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Anno III,  Comunicato  84 , del 22 Novembre  2008

 

 

 

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LE ULTIME penose SPARATE DI MAGDI ALLAM ED IL SUO NUOVO TENTATIVO DI ISTIGAZIONE ALLO SCONTRO DI CIVILTÀ

 

 

Ci scusiamo per il ritardo (dovuto a più importanti notizie di cronaca da comunicare) nel riportare testi e commenti riguardo alle ultime esternazioni propagandistiche di uno dei portavoce di Sion in Italia, che non si è risparmiato alcuna performance pur di farsi accreditare presso il grande pubblico (performance senza le quali nessuno si accorgerebbe neppure che esista, in quanto scrittore e giornalista men che mediocre)

  • Presentiamo un commento del prof. Antonio Caracciolo, apparso sul suo blog "Civium Libertas", riguardo a comportamenti, dubbiosamente animati da spirito di fede cristiana autentica, del "neo-convertito" Magdi Allam.

  • Quindi a seguire la presenzazione integrale del provocatorio testo dell'Allam inviato a Sua Santità Benedetto XVI.

  • Successivamente riportiamo anche il recente comunicato congiunto, riportato dall'Agenzia Zenit, non sospettabile di filoislamismo, emesso a Cipro alla fine dell'incontro interconfessionale promosso dalla Comunità Sant'Egidio.

  • Alcune dichiarazioni provenienti dalla Santa Sede, riportate dall'Agenzia Fides, non sospettabile anch'essa di filoislamismo, concludono questa pagina.

Quello che è incomprensibile è come possa risultare credibile, per molti cristiani, il comportamento di un soggetto che, in nome della carità, istiga la cristianità alla guerra e allo scontro di civiltà...non ce ne fossero già abbastanza di conflitti...

 

Magdi Allam è quindi il portavoce dell'integralismo cattolico?

 

Verrebbe da ridere, se non fosse tragico, che un impostore dell'ultima ora sia stato così abile da abbindolare così tanti cattolici, i quali intanto non si accorgono come il filo-sionista Allam taccia sull'esodo della cristianità dai luoghi Santi di Palestina, a causa non del fondamentalismo islamico, come a tutti i costi vorrebbero farci credere (...e molti ci cascano pure...) le agenzie telecomandate dalla lobby della setta, ma per via delle persecuzioni nei confronti della popolazione araba da parte del suo tanto amato Israele.

Chi sia stato in Terra Santa può ben capire le menzogne che questo e altri agitatori di professione spargono a piene mani tra la popolazione inconsapevole della realtà.

 

Intanto aspettiamo il seguito a "Viva Israele", "Viva la Palestina", scritto con la stessa enfasi di amore e carità con cui ha scritto questa commovente lettera.

 

Una conversione e una posizione "crociata" decisamente dubbia quella del Magdi, al punto di chiedersi: QUI PRODEST ?

 


Qualche dubbio sulla “conversione” di Magdi in quel di Lecce

del prof Antonio Caracciolo

 

– Benché battezzato e frequentatore di parrocchie ed amico di non pochi preti e praticanti la fede cattolica, io stesso non mi dico e non mi considero cattolico. Penso però di avere una cultura nella fede cattolica maggiore di quella dello stesso Magdi ora “Cristiano” Allam, mentre mi dichiaro totale ignorante delle fede musulmana o islamica. Non sono però disponibile alla criminalizzazione o al vilipendio di nessuna fede religiosa, cosa che Magdi Allam certamente fa con la sua fede di provenienza. Dico subito che non ho nessuna fede nella conversione di Magdi Allam. Se la sua doveva essere un “testimonianza”, è stata una pessima testimonianza che non ha giovato né al al cattolicesimo né a all’Islam. Penso che ad esserne maggiormente danneggiato da una simile conversione sia proprio il cattolicesimo. A meno che – e ci sarebbe da aspettarselo – Magdi non pretenda di tener pulpito contemporaneamente dentro una chiesa cattolico e dentro una moschea, credo che i musulmani possano tirare un sospiro di sollievo per essersi liberati dal loro seno di un pessimo soggetto. Ciò che mi riesce strano è che ci siano persone che possano attribuire del credito ad un Magdi Cristiano ah ah Allam. Religioni fortemente dogmatiche come il cattolicesimo possono essere distrutte molto più dal ridicolo che non dall’avanzare dello scetticismo e del relativismo. Con Magdi Allam, la cui inautenticità è chiara alle pietre della via, siamo in questo caso. Auguri ai leccesi! Ridicolo a parte, ciò che invece resta serio e preoccupante è la funzione che Allam sembra essersi ritagliata con la sua “conversione”: quella di produrre una conflittualità ed una contrapposizione fra cristianesimo e Islam. Se qualcuno cadesse in questa trappola, credo che sarebbe proprio uno stupido. Credo però di conoscere abbastanza il buon senso degli italiani, cattolici compresi, per esser certo che nessuno presterà ascolto agli anatemi magdalliani pronunciati da un pulpito cattolico contro i musulmani che vivono in Italia e fuori d’Italia. Il tempo delle crociate è finito da parecchi secoli.

