Le fazioni
palestinesi si incontrano con l'intenzione di gettare le
basi per una riconciliazione nazionale, cercando di
superare la strategia del "divide et impera" che
hanno subíto e assecondato, volenti o nolenti.
Chi ha
interesse a mantenere l'area in tensione continua, per
poter giustificare il mantenimento del controllo militare
e l'aggressione continuativa ai danni della popolazione
palestinese e delle sue proprietà, rimarrà alla finestra a
guardare o cercherà di ostacolare tale processo?
I 60 anni
passati, di esperienza coloniale sionista, insegnano
che non ci sia mai stata una reale volontà israeliana, se
non di facciata, di cercare vere soluzioni ai drammatici problemi della
popolazione autoctona araba, unica via in grado di
stimolare e garantire la pace in Terra Santa.
Ci aspettiamo
invece un incremento delle attività di disturbo, da parte
dell'intelligence e delle gerarchie politico-militari
israeliane, sostenute nell'isteria sionista da un
rabbinato perverso, il quale non si fa scrupolo di
incitare le giovani menti, plasmate nelle yeshiva, ad
uccidere senza pietà la popolazione araba palestinese (link
1 -
link2).
Tutto sarà
tentato, pur di cercare di sabotare e far naufragare la
riconciliazione delle anime palestinesi.
Perchè "pace e
giustizia per tutti" non potranno garantire la copertura
militare all'espansionismo coloniale sionista, che se ne
frega di tutto e di tutti, anche dei propri figli:
figurarsi di quelli degli altri...
Speriamo e
aspettiamo di essere smentiti dagli eventi futuri: ma solo
perchè crediamo nei miracoli. Quei miracoli nei quali non
credettero e non credono tutt'ora, coloro che vollero, e
ancora approvano, la crocifissione del Giusto. Quel Giusto
che oltraggiano ed a cui augurano, insieme a noi fedeli,
ogni possibile atroce sofferenza, nelle loro riunioni in
freddi templi, dove Dio non è mai stato di casa.
Eppure sarà
proprio il riconoscimento, sebbene tardivo, ma forse più
meritevole, del Messia, in Gesù Cristo Nostro Signore, da
parte delle ultime generazioni di giudei, slegati da quei
luoghi di ottenebramento mentale chiamate "scuole
rabbiniche", che li libererà.