|
Con
il senatore Joe Biden nominato vicepresidente di Barack
Obama, Rahm Emanuel nominato capo di gabinetto della Casa
Bianca, e Dennis Ross candidato a riprendere in mano la
questione palestinese, la nuova amministrazione USA sta
cominciando a porre le basi della sua politica
mediorientale.
Biden è orgoglioso di essere un sionista, sebbene egli sia
cristiano. E’anche orgoglioso di essere l’autore del piano
di spartizione dell’Iraq (verso
la fine del 2006, Biden si fece promotore di una soluzione
che avrebbe dovuto porre fine al problema della violenza
confessionale in Iraq: la trasformazione del paese in una
confederazione di tre stati, uno curdo, uno sunnita ed uno
sciita, legati da un governo centrale dai poteri alquanto
ridotti; nel settembre del 2007, il senato americano approvò
una risoluzione non vincolante che adottava questa
strategia; la risoluzione venne condannata dal governo
iracheno come un tentativo di arrivare ad una spartizione di
fatto del paese (N.d.T.)
). Emanuel è un israeliano che ha servito nelle Forze di
Difesa Israeliane (Emanuel
ebbe la doppia cittadinanza fino a 18 anni, età in cui
rinunciò alla cittadinanza israeliana; nel 1991, durante la
guerra del Golfo, prestò servizio per alcune settimane come
volontario civile in Israele; a proposito delle reazioni
della comunità araba americana di fronte alla nomina di
Emanuel si può consultare l’articolo
"Rahm
Emanuel and Arab Perceptions", apparso il 14
novembre sull’ 'Huffington Post’ a firma dell’arabo
americano James Zogby (N.d.T.)
), e suo padre fu un membro attivo dell’Irgun (organizzazione
paramilitare sionista che operò in Palestina fra il 1931 e
il 1948 (N.d.T.)
).
Rimane Ross, che i palestinesi e gli arabi conoscono bene.
E’ quello che ha la maggior familiarità con la questione
palestinese; ha redatto i piani dei precedenti negoziati, li
ha supervisionati e vi ha preso parte, contribuendo al loro
fallimento. E’ sempre stato prevenuto a favore di Israele,
in tutte le fasi dei colloqui. E’ sempre stato desideroso di
cancellare l’aspetto simbolico della questione palestinese.
Compì grandi sforzi per aizzare la gente contro lo scomparso
presidente palestinese Yasser Arafat, perché egli incarnava
questo simbolismo. Ross, insieme ad altri americani ed
israeliani, fu dietro l’imposizione di Mahmoud Abbas come
primo ministro, allo scopo di limitare l’autorità di Arafat,
poiché Abbas era considerato più moderato e pragmatico.
Nell’aprile del 2002, nel corso di una visita del segretario
di stato americano Colin Powell in Israele, Ross scrisse un
articolo che esponeva le ragioni del mancato raggiungimento
di un accordo di pace. Egli si concentrò sull’ostacolo
principale, "il vecchio" (Arafat). Ross disse che "l’opzione
di lasciarsi alle spalle Arafat" era un passo difficoltoso,
"rivoluzionario", poiché "egli è il simbolo del movimento
palestinese, e chiunque prenda il suo posto sarà considerato
un traditore. Perciò i palestinesi, gli arabi e gli europei
devono essere convinti che egli è un ostacolo alla pace".
Tuttavia, Ross si aspettava che questa opzione fosse
destinata al fallimento. Egli si attendeva anche il
fallimento di un’altra opzione, quella di "riconoscere uno
stato palestinese sul 40% della Cisgiordania e sul 60% della
Striscia di Gaza, stabilendo un calendario per
l’applicazione degli obblighi palestinesi nei confronti
della sicurezza di Israele, mentre lo stato ebraico deve
riconoscere uno stato palestinese e congelare gli
insediamenti".
Ross considerava la terza opzione come quella più attuabile,
malgrado le sue difficoltà. Essa consisteva in "un ritiro
israeliano unilaterale da Gaza, fino ad un punto che sia
meglio difendibile con il filo spinato e con la creazione di
zone cuscinetto. Sebbene questa non sia una soluzione al
conflitto, essa rende migliore la vita agli israeliani ed ai
palestinesi, fino a quando non apparirà un partner
palestinese in grado di rendere possibili i negoziati e la
pace".
In questo articolo Ross sembra essere il consigliere di
Ariel Sharon, il quale dal canto suo optò per tutt’e tre le
opzioni insieme. Egli isolò Arafat nel suo quartier generale
di Ramallah, fino a quando quest’ultimo fu avvelenato (Arafat
morì nel novembre del 2004 a causa di una insolita malattia
del sangue di cui non si riuscì a stabilire le cause; nel
mondo arabo è estremamente diffusa la convinzione che egli
sia stato avvelenato (N.d.T.)
). Convinse Bush che lo scomparso presidente palestinese era
un ostacolo alla pace. Si ritirò da Gaza. Costruì il muro
dell’apartheid (il cosiddetto muro di separazione). Egli ed
i suoi successori si impegnarono in negoziati con un
cosiddetto "partner palestinese". Gli chiesero di praticare
la democrazia. Quando Hamas vinse le elezioni, gli chiesero
di punire il movimento islamico e di porre fine al "terrore"
creato da quest’ultimo, affinché la partnership potesse
essere completa.
Ross è tornato alla questione mediorientale, beneficiando
della sua esperienza presso il Washington Institute for Near
East Policy (un
istituto bipartisan fondato da Martin Indyk, direttore di
ricerca dell’American Israel Public Affairs Committee
(AIPAC), e successivamente ambasciatore USA in Israele
(N.d.T.)
), per affermare che Obama era impegnato a favore di Israele
"con il cuore e con la mente". Nel definire le politiche di
Obama, Ross sarà aiutato da un vicepresidente orgoglioso di
essere sionista e da un capo di gabinetto della Casa Bianca
di nazionalità israeliana. Questa è una chiara indicazione
del fatto che il mondo arabo sta passando da
un’amministrazione americana che credeva nei miti e nelle
profezie della Torah ad un’amministrazione che ha scelto un
israeliano per negoziare con altri israeliani al fine di
risolvere le nostre questioni. Quanto a noi arabi, ci siamo
preparati alla prossima fase con ulteriori divisioni e
controversie, e con un’iniziativa di pace che ha a sua volta
bisogno dell’iniziativa di qualcuno per essere salvata.
Mostafa Zein
18 Novembre 2008
Dar Al Hayat.com
Mostafa Zein
scrive abitualmente sul quotidiano "Dar al-Hayat"; è
responsabile dell’area del Golfo e dell’Iraq
-Link
al
titolo originale "An
Israeli Negotiating with an Israeli"
http://english.daralhayat.com/opinion/OPED/11-2008/Article-20081111-8c2a33cf-c0a8-10ed-011c-4d16926139be/story.html
-Traduzione italiana a
cura di Arabnews :
http://www.arabnews.it/?p=8766
I diritti di traduzione appartengono
all'UNIMED, Unione delle Università del Mediterraneo.
-Link a questa pagina
:
http://www.terrasantalibera.org/ObamAmbiguo.htm
-Altri links :
www.uruknet.info?p=s8738
|