8. Magdi a Piacenza. – Magdi Cristiano ah ah Allam sta girando in tourné per presentare il suo libro su “Gesù”. Non saprei come esprimere il mio stupore per l’indubbia attenzione di cui il personaggio gode. Forse è la stessa cosa di quando vediamo un film che ci sembra di una grande stupidità ma che però ha un suo vasto pubblico. La cosa ci stupisce, ma forse dobbiamo solo renderci consapevoli della nostra diversità che ci rende lontani dal gran pubblico, diciamo pure da una massa sempre più istupidita da media e da personaggi mediatici come appunto Magdi, premiata ditta in Israele.

9. Magdi Cristiano ah ah Allam, «strenuo protagonista, testimone e costruttore della Civiltà Cristiana». – Quando dicevo che Magdi si sarebbe messo a fare concorrenza al papa pensavo di scherzare, ma invece la realtà supera lo scherzo. Dopo esser uscita da apostata dalla fede musulmana, Magdi prova invidia e malessere per gli incontri interreligiosi fra musulmano e cattolici che in questi giorni si svolgono a porte chiuse. Magari voleva esserci anche lui, Magdi. Con la sua esperienza della fede vecchia e nuova, eroe delle due fedi, oltre che dei due mondi, avrebbe potuto essere di grande aiuto. Dissente invece con il papa: proprio con in papa che in genere non ammetto dissenso, con lui, l’Infallibile. Cristiano non ha ancora imparato abbastanza il catechismo. È duro riportare le scempiaggini del vicedirettore ad persona del “Corriere della Sera”, che almeno si serve del suo blog e non del maggiore quotidiano nazionale per sparare parole a vanvera. Proprio mentre le due fedi sembrano accordarsi sulla negatività della vaga nozione di Occidente e la chiesa cattolica sembra ben lieta di tenere le distanze da un simile vuoto concetto, eccolo Magdi il neoconvertito, fanatico come e più di prima, a seminare zizzania, a dire “fratelli, carne e sangue, scannatevi per la maggior gloria del dio cristiano e musulmano”. È difficile immaginare tanta sconsideratezza. Ed è ancora più difficile credere che Magdi sia riuscito a trovare un seguito, stando a giudicare dalla sua lista di amici, dove troviamo una Danielle Sussmann: e fin qui nulla di strano. Sono fra di loro. Il “colluso” è un termine che qui riaffiora dopo essere stato applicato ai docenti universitari colpevolizzati per aver tenuto convegn insieme con islamici. Adesso ad essere “colluso” con l’Islam è tutto l’Occidente! Riclica la radici “giudaico-cristiane” senza sospettare nessuna contraddizione di termini sul piano concettuale e su quello storico. La dottrina dell’«odio» su cui ha tanto investito il Mossad viene qui riciclata in un contesto teologico-filosofico che mal si presta alla propaganda di guerra volta alla delegittimazione della parte politica, cioè i palestinesi, verso la quale si è in un grave deficit morale, che nessuno meglio dei porporati in convegno è in grado di valutare e demistificare.

