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LE
ULTIME penose SPARATE DI MAGDI ALLAM
ED IL SUO NUOVO TENTATIVO DI ISTIGAZIONE ALLO SCONTRO DI
CIVILTÀ
Ci
scusiamo per il ritardo (dovuto a più importanti notizie di
cronaca da comunicare) nel riportare testi e commenti riguardo
alle ultime esternazioni propagandistiche di uno dei portavoce di
Sion in Italia, che non si è risparmiato alcuna performance pur di
farsi accreditare presso il grande pubblico (performance senza le
quali nessuno si accorgerebbe neppure che esista, in quanto
scrittore e giornalista men che mediocre)
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Presentiamo un
commento del prof. Antonio Caracciolo, apparso sul suo blog
"Civium Libertas", riguardo a comportamenti, dubbiosamente
animati da spirito di fede cristiana autentica, del
"neo-convertito" Magdi Allam.
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Quindi a seguire
la presenzazione integrale del provocatorio testo dell'Allam
inviato a Sua Santità Benedetto XVI.
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Successivamente
riportiamo anche il recente comunicato congiunto, riportato
dall'Agenzia Zenit, non sospettabile di filoislamismo, emesso a
Cipro alla fine dell'incontro interconfessionale promosso dalla
Comunità Sant'Egidio.
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Alcune
dichiarazioni provenienti dalla Santa Sede, riportate
dall'Agenzia Fides, non sospettabile anch'essa di filoislamismo,
concludono questa pagina.
Quello che è
incomprensibile è come possa risultare credibile, per molti
cristiani, il comportamento di un soggetto che, in nome della
carità, istiga la cristianità alla guerra e allo scontro di
civiltà...non ce ne fossero già abbastanza di conflitti...
Magdi Allam è quindi
il portavoce dell'integralismo cattolico?
Verrebbe da ridere,
se non fosse tragico, che un impostore dell'ultima ora sia stato
così abile da abbindolare così tanti cattolici, i quali intanto
non si accorgono come il filo-sionista Allam taccia sull'esodo
della cristianità dai luoghi Santi di Palestina, a causa non del
fondamentalismo islamico, come a tutti i costi vorrebbero farci
credere (...e molti ci cascano pure...) le agenzie telecomandate
dalla lobby della setta, ma per via delle persecuzioni nei
confronti della popolazione araba da parte del suo tanto amato
Israele.
Chi sia stato in
Terra Santa può ben capire le menzogne che questo e altri
agitatori di professione spargono a piene mani tra la popolazione
inconsapevole della realtà.
Intanto aspettiamo
il seguito a "Viva Israele", "Viva la Palestina", scritto con la
stessa enfasi di amore e carità con cui ha scritto questa
commovente lettera.
Una conversione e
una posizione "crociata" decisamente dubbia quella del Magdi, al
punto di chiedersi: QUI PRODEST ?
Qualche dubbio sulla “conversione” di
Magdi in quel di Lecce
del prof
Antonio Caracciolo
– Benché battezzato e frequentatore di parrocchie ed amico di non
pochi preti e praticanti la fede cattolica, io stesso non mi dico
e non mi considero cattolico. Penso però di avere una cultura
nella fede cattolica maggiore di quella dello stesso Magdi ora
“Cristiano” Allam, mentre mi dichiaro totale ignorante delle fede
musulmana o islamica. Non sono però disponibile alla
criminalizzazione o al vilipendio di nessuna fede religiosa, cosa
che Magdi Allam certamente fa con la sua fede di provenienza. Dico
subito che non ho nessuna fede nella conversione di Magdi Allam.
Se la sua doveva essere un “testimonianza”, è stata una pessima
testimonianza che non ha giovato né al al cattolicesimo né a
all’Islam. Penso che ad esserne maggiormente danneggiato da una
simile conversione sia proprio il cattolicesimo. A meno che – e ci
sarebbe da aspettarselo – Magdi non pretenda di tener pulpito
contemporaneamente dentro una chiesa cattolico e dentro una
moschea, credo che i musulmani possano tirare un sospiro di
sollievo per essersi liberati dal loro seno di un pessimo
soggetto. Ciò che mi riesce strano è che ci siano persone che
possano attribuire del credito ad un Magdi Cristiano ah ah Allam.
