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5 dicembre 2008
Il
presidente degli USA Barack Obama
sta lavorando per spostare la potente macchina bellica
americana dall'Iraq all'Afghanistan ed al Pakistan.
Per
fare questo ha bisogno di un accordo con l'Iran sull'Iraq
(e sembrerebbe
che l'accordo sia già stato trovato) e di una campagna
di propaganda per convincere l'opinione pubblica a) che la
guerra in Iraq è finita e che gli USA si ritireranno dal
paese e b) che l'Aghanistan ed il Pakistan sono il centro
del terrore.
In
questa cornice, vediamo come i media liberali britannici
hanno presentato ai loro lettori i due eventi principali
di questi ultimi giorni.
Jonathan Steele e Patrick Cockburn sono due importanti,
molto stimati giornalisti dei mainstream media britannici
che hanno trovato molto spazio ed attenzione anche nella
sinistra progressista e nei suoi organi di stampa ed anche
nel movimento contro la guerra. Steele scrive per il
Guardian, Cockburn per l'Independent.
Alcuni giorni fa, scrivendo dell'Accordo di sicurezza
(SOFA) tra gli USA ed il "governo" iracheno,
Jonathan Steele
ha scritto sul Guardian:
"L'accordo offre alla resistenza nazionale irachena quasi
tutto ciò per la quale ha combattuto (...) Dal punto di
vista americano, la cosa principale che fa il patto è di
permettere agli USA di ritirarsi con dignità. Nessuna
precipitosa umiliazione in stile Vietnam, ma una ordinata
ritirata da un'avventura che era illegale, non necessaria
ed un disastro dal momento del suo concepimento. Come la
maggior parte degli iracheni, sono soddisfatto di questo".
L'America delle corporation investe miliardi di dollari
nell'invasione e nell'occupazione dell'Iraq, costruendo
tutte quelle basi militari permanenti e la più grande
ambasciata al mondo solamente per firmare un accordo di
addio e premere per la sua approvazione? E' questo che
Steel vorrebbe farci credere? Non so voi ma io non penso
che le enormi basi militari permanenti saranno molto
presto convertite in parchi divertimenti gestiti da
Disneyland.
Ad
ogni modo, vediamo quanto sono "soddisfatti" gli iracheni.
Ali al-Fadhily, un giornalista iracheno indipendente che
vive a Baghdad e che ha lavorato in stretta collaborazione
con Dahr Jamail
si è così espresso sul SOFA:
"La grande maggioranza degli iracheni è contrario al SOFA.
Ma quelli al potere si rendono conto che è la presenza USA
in Iraq a mantenerli al potere e così sono stati
entusiasti di firmarlo non appena possibile, incuranti del
conflitto con gli interessi dell'Iraq e del suo popolo".
Amnesty International ha richiamato l'attenzione su un
punto specifico che viene completamente trascurato dalla
maggior parte dei commentatori:
Migliaia di iracheni detenuti dalle forze USA sono a
rischio di tortura e persino di esecuzione, in seguito
alla ratifica dell'accordo di sicurezza tra i governi USA
ed iracheno. In base all'Accordo di sicurezza (SOFA), che
diventerà effettivo il 31 dicembre, circa 16.000
prigionieri detenuti dagli USA saranno trasferiti alla
custodia irachena.
Non
vi è alcun bisogno di fare commenti su questo, dal momento
che tutti abbiamo potuto vedere ed apprezzare il sistema
giudiziario del Nuovo Iraq quando i fantocci hanno
linciato il legittimo governo iracheno. Ricordate quello
spettacolo dell'orrore?
Contrariamente a
Steele,
Robert Dreyfuss descrive su The Nation un quadro più
cupo (ma penso molto più realistico):
"Ciò che Maliki vuole è che gli Stati Uniti continuino a
rafforzare le sue forze armate mentre gli concedono
libertà di azione per consolidare il proprio potere
politico a spese dell'opposizione nazionalista e secolare.
E' ciò che vuole anche l'Iran. Obama potrebbe essere
allettato a condividere questo piano, ma se lo fa, l'Iraq
potrebbe esplodere. Naturalmente, l'Iraq potrebbe
esplodere qualunque cosa faccia. Ma se ritirerà le forze
USA, farebbe meglio a lavorare duro per fare in modo che
l'Iran, l'Arabia Saudita, la Turchia ed altre potenze
mondiali e regionali a collaborino per assicurare una vera
riconciliazione in Iraq. E' la sua unica possibilità di
evitare che si rinnovi la guerra civile in Iraq".