L’incredibile Magdi si rivolge al papa dicendogli che poveretto «non si rende conto» di quelle cose che Magdi gli sta spiegando. Considerando che si tratta dell’ultimo monarca assoluto della terra, a prescindere della sua figura religiosa, abbiamo qui un bel reato di “lesa maestà” verso il capo politico e religioso di un milardi di cattolici sulla carta. Gli dice quel che deve fare! Insulta Maometto proprio nel momento in cui si sta faticosamente ricucendo lo stratto del discorso di Ratisbona. Incita alla guerra religiosa ed alle nuove crociate! La conversione di Magdi Cristiano ah ah Allam è presentata come un fatto epocale! Mi chiedo quanti come me ne avranno riso a creparelle e quanto una simile conversione accettata con grande pubblicità non abbia reso ancor meno credibile lo stesso cattolicesimo. Quale testimonianza può venire da un Magdi Cristiano ah ah Allam? Testimonianza di che? Dispensa pure una tirata di orecchie all’arcivescovo che gli gli ha prestato la piazza. Ci mette pure la guerra del giugno 67, interpretata per l’occasione. È difficile andare fino in fondo alla lettura: tanta è l’idiozia e l’improntitudine del testo. Mi chiedo come Magdi abbia potuto fare tanta strada nel mondo, ed arricchirsi pure! Misteri gloriosi della fede. Il “corretto” (“islamicamente corretto” ripetuto tre o quattro volte) costoro lo hanno nel sangue, un sangue “corretto”. Adesso non solo il papa, ma anche la chiesa è tutta quanta apostrofata, perché «non si rende conto»: doveva essere l’ultimo arrivato a doverglielo dire. È arrivato otto secolo dopo la fine delle crociate, che adesso vorrebbe ripristinare, magari con una bella alleanza giudaico-cristiana-yankies contro Maometto. Basta! È troppo. 

(continua…) 

Testo integrale al link :

http://civiumlibertas.blogspot.com/2008/04/israel-lobby-9-magdi-cristiano-allam-e.html#nove

 


Lettera aperta di Magdi Allam al Papa Benedetto XVI

 "PUÒ LA CHIESA LEGITTIMARE L’ISLAM

COME RELIGIONE E CONSIDERARE MAOMETTO UN PROFETA?"

 Appello al Santo Padre perché faccia chiarezza sulla deriva relativista e islamicamente corretta che ha portato alti prelati cattolici a legittimare l'islam come religione e a trasformare le chiese e le parrocchie in sale da preghiera e di raduno degli estremisti islamici.

di Magdi Cristiano Allam

 

 

A Sua Santità il Papa Benedetto XVI,

Mi rivolgo direttamente a Lei, Vicario di Cristo e Capo della Chiesa Cattolica, con deferenza da sincero credente nella fede in Gesù e da strenuo protagonista, testimone e costruttore della Civiltà cristiana, per manifestarLe la mia massima preoccupazione per la grave deriva religiosa ed etica che si è infiltrata e diffusa in seno alla Chiesa. Al punto che mentre al vertice della Chiesa taluni alti prelati e persino dei suoi stretti collaboratori sostengono apertamente e pubblicamente la legittimità dell’islam quale religione e accreditano Maometto come un profeta, alla base della Chiesa altri sacerdoti e parroci trasformano le chiese e le parrocchie in sale da preghiera e da raduno degli integralisti ed estremisti islamici che perseguono lucidamente e indefessamente la strategia di conquista del territorio e delle menti di un Occidente cristiano che, come Lei stesso l’ha definito, “odia se stesso”, ideologicamente ammalato di nichilismo, materialismo, consumismo, relativismo, islamicamente corretto, buonismo, laicismo, soggettivismo giuridico, autolesionismo, indifferentismo, multiculturalismo.

Si tratta di una guerra di conquista islamica che ha trasformato l’Occidente cristiano in una roccaforte dell’estremismo islamico al punto da “produrre” terroristi suicidi islamici con cittadinanza occidentale, dove la minaccia più seria non è tanto quella degli efferati tagliatori di teste che impugnano le armi, quanto quella dei subdoli tagliatori di lingue che hanno eretto la dissimulazione a precetto di fede islamica, dando vita a uno stato islamico in seno allo stato di diritto, basato su un’ampia rete di moschee e di scuole coraniche dove si predica l’odio, si inculca la fede nel cosiddetto “martirio” islamico, si pratica il lavaggio di cervello per trasformare le persone in combattenti della guerra santa islamica; di enti caritatevoli e assistenziali islamici che in cambio di aiuti materiali plagiano e sottomettono le menti; di banche islamiche che controllano fette sempre più ampie della finanza e dell’economia mondiale accreditando il diritto islamico; di veri e propri tribunali islamici che in Gran Bretagna sono già riusciti a imporre la sharia, la legge islamica, equiparata al diritto civile su questioni attinenti allo statuto personale e familiare, anche se assumono delle sentenze che violano i diritti fondamentali dell’uomo, quale la legittimazione della poligamia e la discriminazione della donna. Questi sono fatti: ci si creda o meno, piacciano o meno, ma sono fatti reali, oggettivi, innegabili.

