HOME PAGE  (italiano)

 

HOME  PAGE  (english)

 

HOME PAGE (français)

 


 



 

ISCRIZIONE NEWSLETTER

 

Ç

CLICCA  QUI

Vuoi ricevere la nostra

Newsletter con articoli,

commenti,  avvenimenti,

aggiornamenti,

appuntamenti

riguardanti la Terra

Santa ed il Medio

Oriente?

Iscriviti alla nostra

Newsletter "Notizie

dalla Terra Santa",

semplicemente

CLICCA  QUI

È

 

ISCRIZIONE NEWSLETTER

 

 

Notizie dalla Terra Santa

 

LA GUERRA DEI VESCOVI

 

 

Riceviamo e pubblichiamo da parte dell'amico Rafminimi

 


LA GUERRA DEI VESCOVI
contro il Motu Proprio " Summorum Pontificum cura "


Un esempio emblematico
L'Arcivescovo di Torino intimidisce i suoi presbiteri

 

http://www.unavox.it/ArtDiversi/div075_Riunione_Poletto.htm

 

- Nostra presentazione
- La nota che ci è giunta
- Un breve commento



Nostra presentazione
Fin da quando si accennò della possibile pubblicazione di un documento sulla
liberalizzazione dell'uso della liturgia tradizionale, or sono quasi 2 anni
fa, abbiamo assistito alla massiccia mobilitazione di vescovi e cardinali
che, insieme a certi preti da battaglia, si sono impegnati perché una "così
grande iattura" non piombasse sulla Chiesa e sui fedeli.
Appena promulgato il Motu Proprio Summorum Pontificum cura, questi signori
hanno dovuto prendere atto del fatto compiuto e hanno morso nervosamente il
freno per la loro impotenza di fronte alla determinazione del Santo Padre,
che ha avuto primariamente in vista il bene della Santa Chiesa e la salvezza
delle ànime.
Entrato in vigore il Motu Proprio, i ribelli si sono affrettati a rivestirsi
della loro immeritata autorità per lanciare disposizioni e produrre
iniziative atte a contrastare e a vanificare la espressa e precisa volontà
del Sovrano Pontefice.
Opposizione ad ogni Autorità che non sia la loro: è questa la divisa di lor
signori.
Le notizie relative al vecchio Carlo Maria Martini, scopertosi affetto da
una grave forma di allergia da "vecchiume" , o al signor Dionigi Tettamanzi,
afflitto da attacchi acuti di contorcimenti pseudo-canonici, o a tale Luca
Brandolini, assalito da groppi alla gola e fiotti di lacrime, o al paonazzo
Alessandro Plotti sempre dedito alla persecuzione dei cattolici toscani, o
all'extraterrestre Sebastiano Dho, che non vede, non sente, ma parla, o ai
cattocomunisti dossettiani intenti ad una maniacale lacerazione delle vesti,
hanno riempito le pagine di tanti giornali e di tanti siti internet.
Poco si è saputo invece delle riunioni segrete, o quasi, svoltesi qua e là
in tante "regioni pastorali"; e quasi niente si è saputo dei richiami
pesanti, delle minacce e dei ricatti a cui sono stati sottoposti tanti
sacerdoti desiderosi di celebrare col Vetus Ordo.
La notizia che segue viene dall'Arcidiocesi di Torino e la pubblichiamo
perché è emblematicamente riassuntiva della situazione allo stato attuale.
Si tratta di una notizia di "prima mano", redatta cioè da persone
direttamente interessate, le quali, per ovvie ragioni, sono costrette
all'anonimato.
La riunione di cui si parla si è tenuta il 2 ottobre scorso.
Ci facciamo carico noi della responsabilità del contenuto e, anzi,
aggiungiamo, a parte, qualche precisazione.
La pubblichiamo così come ci è giunta e come l'abbiamo trasmessa ai
responsabili della Curia Romana.


CARDINAL POLETTO:
"A TORINO CI SONO I PICCHIATI DEL LATINO"
In un recente incontro con il clero giovane, dei primi dieci anni di
ordinazione sacerdotale, l'arcivescovo di Torino, il Card. Severino Poletto,
ha voluto unire la sua voce all'inopportuno coro dei "critici" del Motu
Proprio del Santo Padre Benedetto XVI, con il suo dire, non proprio
ecclesiale.
Il porporato si è premurato di "intimorire" i giovani preti, mettendoli ben
in guardia dal celebrare la Santa Messa nella forma straordinaria del Rito
Latino, dicendo: "La liturgia [.] non può essere una stravaganza personale
[...]. Mi auguro che nella diocesi di Torino nessuno esca con queste
richieste ".
Forse l'Eminenza ha dimenticato che il Motu Proprio sottrae definitivamente
alla discrezione dei Vescovi la "concessione" della Messa Tridentina,
affermando che essa non è che una delle due forme possibili ed attuali del
Rito Latino.
Come se non bastasse, con una grave caduta di stile, sono stati definiti
"picchiati" (Sic!) quelli che amano il latino, con esplicito riferimento
all'Arciconfraternita
della Misericordia di Torino.
Ha affermato il Cardinale Poletto, davanti ai suoi giovani preti, in
formazione: "A Torino ci sono i picchiati del latino, quelli che vanno alla
Misericordia! "
Nessuno dei partecipanti alla Santa Messa domenicale presso la chiesa tenuta
dall'Arciconfraternita della Misericordia, si può riconoscere nella
"definizione" del Cardinale Poletto, che è priva di rispetto sia per le
persone sia per il loro sentimento religioso. Evidentemente siamo davvero in
un'epoca in cui si rispettano, giustamente, i pagani appartenenti ad altre
religioni, mentre si scatena la più violenta avversione ideologica contro i
fratelli che, semplicemente, desiderano pregare il Signore Gesù.
Ma, soprattutto, una domanda sorge spontanea: che l'illustre porporato non
intenda dare del "picchiato del latino" anche al Sommo Pontefice, il Papa
Benedetto XVI, il quale è uscito con questa "stravaganza personale"?
Cara Eminenza, i "picchiati del latino", evidentemente, non sono solo a
Torino, ma anche a Roma, nella Santa Sede a cui Lei deve obbedienza.





