmente dai pontefici, e nessuno (tranne
qualche sparuto cattolico tradizionalista) trova nulla
da ridire. Eppure i suoi membri, da bravi massoni,
sono
ferocemente anticristiani (come dimostra
il capitolo del libro di Ratier intitolato "Il
cristianesimo riveduto e corretto dal giudaismo): in
America conducono da decenni una guerra continua (a base
di denunce in tribunale) contro la presenza
pubblica
dei simboli cristiani (canti natalizi, inni religiosi,
presepi). Non basta: la Corte Suprema degli Stati Uniti,
su istanza dell'Anti-Defamation League, ha fatto bandire
le preghiere, anche se volontarie e silenziose, sia
nelle scuole che nei tribunali e in tutte le sedi
locali, comunali, federali o statali (Ratier, p. 95).
Si capisce a questo punto il perché della supremazia del
B'nai B'rith rispetto
alle logge ordinarie: è l'unico ordine massonico ad
avere il privilegio di non essere riconosciuto come
tale! Prima di concludere vorrei però riferire un
dettaglio inaspettato su queste brave personcine: come
si sa il Ku Klux Klan è la più famosa (e famigerata)
organizzazione razzista degli Stati Uniti. Meno
conosciuto è il fatto che uno dei suoi fondatori fu
Albert Pike,
che non era solo un generale sudista durante la guerra
civile americana ma anche
Capo supremo del Rito
scozzese antico e accettato della massoneria universale.
Ebbene, apprendiamo dal libro di Ratier che negli anni
'20 del novecento tra alcuni dignitari del Klan e del
B'nai B'rith
intercorse un dialogo; ecco cosa scrisse
a suo tempo sul Klan il bollettino del B'nai B'rith
Hamenora
del Gennaio 1923:
«Il Ku Klux Klan può diventare uno strumento di
progresso e di beneficenza, utile sia al Paese che ai
suoi cittadini, se incomincerà a eliminare dal suo seno
qualche migliaia di fanatici che lo gettano
nell'intolleranza, nella viltà e nel crimine» (Ratier,
p. 57).
Dunque secondo costoro il Klan non era una congrega di
razzisti da sciogliere in ogni caso ma era uno
"strumento di progresso", sia pure potenziale.
Tra fratelli
in fondo ci si capisce!
http://civiumlibertas.blogspot.com/2007/12/la-massoneria-del-bnai-brith-gli-ebrei.html
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