Questa conquista islamica delle menti e del territorio si è resa possibile per l’estrema fragilità interiore dell’Occidente cristiano: sono due facce della stessa medaglia. Il nostro Occidente emerge sempre più come un colosso di materialità dai piedi d’argilla perché senz’anima, in profonda crisi di valori, che tradisce la propria identità non volendo riconoscere la verità storica ed oggettiva delle radici giudaico-cristiane della propria civiltà. E’ un Occidente ideologicamente e concretamente colluso con l’avanguardia dell’esercito di conquista islamico che mira a riesumare il mito e l’utopia della “Umma”, la Nazione islamica, invocando il Corano che legittima l’odio, la violenza e la morte, ed evocando il pensiero e l’azione di Maometto che ha dato l’esempio commettendo efferati crimini, come quello che lo vide personalmente partecipe della strage e della decapitazione di oltre 700 ebrei della tribù dei Banu Quraizah nel 627 alle porte di Medina.

Ebbene, Sua Santità, come non ci si può rendere conto che la disponibilità, o peggio ancora la collusione con l’islam come religione, che a dispetto delle apparenze mette a repentaglio l’amore cristiano per i musulmani come persone, culmina nel rinnegare la fede nel Dio che si è fatto Uomo e nel cristianesimo che è testimonianza di Verità, Vita, Amore, Libertà e Pace? Ecco perché oggi è vitale per il bene comune della Chiesa cattolica, per l’interesse generale della Cristianità e della stessa Civiltà occidentale che Lei si pronunci in modo chiaro e vincolante per l’insieme dei fedeli sul quesito di fondo alla base di questa deleteria deriva religiosa ed etica che sta screditando la hiesa, scardinando le certezze valoriali e identitarie dell’Occidente cristiano, trascinando al suicidio della nostra civiltà: è concepibile che la Chiesa legittimi sostanzialmente l’islam come religione spingendosi fino al punto da considerare Maometto come un profeta?

Sua Santità, mi limiterò a indicarLe due recenti episodi di cui sono stato testimone. Mercoledì scorso, 15 ottobre 2008, l’arcivescovo di Brindisi, monsignor Rocco Talucci, mi ha fatto l’onore prima di accogliermi nella sede della Curia Arcivescovile verso le 17 e, mezz’ora dopo, di partecipare alla presentazione dell’autobiografia della mia conversione dall’islam al cattolicesimo “Grazie Gesù” nella Sala della Camera di Commercio di Brindisi. Ad organizzare il tutto è stata la mia cara amica Mimma Piliego, medico di base, volontaria presso il Seminario Papa Benedetto XVI e la Comunità Emmanuel, dedita al recupero dei tossicodipendenti. L’ho citata in “Grazie Gesù” come una delle testimoni di fede che mi hanno affascinato per la sua spiritualità.

L’arcivescovo mi è subito parso un fine diplomatico, attento a valutare sempre i pro e i contro di ogni situazione, cercando di accontentare tutti e di non irritare nessuno. Non è esattamente il tipo di Pastore della Chiesa o più semplicemente di persona che prediligo, anche se mi sforzo di immedesimarmi nella condizione altrui per comprendere le ragioni profonde di chi trasforma l’equilibrismo esistenziale in prassi quotidiana, finendo per condizionare e determinare la stessa scelta di vita. Senonché la mia disponibilità alla comprensione delle ragioni altrui è venuta meno quando, intervenendo dopo la mia presentazione del libro, l’arcivescovo Talucci ha qualificato Maometto come “un profeta” e ha sostanzialmente legittimato l’islam come religione in quanto “espressione dell’aspirazione dell’uomo ad elevarsi a Dio”. Non è assolutamente mia intenzione sollevare un caso personale nei confronti dell’arcivescovo Talucci. Perché non è affatto un caso isolato. Magari fosse così! Purtroppo è un atteggiamento diffuso in seno alla Chiesa cattolica odierna.