Un breve commento
Il Cardinale conosce bene i suoi rampolli, poiché non si sarebbe preoccupato
di convocare a parte i preti "giovani" se non avesse il sospetto che almeno
alcuni di loro potrebbero essere tentati di celebrare la S. Messa
tradizionale.
Un rapporto di fiducia alquanto strano, sia con i suoi presbiteri, che lui
stesso ha ordinati, sia con sé stesso !
In ogni caso, egli ha commesso un doppio errore.
Da un lato il suo rimbrotto verrà inteso dai probabili fautori della S.
Messa tradizionale come una conferma della necessità che qualcuno si decida
a celebrarla questa Messa rivalutata dal Santo Padre, se non altro per dar
seguito agli stessi auspici del Papa, magari proprio per contrastare le
incredibili opinioni personali di certi vescovi e di certi cardinali.
Dall'altro lato, il pesante intervento del Cardinale solleverà non pochi
interrogativi nell'ànimo dei restanti "giovani" preti. Essi sanno infatti
che il Cardinale usa ricordare che "la Chiesa sono io" (la Chiesa di Torino,
ovviamente) ed è inevitabile che finiscano col chiedersi se per caso il
Cardinale non esageri un po'. Che si sia messo in testa che lui è anche la
Chiesa a Roma ?!
Dopo quest'ultima uscita, chi scommetterebbe sul residuo prestigio del
Cardinale?
Come non stupirsi, poi, del richiamo del Cardinale circa "la liturgia [che]
non può essere una stravaganza personale"?
Chi è entrato in Duomo a Torino in questi ultimi tre anni ha potuto godere
dei risultati della "ristrutturazione" del presbiterio. Il luogo cioè dove
il Pastore della Diocesi celebra solennemente la liturgia pontificale della
Chiesa cattolica.
- Non solo è scomparsa la balaustra, orribile marchingegno che "separava" il
Cardinale dai fedeli.
- Non solo è stato aggiunto un bellissimo nuovo altare che ricorda da vicino
le pietre sacrificali dei Maya.
- Ma soprattutto è stato collocato davanti e in mezzo al vecchio obsoleto
"altar maggiore" un soppalco ben rialzato su cui è poggiato un gigantesco
sedile ove si introna regolarmente il Cardinale.
Finalmente i fedeli possono godere della sua vista proprio guardandolo dal
basso in alto, come si addice a sudditi fedeli.
I preti convocati si sono certo meravigliati che il Cardinale definisse
"picchiati del latino" i fedeli della sua Diocesi che da 18 anni seguono la
S. Messa tradizionale alla chiesa della Misericordia, ma sicuramente perché
non sono abituati a sentire le esclamazioni offensive che il Cardinale
rivolge a questi fedeli fin da quando è giunto a Torino, nel 1999. Chi lo
conosce sa benissimo che il Cardinale si compiace spesso, per esempio, di
invitare i fedeli della Misericordia "a vergognarsi". E tutto perché sono
fedeli alla liturgia millenaria della Chiesa, cosa che a Lui non passa
neanche per l'anticamera del cervello.
Per ciò che riguarda il rapporto tra il Cardinale di Torino e il Papa, i
nostri amici si chiedono se per caso il Cardinale non pensi male anche del
Papa.
Evidentemente non sanno che il Cardinale è fra quelli che, obbedendo ad un
certo ordine di scuderia, si sono mobilitati, già più di un anno fa, per
cercare di impedire che Benedetto XVI pubblicasse il Motu Proprio Summorum
Pontificum cura.
Certo, è davvero ridicolo supporre che egli potesse anche solo pensare di
bloccare il Papa, ma ciò nonostante non si è affatto risparmiato per fare la
sua parte, nel suo piccolo. Da buon gregario ha portato la sua pietruzza al
cantiere.
Peccato per lui che, con l'aiuto di Dio, il cantiere sta per essere chiuso e
presto resterà disoccupato.
Deo gratias.


http://www.unavox.it/ArtDiversi/div075_Riunione_Poletto.htm

 Torna ai Comunicati gia' pubblicati - Home Page