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D’ora in poi, la celebrazione della
“catastrofe” del ’48 potrebbe essere vietata per legge agli arabi
israeliani. Approvata dal governo la bozza di Israel Beitenu, che
chiede ai palestinesi anche un giuramento di fedeltà allo Stato
"ebraico, sionista e democratico"
D’ora in poi, la celebrazione della Nakba – la “catastrofe”
palestinese che coincide con la creazione dello Stato di Israele nel
1948 – potrebbe essere vietata per legge agli arabi israeliani, e i
trasgressori puniti con pene detentive fino a tre anni.
La bozza di legge – voluta dal partito di estrema destra Israel
Beitenu del ministro degli Esteri Avigdor Lieberman - è stata
approvata ieri da una commissione del governo di Tel Aviv e dovrebbe
essere presentata questa settimana alla Knesset, il Parlamento
israeliano.
“Si tratta di un primo passo per porre fine alla sovversione
organizzata dal Movimento islamico israeliano”, ha detto il deputato
di Israel Beitenu Alex Miller.
Soddisfatto si è detto anche Lieberman, secondo cui questa
iniziativa "mira a rafforzare l’unità dello Stato di Israele".
Non sono mancate, tuttavia, le reazioni contrarie anche all’interno
della compagine di governo, di cui fanno parte anche Likud e
Laburisti.
Secondo Michael Eytan, del partito Likud, la mozione “fa solo il
gioco dei nostri nemici” e non otterrà il risultato voluto.
La messa al bando della Nakba è stata bocciata anche dal laburista
Isaac Herzog, ministro degli Affari sociali, secondo cui la legge
"potrebbe danneggiare la libertà di espressione e di manifestazione,
e raggiungere l’obiettivo opposto – ossia aumentare l’alienazione
(degli arabi israeliani) e rafforzare l’estremismo".
Infine, Hadash, il principale partito arabo di Israele, ha definito
la proposta "razzista e immorale”, oltre che "un pesante oltraggio
ai diritti politici e democratici".
Democrazia in crisi
La “catastrofe” palestinese viene celebrata ogni anno, il 15 maggio,
dai palestinesi sparsi in tutto il mondo arabo.
Circa 700mila palestinesi, 61 anni fa, furono costretti ad
abbandonare le proprie case nel corso della guerra con Israele che
portò alla creazione dello Stato ebraico.
Oggi, all’interno di Israele vive oltre un milione di palestinesi,
che costituisce circa il 20 per cento della popolazione dello Stato.
La proposta di abolire la Nakba è stata avanzata altre volte in
passato, ma senza successo. Adesso tuttavia – affermano gli
osservatori – è concreto il rischio che la bozza trovi il sostegno
dell’attuale esecutivo di Tel Aviv, fortemente spostato a destra, e
diventi legge.
Sempre oggi, il partito di Lieberman ha proposto che gli
arabi-israeliani che vogliono ottenere la carta di identità giurino
fedeltà allo Stato "ebraico, sionista e democratico".
Queste iniziative, ha commentato l’Associazione per i diritti civili
in Israele (Acri), sono "segni inequivocabili che la democrazia sta
perdendo colpi".
(fonte: Bbc News, Ansa)
Link originale :
http://www.osservatorioiraq.it/modules.php?name=News&file=article&sid=7656
Link a questa pagina :
http://www.terrasantalibera.org/Israele_dimenticare_Nakba.htm
Foto -
Alleanza per la Terra
Santa Libera - maggio 2009
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