Il secondo episodio concerne il cardinale Jean-Louis Tauran, Presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso. Intervenendo al Meeting di Comunione e Liberazione a Rimini il 25 agosto 2008, nel corso di una conferenza stampa che ha preceduto l’incontro pubblico dal titolo “Le condizioni della pace”, ha ripetuto la tesi da lui già sostenuta in passato, secondo cui le religioni sarebbero di per sé “fattori di pace”, ma che farebbero paura a causa di “alcuni credenti” che hanno “tradito la loro fede”, mentre in realtà tutte le fedi sarebbero “portatrici di un messaggio di pace e fraternità”.

La tesi del cardinale Tauran è che le religioni sarebbero intrinsecamente buone e che quindi lo sarebbe anche l’islam. Ne consegue che se oggi l’estremismo e il terrorismo islamico sono diventati la principale emergenza per la sicurezza e stabilità internazionale, ciò si dovrebbe imputare a una minoranza “cattiva” che interpreterebbe in modo distorto il “vero islam”, mentre la maggioranza dei musulmani sarebbe “buona” nel senso di rispettosa dei diritti fondamentali e dei valori non negoziabili che sono alla base della comune civiltà dell’uomo.

La realtà oggettiva, lo dico con serenità e animato da un intento costruttivo, è esattamente il contrario di ciò che immagina il cardinale Tauran. L’estremismo e il terrorismo islamico sono il frutto maturo di chi, a partire dalla sconfitta degli eserciti arabi nella guerra contro Israele del 5 giugno 1967 che ha segnato il tramonto dell’ideologia laica, socialista e guerrafondaia del panarabismo, innalzando il vessillo del panislamismo ha voluto essere sempre più aderente al dettame del Corano e al pensiero e all’azione di Maometto. La verità, dunque, è che l’estremismo e il terrorismo islamico corrispondono genuinamente al “vero islam” che è un tutt’uno con il Corano che a sua volta è considerato un tutt’uno con Allah, opera increata al pari di Dio, così come corrispondono al pensiero e all’azione di Maometto.

Alla radice del male non vi è dunque una minoranza di uomini “cattivi”, responsabili del degrado generale, mentre le religioni sarebbero tutte ugualmente “buone”. La verità è che le religioni sono diverse, mentre gli uomini – al di là della fede e della cultura di riferimento - potrebbero essere accomunati dal rispetto di regole e di valori comuni. La verità è che il cristianesimo e l’islam sono totalmente differenti: il Dio che si è fatto uomo incarnato in Gesù, che ha condiviso la vita, la verità, l’amore e la libertà con altri uomini fino al sacrificio della propria vita, non ha nulla in comune con Allah che si è fatto testo incartato nel Corano, che s’impone sugli uomini in modo arbitrario, che ha legittimato un’ideologia e una prassi di odio, violenza e morte perseguita da Maometto e dai suoi seguaci per diffondere l’islam.

La verità, lo dico sulla base dell’oggettività della realtà manifesta e della consapevolezza legata all’esperienza diretta, è che non esiste un “islam moderato”, così come invece ha sostenuto lo stesso cardinale Tauran, mentre certamente ci sono dei “musulmani moderati”. Sono tutti quei musulmani che, al pari di qualsiasi altra persona, rispettano i diritti fondamentali dell’uomo e quei valori che non sono negoziabili in quanto sostanziano l’essenza della nostra umanità: la sacralità della vita, la dignità della persona, la libertà di scelta.