Religioni fortemente dogmatiche come il cattolicesimo possono
essere distrutte molto più dal ridicolo che non dall’avanzare
dello scetticismo e del relativismo. Con Magdi Allam, la cui
inautenticità è chiara alle pietre della via, siamo in questo
caso. Auguri ai leccesi! Ridicolo a parte, ciò che invece resta
serio e preoccupante è la funzione che Allam sembra essersi
ritagliata con la sua “conversione”: quella di produrre una
conflittualità ed una contrapposizione fra cristianesimo e Islam.
Se qualcuno cadesse in questa trappola, credo che sarebbe proprio
uno stupido. Credo però di conoscere abbastanza il buon senso
degli italiani, cattolici compresi, per esser certo che nessuno
presterà ascolto agli anatemi magdalliani pronunciati da un
pulpito cattolico contro i musulmani che vivono in Italia e fuori
d’Italia. Il tempo delle crociate è finito da parecchi secoli.
8.
Magdi a Piacenza. – Magdi Cristiano ah ah Allam sta girando in
tourné per presentare il suo libro su “Gesù”. Non saprei come
esprimere il mio stupore per l’indubbia attenzione di cui il
personaggio gode. Forse è la stessa cosa di quando vediamo un film
che ci sembra di una grande stupidità ma che però ha un suo vasto
pubblico. La cosa ci stupisce, ma forse dobbiamo solo renderci
consapevoli della nostra diversità che ci rende lontani dal gran
pubblico, diciamo pure da una massa sempre più istupidita da media
e da personaggi mediatici come appunto Magdi, premiata ditta in
Israele.
9.
Magdi Cristiano ah ah Allam, «strenuo protagonista, testimone e
costruttore della Civiltà Cristiana». – Quando dicevo che
Magdi si sarebbe messo a fare concorrenza al papa pensavo di
scherzare, ma invece la realtà supera lo scherzo. Dopo esser
uscita da apostata dalla fede musulmana, Magdi prova invidia e
malessere per gli incontri interreligiosi fra musulmano e
cattolici che in questi giorni si svolgono a porte chiuse. Magari
voleva esserci anche lui, Magdi. Con la sua esperienza della fede
vecchia e nuova, eroe delle due fedi, oltre che dei due mondi,
avrebbe potuto essere di grande aiuto. Dissente invece con il
papa: proprio con in papa che in genere non ammetto dissenso, con
lui, l’Infallibile. Cristiano non ha ancora imparato abbastanza il
catechismo. È duro riportare le scempiaggini del vicedirettore ad
persona del “Corriere della Sera”, che almeno si serve del suo
blog e non del maggiore quotidiano nazionale per sparare parole a
vanvera. Proprio mentre le due fedi sembrano accordarsi sulla
negatività della vaga nozione di Occidente e la chiesa cattolica
sembra ben lieta di tenere le distanze da un simile vuoto
concetto, eccolo Magdi il neoconvertito, fanatico come e più di
prima, a seminare zizzania, a dire “fratelli, carne e sangue,
scannatevi per la maggior gloria del dio cristiano e musulmano”. È
difficile immaginare tanta sconsideratezza. Ed è ancora più
difficile credere che Magdi sia riuscito a trovare un seguito,
stando a giudicare dalla sua lista di amici, dove troviamo una
Danielle Sussmann: e fin qui nulla di strano. Sono fra di loro. Il
“colluso” è un termine che qui riaffiora dopo essere stato
applicato ai docenti universitari colpevolizzati per aver tenuto
convegn insieme con islamici. Adesso ad essere “colluso” con
l’Islam è tutto l’Occidente! Riclica la radici
“giudaico-cristiane” senza sospettare nessuna contraddizione di
termini sul piano concettuale e su quello storico. La dottrina
dell’«odio» su cui ha tanto investito il Mossad viene qui
riciclata in un contesto teologico-filosofico che mal si presta
alla propaganda di guerra volta alla delegittimazione della parte
politica, cioè i palestinesi, verso la quale si è in un grave
deficit morale, che nessuno meglio dei porporati in convegno è in
grado di valutare e demistificare.
L’incredibile Magdi si rivolge al papa dicendogli che poveretto
«non si rende conto» di quelle cose che Magdi gli sta spiegando.
Considerando che si tratta dell’ultimo monarca assoluto della
terra, a prescindere della sua figura religiosa, abbiamo qui un
bel reato di “lesa maestà” verso il capo politico e religioso di
un milardi di cattolici sulla carta. Gli dice quel che deve fare!
