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Anno III, Comunicato n. 15 , del 18
febbraio 2008
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Non
giornalismo, ma propaganda.
Anche
ieri abbiamo dovuto assistere alla solita propaganda e
malainformazione da parte di certa stampa che ci vorrebbe
far credere quello che non è. Il solito Claudio Pagliara
ci ha presentato la scena commovente di due bambine ferite
e ricoverate in un ospedale di Tel Aviv, appartenenti una
ad una famiglia israeliana e l'altra ad una palestinese.
L'accento viene subito posto sulla bontà d'animo
dell'autorità israeliana che ha concesso le cure a questa
bambina di Gaza ferita da un missile lanciato "contro una
casa di Hamas" dall'esercito israeliano. L'altra bambina
sarebbe invece stata ferita in un attacco terroristico
dovuto al lancio di un razzo artigianale Qassam contro
Sderot. Attacco dovuto, quello israeliano contro una "casa
di Hamas", azione terroristica la seconda. Sbagliato, caro
Pagliara: il terrorismo ai danni di civili è sempre
terrorismo.
Ma quel che è peggio sta nel fatto che mentre si esalta la
bontà d'animo sionista che permette di curare una bambina,
ferita dal suo stesso fuoco, non si fa menzione dei circa
cento feriti e malati che sono nel frattempo stati
lasciati morire lentamente per mancanza di cure. Cure che
non è stato possibile effettuare per via dell'assedio,
imposto da Israele alla Striscia di Gaza, che impedisce,
sia l'approvigionamento di medicinali e attrezzature
mediche, che il transito dei pazienti verso strutture
ospedaliere egiziane o israeliane.
Ma tutto ciò per Claudio Pagliara non conta e non fa
notizia. E noi lo paghiamo pure.
La Redazione
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