Anno IV,  Comunicato del 25 maggio 2009

 
     
 

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La proposta di Israele:

"Dimentichiamo la Nakba"
di Carlo M. Miele
Osservatorio Iraq, 25 maggio 2009

 


dal campo profughi di Jenin

D’ora in poi, la celebrazione della “catastrofe” del ’48 potrebbe essere vietata per legge agli arabi israeliani. Approvata dal governo la bozza di Israel Beitenu, che chiede ai palestinesi anche un giuramento di fedeltà allo Stato "ebraico, sionista e democratico"


D’ora in poi, la celebrazione della Nakba – la “catastrofe” palestinese che coincide con la creazione dello Stato di Israele nel 1948 – potrebbe essere vietata per legge agli arabi israeliani, e i trasgressori puniti con pene detentive fino a tre anni.

La bozza di legge – voluta dal partito di estrema destra Israel Beitenu del ministro degli Esteri Avigdor Lieberman - è stata approvata ieri da una commissione del governo di Tel Aviv e dovrebbe essere presentata questa settimana alla Knesset, il Parlamento israeliano.

“Si tratta di un primo passo per porre fine alla sovversione organizzata dal Movimento islamico israeliano”, ha detto il deputato di Israel Beitenu Alex Miller.
Soddisfatto si è detto anche Lieberman, secondo cui questa iniziativa "mira a rafforzare l’unità dello Stato di Israele".

Non sono mancate, tuttavia, le reazioni contrarie anche all’interno della compagine di governo, di cui fanno parte anche Likud e Laburisti.

Secondo Michael Eytan, del partito Likud, la mozione “fa solo il gioco dei nostri nemici” e non otterrà il risultato voluto.

La messa al bando della Nakba è stata bocciata anche dal laburista Isaac Herzog, ministro degli Affari sociali, secondo cui la legge "potrebbe danneggiare la libertà di espressione e di manifestazione, e raggiungere l’obiettivo opposto – ossia aumentare l’alienazione (degli arabi israeliani) e rafforzare l’estremismo".

Infine, Hadash, il principale partito arabo di Israele, ha definito la proposta "razzista e immorale”, oltre che "un pesante oltraggio ai diritti politici e democratici".

Democrazia in crisi

La “catastrofe” palestinese viene celebrata ogni anno, il 15 maggio, dai palestinesi sparsi in tutto il mondo arabo.

Circa 700mila palestinesi, 61 anni fa, furono costretti ad abbandonare le proprie case nel corso della guerra con Israele che portò alla creazione dello Stato ebraico.

Oggi, all’interno di Israele vive oltre un milione di palestinesi, che costituisce circa il 20 per cento della popolazione dello Stato.

La proposta di abolire la Nakba è stata avanzata altre volte in passato, ma senza successo. Adesso tuttavia – affermano gli osservatori – è concreto il rischio che la bozza trovi il sostegno dell’attuale esecutivo di Tel Aviv, fortemente spostato a destra, e diventi legge.

Sempre oggi, il partito di Lieberman ha proposto che gli arabi-israeliani che vogliono ottenere la carta di identità giurino fedeltà allo Stato "ebraico, sionista e democratico".

Queste iniziative, ha commentato l’Associazione per i diritti civili in Israele (Acri), sono "segni inequivocabili che la democrazia sta perdendo colpi".

(fonte: Bbc News, Ansa)


Link originale :

http://www.osservatorioiraq.it/modules.php?name=News&file=article&sid=7656

 

Link a questa pagina :

http://www.terrasantalibera.org/Israele_dimenticare_Nakba.htm

 

Foto - Alleanza per la Terra Santa Libera - maggio 2009

 

 

 
 

 

 

 

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