Insulta Maometto proprio nel momento in cui si sta faticosamente
ricucendo lo stratto del discorso di Ratisbona. Incita alla guerra
religiosa ed alle nuove crociate! La conversione di Magdi
Cristiano ah ah Allam è presentata come un fatto epocale! Mi
chiedo quanti come me ne avranno riso a creparelle e quanto una
simile conversione accettata con grande pubblicità non abbia reso
ancor meno credibile lo stesso cattolicesimo. Quale testimonianza
può venire da un Magdi Cristiano ah ah Allam? Testimonianza di
che? Dispensa pure una tirata di orecchie all’arcivescovo che gli
gli ha prestato la piazza. Ci mette pure la guerra del giugno 67,
interpretata per l’occasione. È difficile andare fino in fondo
alla lettura: tanta è l’idiozia e l’improntitudine del testo. Mi
chiedo come Magdi abbia potuto fare tanta strada nel mondo, ed
arricchirsi pure! Misteri gloriosi della fede. Il “corretto”
(“islamicamente corretto” ripetuto tre o quattro volte) costoro lo
hanno nel sangue, un sangue “corretto”. Adesso non solo il papa,
ma anche la chiesa è tutta quanta apostrofata, perché «non si
rende conto»: doveva essere l’ultimo arrivato a doverglielo dire.
È arrivato otto secolo dopo la fine delle crociate, che adesso
vorrebbe ripristinare, magari con una bella alleanza
giudaico-cristiana-yankies contro Maometto. Basta! È troppo.
(continua…)
Testo integrale al
link :
http://civiumlibertas.blogspot.com/2008/04/israel-lobby-9-magdi-cristiano-allam-e.html#nove
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Lettera aperta di Magdi Allam al Papa Benedetto XVI
"PUÒ
LA CHIESA LEGITTIMARE L’ISLAM
COME RELIGIONE E CONSIDERARE MAOMETTO UN PROFETA?"
Appello
al Santo Padre perché faccia chiarezza sulla deriva
relativista e islamicamente corretta che ha portato alti
prelati cattolici a legittimare l'islam come religione e a
trasformare le chiese e le parrocchie in sale da preghiera e
di raduno degli estremisti islamici.
di Magdi Cristiano Allam
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A Sua Santità il Papa
Benedetto XVI,
Mi rivolgo direttamente a
Lei, Vicario di Cristo e Capo della Chiesa Cattolica, con
deferenza da sincero credente nella fede in Gesù e da strenuo
protagonista, testimone e costruttore della Civiltà cristiana,
per manifestarLe la mia massima preoccupazione per la grave
deriva religiosa ed etica che si è infiltrata e diffusa in
seno alla Chiesa. Al punto che mentre al vertice della Chiesa
taluni alti prelati e persino dei suoi stretti collaboratori
sostengono apertamente e pubblicamente la legittimità
dell’islam quale religione e accreditano Maometto come un
profeta, alla base della Chiesa altri sacerdoti e parroci
trasformano le chiese e le parrocchie in sale da preghiera e
da raduno degli integralisti ed estremisti islamici che
perseguono lucidamente e indefessamente la strategia di
conquista del territorio e delle menti di un Occidente
cristiano che, come Lei stesso l’ha definito, “odia se
stesso”, ideologicamente ammalato di nichilismo, materialismo,
consumismo, relativismo, islamicamente corretto, buonismo,
laicismo, soggettivismo giuridico, autolesionismo,
indifferentismo, multiculturalismo.
Si tratta di una guerra di
conquista islamica che ha trasformato l’Occidente cristiano in
una roccaforte dell’estremismo islamico al punto da “produrre”
terroristi suicidi islamici con cittadinanza occidentale, dove
la minaccia più seria non è tanto quella degli efferati
tagliatori di teste che impugnano le armi, quanto quella dei
subdoli tagliatori di lingue che hanno eretto la
dissimulazione a precetto di fede islamica, dando vita a uno
stato islamico in seno allo stato di diritto, basato su
un’ampia rete di moschee e di scuole coraniche dove si predica
l’odio, si inculca la fede nel cosiddetto “martirio” islamico,
si pratica il lavaggio di cervello per trasformare le persone
in combattenti della guerra santa islamica; di enti
caritatevoli e assistenziali islamici che in cambio di aiuti
materiali plagiano e sottomettono le menti; di banche
islamiche che controllano fette sempre più ampie della finanza
e dell’economia mondiale accreditando il diritto islamico; di
veri e propri tribunali islamici che in Gran Bretagna sono già
riusciti a imporre la sharia, la legge islamica, equiparata al
diritto civile su questioni attinenti allo statuto personale e
familiare, anche se assumono delle sentenze che violano i
diritti fondamentali dell’uomo, quale la legittimazione della
poligamia e la discriminazione della donna. Questi sono fatti:
ci si creda o meno, piacciano o meno, ma sono fatti reali,
oggettivi, innegabili.
