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Pubblicato daL
Gruppo di informazione e denuncia in
difesa degli articoli 21 e 33 della Costituzione
italiana
POVERA
FRANCIA !
di Mauro Manno
Nella Francia dell’ebreo-sionista Sarkozy non si può
dire quello che si pensa né pubblicare notizie che
dispiacciano a Israele
Agli elettori distratti della prossima tornata
elettorale. O bravi compatrioti, tra poco andrete alle
urne per eleggere i vostri rappresentanti. Attenti a non
votare quelli di Israele! Imparate da quanto sta
accadendo ai nostri fratelli francesi!
Traduciamo e commentiamo una breve notizia riguardante
la libertà d’espressione d’oltralpe
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Francese licenziato per affermazioni anti-israeliane
23 marzo, 2008
Il Ministro
dell’interno ha annunciato che la Francia ha licenziato
un alto servitore dello stato per aver pubblicato una
diatriba anti-israeliana su di un sito web
http://www.presstv.ir/detail.aspx?id=48652§ionid=351020603
L’AFP ha
riportato che Bruno Guigue ha scritto in un articolo on
line di questo mese che Israele è l’unico regime che
permette “ai tiratori scelti di abbattere delle
ragazzine fuori dai cancelli della loro scuola”.
Guigue, autore di
diversi libri sul conflitto israelo-palestinese, ha
anche scritto delle “prigioni israeliane dove – grazie
alla legge religiosa – non si pratica la tortura il
Sabato”.
Dopo essere
venuta a conoscenza dell’articolo mercoledì, il ministro
degli interni Michelle Alliot-Marie ha fatto licenziare
Guigue, vice prefetto della città di Saintes, nel sud
ovest della Francia.
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Da quando il sionista Sarkozy è stato eletto presidente
della Repubblica, la Francia è sulla via di diventare
una nuova colonia di Israele. Il povero De Gaulle si sta
rivoltando nella tomba.
Non è passato nemmeno un anno ma il superattivo
onnipresente Sarkozy ha già prodotto notevoli risultati
… per Israele. Ancor prima della sua elezione, egli era
andato a Herzlya per illustrare la sua nuova politica
estera francese, calibrata sulle aspettative di Tel
Aviv.
Poi ha promosso l’Unione Euro-Mediterranea, secondo la
quale, una politica di collaborazione commerciale araba
con l’Unione Europea passa per la sottomissione degli
stati arabi ad Israele.
Poi ha fatto convocare l’ambasciatore iraniano a Parigi
per protestare -- a nome di Israele -- quando
Ahmadinejad ha dichiarato che lo stato ebraico è
destinato a scomparire per la sua insanabile
contraddizione storica di Stato artificiale, che
oltretutto non fa nulla per raggiungere un compromesso
con i palestinesi (per esempio uno stato unico ed
egualitario di ebrei e palestinesi), che gli
permetterebbe di integrarsi in Medio Oriente.
Poi ha messo in atto una più stretta collaborazione del
“suo” paese con gli Stati Uniti all’interno della Nato.
Ciò significa maggiore partecipazione francese in Iraq e
in Afghanistan. In quest’ultimo paese Sarkozy si
appresta a inviare mille uomini nelle zone di
combattimento, per alleviare l’impegno americano. Meno
morti americani, più francesi.
Poi davanti ai primi ministri irlandese e svedese ha
attaccato in termini razzisti la comunità araba di
Francia e d’Europa, tutti cittadini francesi o
dell’Unione Europea non meno di lui, anzi probabilmente
di più.
Poi ha proposto di tormentare ogni bambino francese tra
i 9 e gli 11 anni addossandogli lo stress della memoria
di un bambino ebreo morto durante la shoah, per tutto il
corso degli studi dell’insegnamento medio inferiore.
Incubi e persecuzione per i ragazzi goyim per scontare
le colpe del nazismo.
Poi ha inviato in Chad sue truppe per proteggere il
regime antidemocratico di Idriss Deby, il quale permette
a Parigi di condurre dal territorio chadiano mire
sovversive contro un paese arabo, il Sudan, che secondo
Israele deve essere, al pari dell’Iraq, frazionato e
ridotto a piccole entità in lotta le une contro le
altre.
Recentemente ha dichiarato che l’Iran è una minaccia
nucleare per …. la Francia, secondo la logica che i
nemici di Israele sono una minaccia per la “comunità
internazionale”. Eppure il programma nucleare iraniano è
stato dichiarato pacifico dall’AIEA e da tutte e 13 le
agenzie di intelligence statunitensi (NIE). Per Sarcozy
il rapporto del NIE, non solo non ha fugato i dubbi ma
suscita ancora più sospetti. Proprio come dice Israele.
Ricordiamo che Israele non ha un programma nucleare
pacifico ma ne ha uno militare, al di fuori da qualsiasi
controllo della comunità internazionale.
Il clima che si è affermato dopo la sua elezione è un
clima liberticida per cui non è tollerata alcuna critica
alla vera patria del presidente: Israele. Non per niente
il portavoce di Sarkozy ha affermato che oggi Israele e
Francia stanno vivendo “una luna di miele”. Praticamente
vanno a letto insieme. Non per niente il presidente
israeliano, Simon Peres, in visita a Parigi prima di
Pasqua, ha pensato bene di regalare al connazionale un
uliveto di 140.000 metri quadri (14 ettari). Forse
perché, dopo aver servito lo stato ebraico in Francia,
Sarkozy possa ritornare in patria e godersi un meritato
riposo?
Intanto sulla terra di Voltaire dell’Illuminismo, sul
paese della Grande Rivoluzione e dei Diritti dell’Uomo e
del Cittadino, è calata la ghigliottina della censura
sionista. Non bastava la legge Gayssot, adesso arriva il
licenziamento (non per affermazioni antisemite, si badi
bene) ma solo per due frasi anti-israeliane, contenute
in un articolo dal titolo “La lobby pro-israeliana si
scatena contro l’ONU”. Sionismo liberticida.
Mauro Manno, 24 marzo, 2008
http://21e33.blogspot.com/
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