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Le Nazioni Unite:

più di 600 check-point e barriere
israeliane in Cisgiordania
24-05-2008
Gerusalemme
Le Nazioni Unite hanno denuniciato
l'installazione in Cisgiordania di oltre 600
check-point e barriere che impediscono il libero
transito dei palestinesi.
In un rapporto, l’ufficio coordinamento degli
affari umani delle Nazioni Unite nei territori
palestinesi occupati ha confermato che tra il 4
settembre 2007 e il 29 aprile 2008 sono stati
installati 41 nuovi check-point. Il numero
attuale sale così a 607 posti di blocco contro i
566 precedenti. Sono stati aggiunti 144 nuovi
posti di blocco e tolti 103.
Nella relazione dell'11 aprile, l'Ufficio aveva
informato che Israele aveva soppresso 44
ostacoli sui 61 che aveva promesso di annullare
per migliorare le condizioni di movimento dei
palestinesi, ma si tratta di barriere di scarsa
importanza.
All'inizio di aprile, Israele aveva accettato di
eliminare dei posti di blocco in occasione della
visita della Segretario di Stato Usa Condoleeza
Rice che aveva propagandato questa decisione
come un "inizio molto posititvo".
Tuttavia, Israele gioca con i check-point: da
una parte li toglie, dall’altra ne costruisce di
nuovi.
Questi blocchi influenzano negativamente la vita
quotidiana dei palestinesi, rappresentano punti
di attrito giornaliero con l’esercito israeliano
e ostacolano lo sviluppo economico in
Cisgiordania.
In un report pubblicato in aprile, la Banca
Mondiale ha dichiarato che, nonostante le
promesse di aiuti internazionali, la crescita
economica nei territori palestinesi nell’anno
2008 sarà pari a zero a causa degli ostacoli
imposti da Israele.
http://www.infopal.it/testidet.php?id=8517
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