Questa conquista islamica
delle menti e del territorio si è resa possibile per l’estrema
fragilità interiore dell’Occidente cristiano: sono due facce
della stessa medaglia. Il nostro Occidente emerge sempre più
come un colosso di materialità dai piedi d’argilla perché
senz’anima, in profonda crisi di valori, che tradisce la
propria identità non volendo riconoscere la verità storica ed
oggettiva delle radici giudaico-cristiane della propria
civiltà. E’ un Occidente ideologicamente e concretamente
colluso con l’avanguardia dell’esercito di conquista islamico
che mira a riesumare il mito e l’utopia della “Umma”, la
Nazione islamica, invocando il Corano che legittima l’odio, la
violenza e la morte, ed evocando il pensiero e l’azione di
Maometto che ha dato l’esempio commettendo efferati crimini,
come quello che lo vide personalmente partecipe della strage e
della decapitazione di oltre 700 ebrei della tribù dei Banu
Quraizah nel 627 alle porte di Medina.
Ebbene, Sua Santità, come
non ci si può rendere conto che la disponibilità, o peggio
ancora la collusione con l’islam come religione, che a
dispetto delle apparenze mette a repentaglio l’amore cristiano
per i musulmani come persone, culmina nel rinnegare la fede
nel Dio che si è fatto Uomo e nel cristianesimo che è
testimonianza di Verità, Vita, Amore, Libertà e Pace? Ecco
perché oggi è vitale per il bene comune della Chiesa
cattolica, per l’interesse generale della Cristianità e della
stessa Civiltà occidentale che Lei si pronunci in modo chiaro
e vincolante per l’insieme dei fedeli sul quesito di fondo
alla base di questa deleteria deriva religiosa ed etica che
sta screditando la hiesa, scardinando le certezze valoriali e
identitarie dell’Occidente cristiano, trascinando al suicidio
della nostra civiltà: è concepibile che la Chiesa legittimi
sostanzialmente l’islam come religione spingendosi fino al
punto da considerare Maometto come un profeta?
Sua Santità, mi limiterò a
indicarLe due recenti episodi di cui sono stato testimone.
Mercoledì scorso, 15 ottobre 2008, l’arcivescovo di Brindisi,
monsignor Rocco Talucci, mi ha fatto l’onore prima di
accogliermi nella sede della Curia Arcivescovile verso le 17
e, mezz’ora dopo, di partecipare alla presentazione
dell’autobiografia della mia conversione dall’islam al
cattolicesimo “Grazie Gesù” nella Sala della Camera di
Commercio di Brindisi. Ad organizzare il tutto è stata la mia
cara amica Mimma Piliego, medico di base, volontaria presso il
Seminario Papa Benedetto XVI e la Comunità Emmanuel, dedita al
recupero dei tossicodipendenti. L’ho citata in “Grazie Gesù”
come una delle testimoni di fede che mi hanno affascinato per
la sua spiritualità.
L’arcivescovo mi è subito
parso un fine diplomatico, attento a valutare sempre i pro e i
contro di ogni situazione, cercando di accontentare tutti e di
non irritare nessuno. Non è esattamente il tipo di Pastore
della Chiesa o più semplicemente di persona che prediligo,
anche se mi sforzo di immedesimarmi nella condizione altrui
per comprendere le ragioni profonde di chi trasforma
l’equilibrismo esistenziale in prassi quotidiana, finendo per
condizionare e determinare la stessa scelta di vita. Senonché
la mia disponibilità alla comprensione delle ragioni altrui è
venuta meno quando, intervenendo dopo la mia presentazione del
libro, l’arcivescovo Talucci ha qualificato Maometto come “un
profeta” e ha sostanzialmente legittimato l’islam come
religione in quanto “espressione dell’aspirazione dell’uomo ad
elevarsi a Dio”. Non è assolutamente mia intenzione sollevare
un caso personale nei confronti dell’arcivescovo Talucci.