Dal
Guardian all'Independent. Patrick Cockburn
scrive sull'Independent (articolo ora ripubblicato su
CounterPunch) sugli atti terroristici a Mumbai:
Le origini ed i motivi degli uomini che hanno massacrato
così tanta gente a Mumbai emergeranno nei prossimi giorni.
Ma la carneficina dovrebbe già mettere in evidenza uno dei
maggiori fra i molti fallimenti post 11/9
dell'amministrazione Bush. Il Pakistan è sempre stato la
vera base di al-Qa'ida. E' stata l'intelligence militare
pakistana ISI che ha allevato ed in parte diretto i
talebani prima del 2001 e che dopo li ha rinvigoriti. E'
il Pakistan che ha sostenuto i combattenti jihadisti
islamici in Kashmir dove è costretta metà dell'esercito
indiano. Tuttavia, nella sua follia l'amministrazione Bush
si è alleata con il generale Pervez Musharaf e l'esercito
pakistano dopo l'11/9, assicurando che i gruppi jihadisti
avessero sempre una base. (...) Il reale sfondo politico
di Mumbai è succintamente riassunto da Ahmed Rashid nel
suo eccellente libro "Discesa nel caos: come viene
perduta la guerra contro l'estremismo islamico in
Pakistan, Afghanistan e nell'Asia Centrale". In
Pakistan, scrive, "forze con armi nucleari e servizi
segreti che hanno sponsorizzato l'estremismo islamico come
parte intrinseca della loro politica estera per quasi
quattro decenni hanno trovato estremamente difficile
abbandonare le loro politiche autodistruttive ed
ipocrite". A meno che Barack Obama possa persuaderli a
farlo non otterrà nulla di più di Mr Bush come presidente.
Quando
Patrick Cockburn scrive "Il reale sfondo politico di
Mumbai è succintamente riassunto da Ahmed Rashid nel suo
eccellente libro..." mi chiedo se Ahmed Rashid sia lo
stesso Ahmed Rashid
del quale
ho letto alcuni mesi fa su CounterPunch:
E' con un certo allarme e sgomento che ho guardato
"Democracy Now" di Amy Goodman procurare una tribuna al
giornalista pakistano di destra Ahmed Rashid, da lungo
tempo un apologeta della guerra al terrore di Bush, per
riciclare la propaganda della stampa tabloid britannica e
di altre fonti screditate. La sua storia su al-Qa'ida che
recluta convertiti bianchi per atti terroristici in Europa
è partita dai servizi di sicurezza britannici come parte
della loro campagna per seminare paura in modo che la
gente appoggi il progetto legislativo che porta [da 28] a
42 giorni la detenzione preventiva senza accuse. Non è
stato fornito nessun brandello di prova.
Patrick Cockburn
non pare molto interessato ad individuare il vero
responsabile di quanto è accaduto a Mumbai, quello che
realmente importa sembrerebbe vendere ancora un'altra
guerra, questa volta contro il Pakistan.
Come
l'11/9 è stato utilizzato per invadere ed occupare l'Afghanistan
ed iniziare la cosiddetta "guerra al terrore", questi atti
terroristici a Mumbai (chiunque ne sia responsabile)
saranno utilizzati per intensificare il conflitto nella
regione, destabilizzare il Pakistan e coinvolgere
ulteriormente l'India. Già durante la campagna
presidenziale USA, Obama ha affermato che si sarebbe
concentrato sul Pakistan; l'intensificazione del conflitto
in quell'area sembra andare secondo i piani e con i media
corporativi di stato che battono i tamburi di guerra...
P.S. Leggete anche:
Escalation (e Patrick Cockburn dice addio al Pakistan)
Link originale :
http://www.thecatsdream.com/blog/2008/12/obamas-grand-chessboard-and-drums-of.htm
Link italiano:
freebooter.interfree.it/ogcit.htm
www.uruknet.info?p=s8848
Link a questa pagina :
http://www.terrasantalibera.org/ObamaBombaPaki.htm
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