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Israele, stato canaglia?
I soldati di Israele hanno fatto di Gaza una tomba
"Ciò che Israele fa subire ai Palestinesi è un abominio" ha
dichiarato l’ex Presidente degli Stati Uniti, Jimmy Carter, in
occasione del suo recente tondo in Medio Oriente.

Carter ha avuto, inoltre, il coraggio di sfidare i governi
israeliano e statunirtense incontrando, a Damasco, il capo del
movimento Hamas, Khaled Meshal, rompendo in tal modo
l’isolamento e la demonizzazione nei quali la diplomazia
"occidentale" si ostinaa mantenere questa forza politica,
democraticamente uscita dallo scrutinio nel gennaio 2006 [1].
Meraviglioso Jimmy Carter !
Con il suo gesto, di semplice diplomazia umana, da solo, ha
cancellato la nostra vergogna di appartenere a questa società
"occidentale", che continua a sostenere ciecamente uno Stato
coloniale il quale ha
cancellato la Palestina
dalla carta geografica ed adotta, da 60 anni
contro un popolo senza difesa, operazioni militari a carattere
terroristico, una politica di segregazione e di assassinii
mirati, detti "extragiudiziari".
Avremmo apprezzato che anche altri capi di Stato avessero il
coraggio di denunciare i crimini di guerra di Israele con la
stessa chiarezza di Carter.
Israele ha messo il Medio Oriente a fuoco e a fuoco. Si è reso
colpevole di crimini gravissimi, in violazione di tutte le
norme del diritto internazionale. E l’Unione Europea ha ancora
l’indecenza di richiedere ai Palestinesi, ed ai loro fratelli
arabi, di riconoscere "il diritto di Israele di esistere" come
"Stato ebraico", cosa che equivarrebbe a legittimare la
segregazione e negare ai profughi palestinesi il loro diritto
inalienabile di tornare, come qualsiasi altro profugo nel
mondo, sulle terre e nelle case da cui sono stati cacciati!
Come lo rilevava così precisamente l’intellettuale palestinese
Omar Barghouti, "nessuno Stato ha il diritto di esistere come
Stato razzista" [2].
Uno Stato che fa regnare il terrore, uccidendo ogni giorno
donne e bambini, che i loro parenti, disperati, ritrovano
mutilati; uno Stato che può massacrare, come accade a Gaza,
nello spazio di alcuni giorni, alcune centinaia di civili
innocenti, lanciando contro loro bombe che disperdono
centinaia di microfrecce acuminate, penetrano nel corpo,
mutilano, uccidono, generano atroci sofferenze, - senza che
ciò sollevi, occorre dirlo, la minima indignazione delle
nostre democrazie - dovrebbe essere messi al bando delle
nazioni.
Mentre abbiamo diritto alle migliori cure, accesso ad ospedali
e medicine per alleviare e curare le nostre malattie e le
nostre ferite, a Gaza, i pazienti muoiono poiché Israele non
lascia in entrare nulla e gli ospedali sono presi per
obiettivo. L’esercito israeliano ha devastato, il 16 aprile,
"El Wafa Medical Rehabilitation", mettendo la vita dei
pazienti e del corpo sanitario in pericolo, privandoli
d’elettricità e d’approvvigionamento di acqua, costringendo i
chirurghi a smettere di operare.
A Gaza, da un anno, feriti e pazienti, che avrebbero potuto
essere curati, sono morti per mancanza di cure. Suhha Al
Jumbass, 22 anni, paziente di cancro, è deceduta, in questo
terribile mese d’aprile, perché l’esercito israeliano gli ha
rifiutato, come ad altre 133 persone morte recentemente prima
di lei, di andare a farsi curare in Egitto.
Il giorno successivo al massacro di Boureij [3],
il primo ministro israeliano, Ehud Olmert ha avuto l’arroganza
di dire che Israele farà "pagare al Hamas il prezzo di ciò che
avviene a Gaza".
Ma chi paga il prezzo delle sofferenze? L’aggressore o
l’aggredito ch’esso mette a morte? Cosa può ancora far
"pagare" Israele a questi bambini ch’esso affama, che soffrono
per la malnutrizione ed il cui stato psicologico è
inquietante, e a queste migliaia di malati spaventati,
lasciate nell’abbandono per mancanza di cure, che
continueranno a morire per la mancanza di medicine?
Come possono le nostre società tollerare altrettanti orrori ed
ingiustizie? Perché i nostri governi si limitano a chiamare
"le due parti alla moderazione", come se si potesse stabilire
una simmetria tra l’occupante ed occupato, tra il boia e la
propria vittima!

Distruzioni fatte da F16 israeliani nel Campo profughi El
Bureij, causando 9 morti e 50 feriti il 19.02.2008
(rafahtoday.org)
Non ne possiamo più di quest’atteggiamento distorto che tratta
con riguardo Israele e disprezza le vittime arabe. Un
residente di Rafah ci diceva recentemente con amarezza: "Ci
liquidano tirando missili riempiti di esplosivi pesanti di
3’000 pound. Una tonnellata di quest’esplosivi ZNT è capace di
radere tutta una zona. È un missile di questo tipo che
l’esercito israeliano ha lanciato contro una moschea a Rafah e
che ha distrutto anche altre quindici case. Ci condannano a
morire, ci avvelenano, ci chiudono, ci tagliano i prodotti
alimentari, ci bombardano, ci privano di qualsiasi accesso
alle medicine, ci privano di prodotti vitali come il cloro per
risanare l’acqua ed in seguito ci vendono le loro lattughe
avvelenate dagli insetticidi, ad un prezzo esorbitante ".
I palestinesi hanno diritto alla vita e ad essere protetti,
come ogni popolo oppresso di chi è molto più forte di lui. Mai
una guerra condotta da uno Stato coloniale è stata così
durevolmente coperta dalla menzogna, dalla disinformazione,
dall’ipocrisia.
Anche i cosiddetti "amici della Palestina", gli Israeliani
pacifisti che si idealizzano, non sono senza rimproveri.
Giacché, accontentarsi di condannare l’occupazione israeliana
ed i suoi crimini non basta a regolare i torti causati.
Occorre avere l’onestà di andare alla radice del problema
esigendo, non soltanto la fine dell’occupazione, ma anche il
diritto al ritorno dei profughi, e la fine del razzismo
istituzionalizzato contro i Palestinesi, e ciò in uno Stato
che garantisca diritti uguali a tutti i suoi abitanti.
La gente di confessione ebraica che si identifica con Israele
non può continuare a far valere i crimini commessi dai nazisti
per giustificare l’esistenza di uno Stato razzista su terre
rubate agli Arabi.
Tutto ciò è inaccettabile. Gaza è, per i suoi abitanti, una
prigione da cui nessuno può uscire, eccetto i palestinesi
forniti di un lasciare passare VIP consegnato alla "testa del
cliente" e d’intesa con l’occupante, da parte dell’autorità
palestinese di Ramallah.
Un’autorità corrotta, che partecipa alla liquidazione di Hamas
e va contro le aspirazioni del suo popolo. I palestinesi, già
brutalizzati dall’esercito d’occupazione, non meritavano
questo ulteriore tradimento.
Rimane da augura che verrà il tempo dove coloro che hanno
commesso crimini o che hanno servito, in modo o in un’altro,
gli interessi dell’occupante israeliano, saranno destinati a
rispondere dinanzi alla storia.
Silvia Cattori
http://www.silviacattori.net/article431.html |