Perché non è affatto un caso isolato. Magari fosse così!
Purtroppo è un atteggiamento diffuso in seno alla Chiesa
cattolica odierna.
Il secondo episodio
concerne il cardinale Jean-Louis Tauran, Presidente del
Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso.
Intervenendo al Meeting di Comunione e Liberazione a Rimini il
25 agosto 2008, nel corso di una conferenza stampa che ha
preceduto l’incontro pubblico dal titolo “Le condizioni della
pace”, ha ripetuto la tesi da lui già sostenuta in passato,
secondo cui le religioni sarebbero di per sé “fattori di
pace”, ma che farebbero paura a causa di “alcuni credenti” che
hanno “tradito la loro fede”, mentre in realtà tutte le fedi
sarebbero “portatrici di un messaggio di pace e fraternità”.
La tesi del cardinale
Tauran è che le religioni sarebbero intrinsecamente buone e
che quindi lo sarebbe anche l’islam. Ne consegue che se oggi
l’estremismo e il terrorismo islamico sono diventati la
principale emergenza per la sicurezza e stabilità
internazionale, ciò si dovrebbe imputare a una minoranza
“cattiva” che interpreterebbe in modo distorto il “vero
islam”, mentre la maggioranza dei musulmani sarebbe “buona”
nel senso di rispettosa dei diritti fondamentali e dei valori
non negoziabili che sono alla base della comune civiltà
dell’uomo.
La realtà oggettiva, lo
dico con serenità e animato da un intento costruttivo, è
esattamente il contrario di ciò che immagina il cardinale
Tauran. L’estremismo e il terrorismo islamico sono il frutto
maturo di chi, a partire dalla sconfitta degli eserciti arabi
nella guerra contro Israele del 5 giugno 1967 che ha segnato
il tramonto dell’ideologia laica, socialista e guerrafondaia
del panarabismo, innalzando il vessillo del panislamismo ha
voluto essere sempre più aderente al dettame del Corano e al
pensiero e all’azione di Maometto. La verità, dunque, è che
l’estremismo e il terrorismo islamico corrispondono
genuinamente al “vero islam” che è un tutt’uno con il Corano
che a sua volta è considerato un tutt’uno con Allah, opera
increata al pari di Dio, così come corrispondono al pensiero e
all’azione di Maometto.
Alla radice del male non vi
è dunque una minoranza di uomini “cattivi”, responsabili del
degrado generale, mentre le religioni sarebbero tutte
ugualmente “buone”. La verità è che le religioni sono diverse,
mentre gli uomini – al di là della fede e della cultura di
riferimento - potrebbero essere accomunati dal rispetto di
regole e di valori comuni. La verità è che il cristianesimo e
l’islam sono totalmente differenti: il Dio che si è fatto uomo
incarnato in Gesù, che ha condiviso la vita, la verità,
l’amore e la libertà con altri uomini fino al sacrificio della
propria vita, non ha nulla in comune con Allah che si è fatto
testo incartato nel Corano, che s’impone sugli uomini in modo
arbitrario, che ha legittimato un’ideologia e una prassi di
odio, violenza e morte perseguita da Maometto e dai suoi
seguaci per diffondere l’islam.
La verità, lo dico sulla
base dell’oggettività della realtà manifesta e della
consapevolezza legata all’esperienza diretta, è che non esiste
un “islam moderato”, così come invece ha sostenuto lo stesso
cardinale Tauran, mentre certamente ci sono dei “musulmani
moderati”. Sono tutti quei musulmani che, al pari di qualsiasi
altra persona, rispettano i diritti fondamentali dell’uomo e
quei valori che non sono negoziabili in quanto sostanziano
l’essenza della nostra umanità: la sacralità della vita, la
dignità della persona, la libertà di scelta.