L’amara verità è che quella parte della Chiesa ammalata di relativismo e di islamicamente corretto rischia di diventare più islamica degli stessi islamici. Mi domando se la Chiesa si rende conto dell’arbitrio commesso nell’assumere la tesi del Corano creato anziché increato, al fine di consentire l’interpretazione e la contestualizzazione storica dei versetti, quindi la rappresentazione di un islam dove fede e ragione sarebbero del tutto compatibili, quando storicamente e a tutt’oggi la stragrande maggioranza dei musulmani crede in un Corano increato al pari di Allah, dove i versetti hanno un valore assoluto, universale, eterno, immodificabili? Come può la Chiesa prestarsi al gioco di chi strumentalmente e ideologicamente decontestualizza, scorpora, seleziona arbitrariamente il contenuto e il messaggio coranico, al fine di evidenziare quei versetti che estrapolati da ciò che precede e ciò che segue, consentirebbero di affermare l’esistenza di un “islam moderato”? Come può la Chiesa legittimare sostanzialmente un sedicente “islam moderato”, finendo per accreditare un personaggio abietto e criminale, che non ha avuto alcuna remora a ricorrere a tutti i mezzi, compreso lo sterminio di chi non aderiva all’islam, per sottometterli alla sua mercé?

Mi domando se la Chiesa si rende conto che se non afferma e non si erge a testimone dell’unicità, assolutezza, universalità ed eternità della Verità in Cristo, finisce per rendersi complice nella costruzione di un pantheon mondiale delle religioni, dove tutti ritengono che ciascuna religione sia depositaria di una parte della verità, anche se ciascuna religione si auto-attribuisce il monopolio della verità? Perché stupirsi poi del fatto che il cristianesimo, posto sullo stesso piano di una miriade di fedi e ideologie che danno le risposte più disparate ai bisogni spirituali, cessi di affascinare, persuadere e conquistare la mente e i cuori degli stessi cristiani, che disertano sempre più le chiese, che rifuggono dalla vocazione sacerdotale e più in generale che escludono la dimensione religiosa dalla propria vita?

Per me il cristianesimo non è una religione “migliore” dell’islam, o la religione “completa” dal messaggio “compiuto” rispetto ad un islam considerato come una religione “incompleta” dal messaggio “incompiuto”. Per me il cristianesimo è l’unica religione vera, perché è vero Gesù, il Dio che si fa uomo e che ha testimoniato in mezzo a noi uomini tramite le opere buone la verità, il fascino, la ragionevolezza e la bontà del cristianesimo. Per me l’islam che riconosce un Gesù solo umano, che pertanto condanna il cristianesimo come eresia perché crede nella divinità di Gesù e come idolatria perché crede nel dogma della Santissima Trinità, è una falsa religione, ispirata non da Dio ma dal demonio. Per me l’islam che ottemperando alle prescrizioni coraniche ed emulando le gesta di Maometto corrompe l’animo di chi si sottomette e uccide il corpo di chi si rifiuta, è una religione fisiologicamente violenta e si è rivelata storicamente aggressiva e conflittuale, del tutto incompatibile con i valori fondanti della comune civiltà umana.

Proprio la mia esperienza di “musulmano moderato” che perseguiva il sogno di un “islam moderato”, mi ha fatto comprendere che si può certamente essere “musulmani moderati” come persone ma che non esiste affatto un “islam moderato”. Dobbiamo pertanto distinguere tra la dimensione della persona da quella dalla religione. Con i musulmani moderati, partendo dal rispetto dei diritti fondamentali dell’uomo e dalla condivisione dei valori non negoziabili della nostra umanità, si può dialogare e operare per favorire la civile convivenza. Ma dobbiamo affrancarci dall’errore diffuso che immagina che per poter amare i musulmani si debba amare l’islam, che per rapportarsi in modo dignitoso con i musulmani si debba attribuire pari dignità all’islam.

Sua Santità Benedetto XVI, la Chiesa, il Cristianesimo e la Civiltà occidentale oggi stanno soccombendo per l’imperversare della piaga interna del nichilismo e del relativismo di chi ha perso la propria anima, sotto l’incalzare della guerra di conquista di natura aggressiva dell’estremismo e del terrorismo islamico, in aggiunta alla deriva di un mondo che si è globalizzato ispirandosi alla modernità occidentale ma solo nella sua dimensione materialista e consumista, mentre non ha affatto recepito la sua dimensione spirituale e valoriale. Finendo per avvantaggiare coloro che rincorrono una concezione materialista e consumista della vita, scevra da valori e regole, violando i diritti fondamentali dell’uomo, così come è certamente il caso della Cina e dell’India. In questo contesto assai critico e dalla prospettiva buia, Lei oggi rappresenta un faro di Verità e di Libertà per tutti i cristiani e per tutte le persone di buona volontà in Occidente e nel Mondo. Lei è una Benedizione del Cielo che mantiene in piedi la speranza nel riscatto morale e civile della Cristianità e dell’Occidente. Ci ispiriamo a Lei e confidiamo nella sua benedizione per ergerci a Costruttori della Civiltà Cristiana in grado di promuovere un Movimento di riforma etica che realizzi un’Italia, un’Europa, un Occidente e un Mondo di Fede e Ragione. Che Dio l’assista nella missione che Le ha conferito e che Dio ci accompagni nel comune cammino volto all’affermazione della Verità, all’accreditamento del bene comune e alla realizzazione dell’interesse generale dell’umanità.

