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SO CLOSE,
SO FAR
così vicino, così lontano
Ore 13, nei dintorni di Hebron, qualche km a sud di
Betlemme, Palestina, paesaggio semi desertico.
Circa 15 persone cercano riparo dal sole
cocente in un campo di ulivi tra due villaggi. Per
percorrere circa una ventina di chilometri, destinazione
il piccolo villaggio di At-Tuwani, raggiungibile in auto
in un quarto d’ora, il gruppetto é arrivato a destinazione
solo quasi 4 ore dopo, dovendo aggirare di nascosto check
point e jeep di soldati armati fino ai denti.
“Casualmente” l’intera zona, proprio in
concomitanza con la conferenza stampa indetta in quel
villaggio, è stata dichiarata per 5 ore “area militare”
con divieto d’accesso per chiunque dall’esercito
israeliano che ha il controllo anche di questa parte di
territorio palestinese.
La scusa addotta -come al solito- è la sicurezza. I coloni
israeliani hanno minacciato di compiere aggressioni e i
militari invece di bloccare loro, fermano tutti.
Risultato: la conferenza stampa indetta da
Operazione Colomba (www.operazionecolomba.it ) e CPT
(Christian Pacemaker Team) per far arrivare al mondo il
grido della gente del luogo non si è potuta svolgere. I
bambini che aspettavano gli ospiti per festeggiare con
loro la fine del campo estivo sono rimasti delusi. E’ solo
l’ennesimo episodio in un territorio segnato duramente
dalla violenza cieca da parte dei coloni tra i più
fanatici ed armati, insediati nelle colline che sovrastano
il villaggio, violenza che colpisce vecchi e bambini,
“colpevoli” solamente di voler vivere nella propria terra.
Hebron-At Tuwani, vicine o lontane?
La presenza di internazionali ad At Tuwani è
iniziata alcuni anni fa a causa della terribile situazione
dell’area: attacchi dei coloni ai bambini che cercano di
arrivare a piedi a scuola dai villaggi vicini,
attraversando una vallata tra due insediamenti illegali di
israeliani. Prima, non potendo percorrere la strada breve
divenuta troppo pericolosa, erano stati costretti a
camminare quasi due ore per arrivare a scuola e due per
tornare indietro.
Gli ebrei ultranazionalisti hanno anche avvelenato la
cisterna dell’acqua del villaggio e i pascoli delle poche
pecore con cui sopravvivono gli abitanti, sono state
distrutte case e auto dei palestinesi senza alcuna
motivazione, confiscate tutte le fonti d’acqua
costringendo gli abitanti del villaggio a comprarla.
A settembre i bambini di At Tuwani riusciranno ad arrivare
a scuola?
Educazione, vicina o lontana?
Hebron, (200.000 abitanti) un anziano prega davanti
ad una rete con filo spinato che blocca la strada al di là
della quale c’è il cimitero. Da alcuni anni non può
recarsi alla tomba del padre perché in tutta quella zona
della città è vietato l’accesso da quando vi si sono
insediati circa 400 coloni israeliani che girano armati e
vengono difesi da 1200 soldati israeliani.
Il cimitero, vicino o lontano?
Betlemme, Charitas Baby Hospital, 5 Km da
Gerusalemme.
La vita o la morte di un bambino che necessita di cure
sanitarie specialistiche, che l’unico ospedale pediatrico
della Cisgiordania non può offrirgli, dipende dalla
possibilità di avere il permesso per passare il check
point che porta in territorio israeliano. Permesso che
l’autorità israeliana a discrezione può negare al bambino
o al familiare o concederlo quando è troppo tardi.
Oggi il Baby Hospital non lavora più prevalentemente con
le emergenze ma con malattie genetiche e croniche causate
dai matrimoni tra consanguinei, molto diffusi a causa
della limitazione di movimento provocata dal muro
dell’apartheid.
La salute, vicina o lontana?
Gerusalemme-Betlemme, prima della costruzione del
muro, 5 minuti di auto.
Oggi, per un uomo, donna, bambino, anziano palestinesi, il
tragitto si trasforma in una via crucis.
Solo pochi fortunati di Betlemme ricevono il permesso da
Israele per uscire dalla segregazione e lavorare, studiare
e farsi curare al di là del muro.
Questi pochi “fortunati” devono però affrontare un
umiliante check point con attese di ore stipati tra
griglie di ferro, perquisizioni, controllo delle impronte
digitali, senza alcuna certezza di arrivare dall’altra
parte.
Per presentarsi alle 7.00 al lavoro a centinaia arrivano
come nuovi schiavi “all’imbuto di ferro” già dalle 4 di
mattina, alcuni dormendo direttamente li sui cartoni.
Lavoro, vicino o lontano?

In tutti i giornali del mondo anche in questi giorni
continuiamo a leggere
che tra Israele e Palestina “la pace non è mai stata
così vicina”.
Ma qui, tutte le persone che abbiamo incontrato -nessuna
esclusa-
arabi musulmani o cristiani, laureati o gente della
strada,
ci dicono e ci mostrano con le loro vite, esattamente il
contrario:
la pace non è mai stata così lontana.
Il Team di Ricucire la Pace 2008
Beer Sheva, 10 agosto 2008
Foto d'archivio di
www.TerraSantaLibera.org
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