L’amara verità è che quella
parte della Chiesa ammalata di relativismo e di islamicamente
corretto rischia di diventare più islamica degli stessi
islamici. Mi domando se la Chiesa si rende conto dell’arbitrio
commesso nell’assumere la tesi del Corano creato anziché
increato, al fine di consentire l’interpretazione e la
contestualizzazione storica dei versetti, quindi la
rappresentazione di un islam dove fede e ragione sarebbero del
tutto compatibili, quando storicamente e a tutt’oggi la
stragrande maggioranza dei musulmani crede in un Corano
increato al pari di Allah, dove i versetti hanno un valore
assoluto, universale, eterno, immodificabili? Come può la
Chiesa prestarsi al gioco di chi strumentalmente e
ideologicamente decontestualizza, scorpora, seleziona
arbitrariamente il contenuto e il messaggio coranico, al fine
di evidenziare quei versetti che estrapolati da ciò che
precede e ciò che segue, consentirebbero di affermare
l’esistenza di un “islam moderato”? Come può la Chiesa
legittimare sostanzialmente un sedicente “islam moderato”,
finendo per accreditare un personaggio abietto e criminale,
che non ha avuto alcuna remora a ricorrere a tutti i mezzi,
compreso lo sterminio di chi non aderiva all’islam, per
sottometterli alla sua mercé?
Mi domando se la Chiesa si
rende conto che se non afferma e non si erge a testimone
dell’unicità, assolutezza, universalità ed eternità della
Verità in Cristo, finisce per rendersi complice nella
costruzione di un pantheon mondiale delle religioni, dove
tutti ritengono che ciascuna religione sia depositaria di una
parte della verità, anche se ciascuna religione si
auto-attribuisce il monopolio della verità? Perché stupirsi
poi del fatto che il cristianesimo, posto sullo stesso piano
di una miriade di fedi e ideologie che danno le risposte più
disparate ai bisogni spirituali, cessi di affascinare,
persuadere e conquistare la mente e i cuori degli stessi
cristiani, che disertano sempre più le chiese, che rifuggono
dalla vocazione sacerdotale e più in generale che escludono la
dimensione religiosa dalla propria vita?
Per me il cristianesimo non
è una religione “migliore” dell’islam, o la religione
“completa” dal messaggio “compiuto” rispetto ad un islam
considerato come una religione “incompleta” dal messaggio
“incompiuto”. Per me il cristianesimo è l’unica religione
vera, perché è vero Gesù, il Dio che si fa uomo e che ha
testimoniato in mezzo a noi uomini tramite le opere buone la
verità, il fascino, la ragionevolezza e la bontà del
cristianesimo. Per me l’islam che riconosce un Gesù solo
umano, che pertanto condanna il cristianesimo come eresia
perché crede nella divinità di Gesù e come idolatria perché
crede nel dogma della Santissima Trinità, è una falsa
religione, ispirata non da Dio ma dal demonio. Per me l’islam
che ottemperando alle prescrizioni coraniche ed emulando le
gesta di Maometto corrompe l’animo di chi si sottomette e
uccide il corpo di chi si rifiuta, è una religione
fisiologicamente violenta e si è rivelata storicamente
aggressiva e conflittuale, del tutto incompatibile con i
valori fondanti della comune civiltà umana.
Proprio la mia esperienza
di “musulmano moderato” che perseguiva il sogno di un “islam
moderato”, mi ha fatto comprendere che si può certamente
essere “musulmani moderati” come persone ma che non esiste
affatto un “islam moderato”. Dobbiamo pertanto distinguere tra
la dimensione della persona da quella dalla religione. Con i
musulmani moderati, partendo dal rispetto dei diritti
fondamentali dell’uomo e dalla condivisione dei valori non
negoziabili della nostra umanità, si può dialogare e operare
per favorire la civile convivenza. Ma dobbiamo affrancarci
dall’errore diffuso che immagina che per poter amare i
musulmani si debba amare l’islam, che per rapportarsi in modo
dignitoso con i musulmani si debba attribuire pari dignità
all’islam.
Sua Santità Benedetto XVI,
la Chiesa, il Cristianesimo e la Civiltà occidentale oggi
stanno soccombendo per l’imperversare della piaga interna del
nichilismo e del relativismo di chi ha perso la propria anima,
sotto l’incalzare della guerra di conquista di natura
aggressiva dell’estremismo e del terrorismo islamico, in
aggiunta alla deriva di un mondo che si è globalizzato
ispirandosi alla modernità occidentale ma solo nella sua
dimensione materialista e consumista, mentre non ha affatto
recepito la sua dimensione spirituale e valoriale. Finendo per
avvantaggiare coloro che rincorrono una concezione
materialista e consumista della vita, scevra da valori e
regole, violando i diritti fondamentali dell’uomo, così come è
certamente il caso della Cina e dell’India. In questo contesto
assai critico e dalla prospettiva buia, Lei oggi rappresenta
un faro di Verità e di Libertà per tutti i cristiani e per
tutte le persone di buona volontà in Occidente e nel Mondo.