 


 
EUROPA/CIPRO - “Le religioni sanno che parlare di guerra in nome di Dio è un assurdo ed è una bestemmia. Sono convinte che dalla violenza e dal terrorismo non nasce un’umanità migliore. Non credono al pessimismo dello scontro inevitabile tra religioni e civiltà”: l’appello conclusivo del XXII Meeting “Uomini e Religioni” promosso dalla Comunità di Sant’Egidio a Cipro.

Roma (Agenzia Fides) – “Siamo in un passaggio difficile della storia. Tante sicurezze sono scosse dalla crisi economica che attanaglia il mondo. Molti sono pessimisti sul futuro. I paesi più ricchi concentrano la loro attenzione sulla tutela dei loro cittadini. Ma un grande mondo di poveri pagherà un duro prezzo di questa crisi. Troppi soffrono in questo nostro mondo, per le guerre, la povertà, la violenza. Non si può essere felici in un mondo così pieno di sofferenze. Non si può chiudere il cuore alla compassione. Questo non è il tempo per chiudersi nel pessimismo. Ma è l’ora di ascoltare il dolore di tanti e di lavorare per fondare un nuovo ordine mondiale di pace. La ricerca della giustizia, il dialogo, il rispetto dei più deboli, sono gli strumenti per costruire questo nuovo ordine. Ma, per fare questo, c’è bisogno di più spirito e di più senso di umanità! Un mondo senza spirito diventa presto disumano.”
Sono alcuni stralci dell’Appello di Pace 2008 dei rappresentanti religiosi, letto durante la cerimonia conclusiva del Meeting Internazionale “Uomini e Religioni”, promosso dalla Comunità di Sant’Egidio che si è svolto a Cipro sul tema “La Civiltà della Pace: Religioni e Culture in Dialogo”, dal 16 al 18 novembre. I leader religiosi hanno affidato l'Appello nelle mani di bambini di nazionalità diversa i quali, a nome di ogni generazione, lo hanno consegnato a loro volta agli ambasciatori e alle autorità presenti che rappresentavano le nazioni del mondo intero.
“Le nostre tradizioni religiose, nelle loro differenze, dicono forte che un mondo senza spirito non sarà mai umano: gridano che lo spirito e l’umanità non possono essere calpestati dalla guerra; chiedono pace – prosegue l’Appello -. Vogliono la pace, la chiedono, la implorano nella preghiera da Dio. Le religioni sanno che parlare di guerra in nome di Dio è un assurdo ed è una bestemmia. Sono convinte che dalla violenza e dal terrorismo non nasce un’umanità migliore.

Non credono al pessimismo dello scontro inevitabile tra religioni e civiltà.

