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Papa: sia offerta al
Medio Oriente “la sospirata pace”
Fiducia nei “segni di pace” che si vedono in Terra
Santa.
19-6-2008
Città del Vaticano
(AsiaNews) – Benedetto
XVI ripone “immensa fiducia” in “taluni segni di pace”
che si vedono in Terra Santa – dove spera di poter
andare - e speranza che il Libano torni ad essere
“segno” della possibilità di pacifica coesistenza, e
lancia un appello ai responsabili delle nazioni
“perché siano offerte al Medio Oriente, e in
particolare alla Terra di Gesù, al Libano e all’Iraq
la sospirata pace e la stabilità sociale nel rispetto
dei diritti fondamentali della persona, compresa una
reale libertà religiosa”.
L’odierno incontro del
Papa con i partecipanti all’assemblea della Riunione
delle opere per l’aiuto alle Chiese Orientali (ROACO)
ha dato occasione a Benedetto XVI di affrontare e
diverse situazioni nelle quali vivono alcune delle
Chiese più antiche, ancorché minoritarie. “La loro
vita ordinaria e la loro peculiare missione,
soprattutto a livello ecumenico e interreligioso,
vanno sostenute dall’intera Chiesa Cattolica”.
Esaminando poi le
diverse realtà, il Papa ha lodato le comunità di
Armenia e Georgia che “vivendo con umiltà e fraternità
con le altre Chiese cristiane e servendo generosamente
i poveri, piccole come sono possono esprimere in
maniera concreta la comunione d’amore propria della
Chiesa cattolica”.
Per il Libano, Benedetto
XVI ha detto di aver seguito “con gratitudine e
sollievo” gli viluppi recenti sulla “via del dialogo e
della comprensione reciproca”. Espresso l’auspicio che
il Paese torni ad essere simbolo della coesistenza
pacifica, il Papa si è soffermato sulla
beatificazione, domenica prossima a Beirut, di padre
Jacques Ghazir Haddad per esprimere la speranza che
“la sua testimonianza possa toccare il cuore dei
giovani cristiani libanesi perché apprendano, a loro
volta, la dolcezza di una vita evangelica al servizio
dei poveri e dei piccoli, in fedele testimonianza
della fede cattolica nel mondo arabo”.
Quanto alla Chiesa di
Terra Santa, “vitale per tutta la Chiesa”, “condivido
– ha detto - le loro prove e le loro speranze e prego
ardentemente di poterle visitare di persona, come
prego altresì perché taluni segni di pace, che saluto
con immensa fiducia, trovino presto compimento. Faccio
appello ai responsabili delle Nazioni perché siano
offerte al Medio Oriente, e in particolare alla Terra
di Gesù, al Libano e all’Iraq la sospirata pace e la
stabilità sociale nel rispetto dei diritti
fondamentali della persona, compresa una reale libertà
religiosa. E’ la pace, del resto, l’unica via per
affrontare anche il grave problema dei profughi e dei
rifugiati, e per fermare l’emigrazione, specialmente
cristiana, che ferisce pesantemente le Chiese
Orientali”.
http://new.asianews.it/index.php?l=it&art=12556#
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