Lei è una Benedizione del Cielo che mantiene in piedi la
speranza nel riscatto morale e civile della Cristianità e
dell’Occidente. Ci ispiriamo a Lei e confidiamo nella sua
benedizione per ergerci a Costruttori della Civiltà Cristiana
in grado di promuovere un Movimento di riforma etica che
realizzi un’Italia, un’Europa, un Occidente e un Mondo di Fede
e Ragione. Che Dio l’assista nella missione che Le ha
conferito e che Dio ci accompagni nel comune cammino volto
all’affermazione della Verità, all’accreditamento del bene
comune e alla realizzazione dell’interesse generale
dell’umanità.
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EUROPA/CIPRO -
“Le religioni sanno che parlare di
guerra in nome di Dio è un assurdo ed è una bestemmia. Sono
convinte che dalla violenza e dal terrorismo non nasce un’umanità
migliore. Non credono al pessimismo dello scontro inevitabile tra
religioni e civiltà”: l’appello conclusivo del XXII Meeting
“Uomini e Religioni” promosso dalla Comunità di Sant’Egidio a
Cipro.
Roma
(Agenzia Fides)
– “Siamo in un passaggio difficile della storia. Tante sicurezze
sono scosse dalla crisi economica che attanaglia il mondo. Molti
sono pessimisti sul futuro. I paesi più ricchi concentrano la loro
attenzione sulla tutela dei loro cittadini. Ma un grande mondo di
poveri pagherà un duro prezzo di questa crisi. Troppi soffrono in
questo nostro mondo, per le guerre, la povertà, la violenza. Non
si può essere felici in un mondo così pieno di sofferenze. Non si
può chiudere il cuore alla compassione. Questo non è il tempo per
chiudersi nel pessimismo. Ma è l’ora di ascoltare il dolore di
tanti e di lavorare per fondare un nuovo ordine mondiale di pace.
La ricerca della giustizia, il dialogo, il rispetto dei più
deboli, sono gli strumenti per costruire questo nuovo ordine. Ma,
per fare questo, c’è bisogno di più spirito e di più senso di
umanità! Un mondo senza spirito diventa presto disumano.”
Sono alcuni stralci dell’Appello di Pace 2008 dei rappresentanti
religiosi, letto durante la cerimonia conclusiva del Meeting
Internazionale “Uomini e Religioni”, promosso dalla Comunità di
Sant’Egidio che si è svolto a Cipro sul tema “La Civiltà della
Pace: Religioni e Culture in Dialogo”, dal 16 al 18 novembre. I
leader religiosi hanno affidato l'Appello nelle mani di bambini di
nazionalità diversa i quali, a nome di ogni generazione, lo hanno
consegnato a loro volta agli ambasciatori e alle autorità presenti
che rappresentavano le nazioni del mondo intero.
“Le nostre tradizioni religiose, nelle loro differenze, dicono
forte che un mondo senza spirito non sarà mai umano: gridano che
lo spirito e l’umanità non possono essere calpestati dalla guerra;
chiedono pace – prosegue l’Appello -. Vogliono la pace, la
chiedono, la implorano nella preghiera da Dio. Le religioni sanno
che parlare di guerra in nome di Dio è un assurdo ed è una
bestemmia. Sono convinte che dalla violenza e dal terrorismo non
nasce un’umanità migliore.
Non credono al pessimismo dello scontro
inevitabile tra religioni e civiltà.
Sperano e pregano perché, tra i popoli e tra
gli uomini, si costruisca una comunità vera nella pace. Nessun
uomo, nessun popolo, nessuna comunità è un’isola. C’è sempre
bisogno dell’altro, dell’amicizia, del perdono e dell’aiuto
dell’altro”.
L’Appello sottolinea infine che “nessun odio, nessun conflitto,
nessun muro può resistere alla preghiera, all’amore paziente che
si fa dialogo, al perdono. Il dialogo non indebolisce, ma
rafforza”, invocando da Dio il grande dono della pace per la
preghiera di tutti i credenti, in quanto “nessuna guerra è mai
santa. Solo la pace è santa!”