Sperano e pregano perché, tra i popoli e tra gli uomini, si costruisca una comunità vera nella pace. Nessun uomo, nessun popolo, nessuna comunità è un’isola. C’è sempre bisogno dell’altro, dell’amicizia, del perdono e dell’aiuto dell’altro”.
L’Appello sottolinea infine che “nessun odio, nessun conflitto, nessun muro può resistere alla preghiera, all’amore paziente che si fa dialogo, al perdono. Il dialogo non indebolisce, ma rafforza”, invocando da Dio il grande dono della pace per la preghiera di tutti i credenti, in quanto “nessuna guerra è mai santa. Solo la pace è santa!”
Il Prof. Andrea Riccardi, Fondatore della Comunità di Sant’Egidio, nel suo intervento alla cerimonia finale ha auspicato che “un nuovo vento di pace possa soffiare sul vicino Medio Oriente, sull’Iraq, sull’Africa sofferente”. Senza dubbio il vento di pace è un dono di Dio, “ma gli uomini, le donne, i popoli hanno una responsabilità grande: possono molto. La medicina del dialogo permette di guarire tanti conflitti. Chi dialoga non fa la guerra e non usa la violenza, perché ascolta e parla. Il dialogo svela che l’uso della forza e la guerra non sono inevitabili. Il dialogo non lascia indifesi, ma protegge. Non indebolisce, ma rafforza. Trasforma l’estraneo e il nemico in qualcuno della tua famiglia, mentre libera dal demone della violenza. Allora niente è perduto con il dialogo, tutto è possibile con il dialogo. Le religioni sono chiamate al gran compito di far crescere uno spirito di pace tra gli uomini”.
Anche Ingrid Betancourt Pulecio ha preso la parola nella cerimonia finale e, “a nome di tutti coloro che soffrono in tutti i continenti, delle vittime dell’odio e della violenza tra gli uomini”, ha implorato di comunicare a tutte le nazioni della terra questo accorato appello: “Dite alle nazioni ‘Abbiate fede, non arrendetevi!’ perché noi, che abbiamo sofferto e abbiamo perso tutto, non abbiamo perso la speranza. Vi chiediamo di credere che un mondo migliore è possibile, che il bene vince sempre il male, e che i giorni a venire saranno l’inizio del tempo dello spirito, che noi stavamo aspettando. I valori della nostra civiltà devono cambiare: non più sete di potere e avidità, ma servizio e dono. Il vero cambiamento deve cominciare in ciascuno di noi. È dalla somma dei cambiamenti che ciascuno di noi è in grado di realizzare che potremo costruire un mondo migliore. Noi siamo i costruttori di un tempo nuovo, coloro che inaugurano un tempo nuovo dello spirito. Ne siamo certi, nel profondo dei nostri cuori, il nostro è il tempo opportuno perché i sogni diventino realtà. Con la fede tutto è possibile”. (S.L.) (Agenzia Fides 19/11/2008)

Links:
Per ulteriori informazioni sul Meeting
http://santegidio.org

 


 

Il Forum cattolico-musulmano


CITTA' DEL VATICANO, domenica, 9 novembre 2008 (ZENIT.org).- Il primo Seminario del Forum cattolico-musulmano, svoltosi a Roma dal 4 al 6 novembre, è stato "un passo avanti significativo nel dialogo".

E' quanto osserva il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, S.I., nell'editoriale di "Octava Dies", settimanale del Centro Televisivo Vaticano, di cui è direttore.

La Chiesa, ricorda, "svolge incontri regolari con diversi gruppi di rappresentanti musulmani", ma questo incontro "ha dimostrato la possibilità di entrare più profondamente e francamente nei temi essenziali e di riuscire ad esprimere con maggiore chiarezza e lealtà ciò che unisce e ciò che differenzia".

La dichiarazione comune finale "contiene affermazioni importanti sul rispetto della persona e delle sue scelte in materia di coscienza e di religione, sulla pari dignità di uomo e donna", constata, aggiungendo che "il comune impegno per un mondo di giustizia e di pace discende dalla fede comune nella creazione della persona umana da parte di un Dio che ci ama e che ci chiama all'amore".

In questo contesto, Benedetto XVI incoraggia la prosecuzione del dialogo, "che si è aperto in un clima di fiducia, e che si spera si possa allargare a cerchie sempre più ampie nel mondo cristiano e musulmano".

"L'evocazione delle situazioni drammatiche da una parte e dall'altra", come "le minacce e l'esodo dei cristiani nel Medio Oriente o le ancora recenti stragi dei musulmani in Bosnia, le facili identificazioni fra le responsabilità di persone o Stati e la fede che dicono di professare", rendono il dialogo "complesso e difficile, ma non debbono impedirlo e arrestarlo", sottolinea padre Lombardi.

 

Benedetto XVI, conclude, termina "invitando a unire gli sforzi, al fine di superare ogni incomprensione, a superare i pregiudizi e correggere l'immagine distorta dell'altro".

 

"Il cammino rimane lungo, ma questo passo è stato fatto nella direzione giusta".