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Anno III,  Comunicato  60,  11 agosto  2008

 

 

 

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Nella quasi totale inconsapevolezza dei popoli,

 

specie quelli delle Nazioni amiche d'Israele, nella maggior parte dei casi impegnati a trascorrere una normale estate vacanziera, con un occhio puntato sulle Olimpiadi che si svolgono nella più grande dittatura post-comunista/neo-capitalista ed un altro sui venti di guerra che percorrono oleodotti contesi, si continua a consumare una delle tragedie moderne, la più lunga nel tempo e la più dolorosa per un intero popolo, nella carne e nello spirito. La Palestina, Nazione senza terra abitata da un popolo senza diritti, continua ad essere stritolata dalla politica di silenzioso annientamento della popolazione araba autoctona, privata delle più semplici ed elementari necessità per poter svolgere una vita che si possa definire in qualche modo normale.

 

E' agosto, e mentre quasi tutti si concedono un meritato riposo, la stampa d'informazione, con i suoi addetti disponibili, continua a svolgere opera di propaganda, ognuno per i propri interessi di parte. Nè gli organi di stampa dichiaratamente di destra, nè quelli dichiaratamente di sinistra, fanno eccezione nella mala-informazione propalata come verità. In effetti ognuno dice la sua porzione di verità, ma solo forse leggendoli tutti si riuscirebbe ad avere un'idea che più si avvicini alla realtà.

Sempre che si riescano a cogliere le porzioni giuste.

A penne eccellenti si affiancano mediocri scribacchini che devono riportare quello che la televisione di stato cinese vuole che venga riferito, e che i diplomatici e politici non vogliono che venga detto.

Mica c'è una svastica sulla bandiera cinese e quei 5000 condannati a morte ogni anno cosa volete che siano?!? Cosa volete che sia obbligare all'aborto madri di famiglia felici di essere incinte?!? Cosa volete che sia aver creato un'industria del commercio d'organi umani sulla pelle dei condannati (facilmente per ciò) a morte?!? Cosa volete che sia, per una Nazione che ostenta con orgoglio di essere erede di un'ideologia di libertà e giustizia, negare i più elementari diritti all'informazione, alla critica, allo scambio d'idee, alla libera associazione e libertà di culto?!? Falci e martello, maoismo e marxismo-leninismo in chiave orientale, hanno ridotto in schiavitù oltre un miliardo di persone, mentre i dirigenti di tale Stato, burocrati di partito e militari di carriera, moderni mandarini, vengono accettati e riveriti da tutti pubblicamente. Il cielo sopra Pechino è perennemente grigio, tanto da offuscare il sole, a causa dell'inquinamento. Il popolo tibetano violentato ed espropriato di ogni diritto naturale, con la sua leadership accettata e riconosciuta da millenni, costretta all'esilio. Ma la Cina è una grande potenza e quindi non è il caso di insistere tanto. E poi gli affari sono affari...

 

Anche Israele è una grande nazione democratica, anzi a quanto ci riferiscono gli organi di stampa accreditati "l'unica democrazia mediorientale".

 

Alla faccia della democrazia e del caciocavallo, direbbe mastro Totò, che di caciocavalli se ne intende. Se quelle sono democrazie, popolare una ed ebraica l'altra, allora era meglio quando si stava peggio, confermerebbe mastro Totò.

 

Altri luminari della stampa, gli stessi che invocano lo scontro di civiltà, chiamano a raccolta l'occidente in una crociata contro la Russia di Putin, colpevole di non voler permettere l'indipendenza dell'Ossezia del sud. A me era sembrato, sin dalle prime battute, che fosse stata la Georgia, sotto protettorato americano, ad invadere l'Ossezia, sotto protettorato russo, e quindi a scatenare la reazione, effettivamente massiccia, dell'esercito russo a protezione e ristabilimento dei confini. Le motivazioni politiche e dei diritti umani, di etnia o di religione, lasciano il tempo che trovano. La realtà è che la geopolitica americana nell'area è sempre più invasiva (diverse migliaia di unità militari USA sono stanziate in Georgia) e che il controllo dell'oleodotto che attraversa l'area è strategico per isolare ancor più la Russia. Ovvio che la Russia non ce ne stia: giochi olimpici o meno.

 

Perchè di Putin si può dire quel che si vuole, ma non che sia uno scemo o un pupazzo. Come invece qualche texano beone, che ha compiuto carneficine inaudite tra le popolazioni, e ancora continua, in questi ultimi anni, in nome di Dio, a chiamare a raccolta l'occidente per reclutare le Nazioni in una guerra globale organica a Sion: un talebano usraeliano. E l'Iran è già nel mirino, quale regalo di fine presidenza per il prossimo tirapiedi dell'AIPAC.

 

Leggendo poi il resoconto particolareggiato di Maurizio Blondet, "Governo georgiano, ministri israeliani", che riportiamo a seguire, ma consultabile anche sul sito delle edizioni EffeDiEffe.com, il quadro si fa ancor più nitido, e così per le vere regie di questa guerra caucasica.

 

I venti di guerra soffiano sempre più forti, anche se siete assorti ad osservare atleti in competizione, in nome della pace. E' la farsa ipocrita e macabra della politica. E spesso, se non sempre, se volete scoprire le cause di avvenimenti catastrofici, dovete guardare molto lontano dal luogo della deflagrazione, senza accontentarvi delle ragioni che vi vengono presentate già belle e pronte su un vassoio d'argento. Ma la pigrizia sovente prende il sopravvento e riesce più facile credere quel che dà meno pensiero.

 

Chi può, dopo aver ben controllato di aver messo l'abbronzante e il dopo sole in borsa, legga come se la passano alcuni amici amministrati dall'unica democrazia mediorientale.

Quanto riferito, nei due testi "Così vicino così lontano" e "Ma nonostante tutto coltivano la speranza", redatti dagli amici del Team di Ricucire la Pace, mi è stato confermato ieri mattina, con toni ancor più crudi, da alcuni miei amici residenti a Betlemme, a Jerico, a Gerusalemme. La giudaizzazione di Gerusalemme incalza, lo strangolamento della misera economia di sopravvivenza palestinese è sempre più serrato: il lento, silenzioso, inplacabile, genocidio del popolo arabo di Palestina, la sua esclusione dalle terre e proprietà, il logoramento dei nervi dei padri di famiglia, dovuto a condizioni di lavoro e di vita disumane, non conosce sosta e sazierà la voracità e caparbietà giudaico-sionista solo quando sarà cancellata ogni velleità nazionale arabo-palestinese e la sua leadership accreditata e riconosciuta sarà totalmente soggiogata nel ruolo di meri esecutori della politica di Tel Aviv.

 

Sarà con loro,  con i kapò dei lager palestinesi, che sarà costruita la pace.

Una pace fasulla come l'ideologia che tiene insieme lo Stato ebraico d'Israele.

E' per questo motivo, per la sua falsità, che il sistema sionista è destinato a cedere e scomparire. Nessun sistema basato sulla violenza e sulla malvagità è mai durato troppo a lungo nella storia. 50 anni? 100? Poi viene divorato dalle sue stesse creature. E' solo questione di tempo.

Il sionismo, esclusivista, razzista, feroce e "biblicamente" spietato, morirà.

 

Redazione www.TerraSantaLibera.org

 

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Foto d'archivio di www.TerraSantaLibera.org