Editore: Mondadori
Anno: 2009
Collana: Oscar saggi
Pagine: 456
Prezzo:
11.00 €
Traduzione: Paolo Canton, Luca
Vanni
Da sempre, il
sistema politico degli Stati Uniti consente a qualunque
raggruppamento di cittadini (che sia una multinazionale
del petrolio, un'associazione ambientalista, una setta
religiosa o un'industria di armi da fuoco) di finanziare
e, soprattutto, di influenzare deputati, senatori e
candidati alla Casa Bianca, creando, così, un gruppo di
pressione, una cosiddetta "lobby". Niente è meno
scandaloso, in America, dell'attività di una lobby; niente
è più ovvio che una categoria di persone si organizzi per
fare pressione sui suoi rappresentanti eletti.
E tuttavia, quando, nel marzo 2006, John J. Mearsheimer e
Stephen M. Walt pubblicarono sulla "London Review of
Books" l'articolo che è all'origine di questo libro,
suscitarono uno dei dibattiti più accesi degli ultimi
decenni. Mentre il loro saggio veniva scaricato da
Internet da trecentomila persone in tre mesi, gli autori
erano, alternativamente, sottoposti a un furioso tiro
incrociato di critiche o accolti con la gratitudine che si
riserva a chi finalmente infrange un tabù intoccabile.
Cosa rende così esplosiva l'indagine di due stimati
accademici su una lobby paragonabile a decine di altre
negli Stati Uniti? Il fatto che si tratti della "lobby di
Israele".
Secondo i due studiosi, infatti, l'appoggio incondizionato
che l'America ha sempre fornito allo stato ebraico, sia in
termini economici che militari e politici, non è
giustificabile, se non in minima parte, con motivazioni
strategiche o morali: la vera ragione di un rapporto così
speciale risiede nel grande potere di influenza che una
coalizione informale di gruppi e individui impegnati nella
difesa degli interessi nazionali di Israele possiede nei
confronti del parlamento, del governo e della stessa
presidenza degli Stati Uniti.
Accusati di proporre con nuovi argomenti le vecchie
ossessioni dell'antisemitismo e di non fornire prove
sufficienti a supporto delle loro tesi, Mearsheimer e Walt
hanno deciso di trasformare il loro saggio in un libro,
documentatissimo e rigoroso, da sottoporre all'opinione
pubblica mondiale. La Israel lobby e la politica estera
americana sostiene, con chiarezza e implacabile
spirito dialettico, che, dalla guerra in Iraq alla
questione palestinese, dall'Iran alla Siria, al Libano,
spesso gli interventi americani in Medio Oriente hanno
ottenuto effetti contrari all'interesse nazionale degli
Stati Uniti. Secondo gli autori, la Israel lobby
danneggerebbe anche le relazioni degli Stati Uniti con i
suoi più importanti alleati, accrescendo per tutti i paesi
occidentali i pericoli del terrorismo islamico globale.
Come funziona un simile gruppo di pressione? È davvero
tanto potente? E perché è così difficile parlarne? Domande
urgenti e inquietanti, che per la prima volta vengono
affrontate con coraggio, insinuando il dubbio che, quando
leggiamo sui giornali i resoconti delle drammatiche
vicende mediorientali, forse ci manchi un pezzo essenziale
della verità: l'influenza, non riconosciuta eppure così
profonda, che la Israel lobby esercita sulla politica
estera americana.