Il Prof. Andrea Riccardi, Fondatore della Comunità di Sant’Egidio,
nel suo intervento alla cerimonia finale ha auspicato che “un
nuovo vento di pace possa soffiare sul vicino Medio Oriente,
sull’Iraq, sull’Africa sofferente”. Senza dubbio il vento di pace
è un dono di Dio, “ma gli uomini, le donne, i popoli hanno una
responsabilità grande: possono molto. La medicina del dialogo
permette di guarire tanti conflitti. Chi dialoga non fa la guerra
e non usa la violenza, perché ascolta e parla. Il dialogo svela
che l’uso della forza e la guerra non sono inevitabili. Il dialogo
non lascia indifesi, ma protegge. Non indebolisce, ma rafforza.
Trasforma l’estraneo e il nemico in qualcuno della tua famiglia,
mentre libera dal demone della violenza. Allora niente è perduto
con il dialogo, tutto è possibile con il dialogo. Le religioni
sono chiamate al gran compito di far crescere uno spirito di pace
tra gli uomini”.
Anche Ingrid Betancourt Pulecio ha preso la parola nella cerimonia
finale e, “a nome di tutti coloro che soffrono in tutti i
continenti, delle vittime dell’odio e della violenza tra gli
uomini”, ha implorato di comunicare a tutte le nazioni della terra
questo accorato appello: “Dite alle nazioni ‘Abbiate fede, non
arrendetevi!’ perché noi, che abbiamo sofferto e abbiamo perso
tutto, non abbiamo perso la speranza. Vi chiediamo di credere che
un mondo migliore è possibile, che il bene vince sempre il male, e
che i giorni a venire saranno l’inizio del tempo dello spirito,
che noi stavamo aspettando. I valori della nostra civiltà devono
cambiare: non più sete di potere e avidità, ma servizio e dono. Il
vero cambiamento deve cominciare in ciascuno di noi. È dalla somma
dei cambiamenti che ciascuno di noi è in grado di realizzare che
potremo costruire un mondo migliore. Noi siamo i costruttori di un
tempo nuovo, coloro che inaugurano un tempo nuovo dello spirito.
Ne siamo certi, nel profondo dei nostri cuori, il nostro è il
tempo opportuno perché i sogni diventino realtà. Con la fede tutto
è possibile”. (S.L.) (Agenzia Fides 19/11/2008)
Links:
Per ulteriori informazioni sul Meeting
http://santegidio.org
Il Forum
cattolico-musulmano
CITTA' DEL VATICANO, domenica, 9 novembre 2008
(ZENIT.org).- Il primo Seminario
del Forum cattolico-musulmano, svoltosi a Roma dal 4 al 6
novembre, è stato "un passo avanti significativo nel dialogo".
E' quanto osserva il portavoce
vaticano, padre Federico Lombardi, S.I., nell'editoriale di "Octava
Dies", settimanale del Centro Televisivo Vaticano, di cui è
direttore.
La Chiesa, ricorda, "svolge incontri
regolari con diversi gruppi di rappresentanti musulmani", ma
questo incontro "ha dimostrato la possibilità di entrare più
profondamente e francamente nei temi essenziali e di riuscire ad
esprimere con maggiore chiarezza e lealtà ciò che unisce e ciò che
differenzia".
La dichiarazione comune finale
"contiene affermazioni importanti sul rispetto della persona e
delle sue scelte in materia di coscienza e di religione, sulla
pari dignità di uomo e donna", constata, aggiungendo che "il
comune impegno per un mondo di giustizia e di pace discende dalla
fede comune nella creazione della persona umana da parte di un Dio
che ci ama e che ci chiama all'amore".
In questo contesto, Benedetto XVI
incoraggia la prosecuzione del dialogo, "che si è aperto in un
clima di fiducia, e che si spera si possa allargare a cerchie
sempre più ampie nel mondo cristiano e musulmano".
"L'evocazione delle situazioni
drammatiche da una parte e dall'altra", come "le minacce e l'esodo
dei cristiani nel Medio Oriente o le ancora recenti stragi dei
musulmani in Bosnia, le facili identificazioni fra le
responsabilità di persone o Stati e la fede che dicono di
professare", rendono il dialogo "complesso e difficile, ma non
debbono impedirlo e arrestarlo", sottolinea padre Lombardi.
Benedetto XVI,
conclude, termina "invitando a unire gli sforzi, al fine di
superare ogni incomprensione, a superare i pregiudizi e correggere
l'immagine distorta dell'altro".
"Il cammino rimane lungo, ma questo
passo è stato fatto nella direzione giusta".
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