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Inevitabile esito
Stefano Maria Chiari
25/01/2008
PARIGI
- «Un’insegnante francese di scuola materna,
omosessuale dichiarata e militante, ha vinto la propria
battaglia per adottare un bambino. L’ha vinta di fronte
alla Corte europea dei diritti dell’uomo, che a
Strasburgo ha considerato come una forma di
‘discriminazione su basi sessuali’ la scelta con cui le
autorità francesi le avevano impedito appunto
l’adozione. Esulta il movimento transalpino di gay e
lesbiche, secondo il quale la sentenza di ieri apre la
strada alla libertà d’adozione da parte degli
omosessuali. C’è invece perplessità in buona parte della
società francese, tanto più che le adozioni da parte di
single suscitano tradizionalmente qualche dubbio.
La signora E. B. (45 anni) convive dal ’90 in una
località della Francia centrorientale con un’amica, di
professione psicologa, anche lei militante del movimento
omosessuale. La domanda d’adozione è stata formulata
dieci anni fa dalla sola signora E. B., ed è stata
respinta dalle autorità competenti prima a livello
locale e poi a livello nazionale. Così la donna ha
presentato un ricorso di fronte alla magistratura
europea, considerandosi oggetto di una ‘discriminazione
inconcepibile’. E’allora cominciata una battaglia legale
tra le autorità francesi e quelle comunitarie, che alla
fine hanno emesso la sentenza di ieri con una
maggioranza di dieci voti contro sette, condannando la
Francia per violazione dell’articolo 14 (divieto di
discriminazione) e 8 (diritto al rispetto della
vita privata) della Convenzione europea dei diritti
dell’uomo. La Corte ha anche stabilito che la donna
debba ricevere dallo Stato un indennizzo di 10mila euro
per danni morali, oltre a 14.500 euro per le spese.
Il rifiuto delle autorità francesi era stato motivato
dall’assenza di una figura paterna nella famiglia in cui
il bambino si sarebbe trovato a vivere. I giudici
europei hanno notato che il diritto francese autorizza
l’adozione da parte di un single, anche se a condizioni
ben precise. Secondo Parigi quelle condizioni non
esistevano nel caso della signora, mentre secondo la
Corte il comportamento della Francia è stato motivato da
un atteggiamento ‘discriminatorio’ basato su
considerazioni riguardanti la vita sessuale di ciascuno»
(1).
Inevitabile esito dell’ipocrisia
e dell’abbassamento del livello morale della società;
attenzione, però! Penseremmo ingenuamente se credessimo
si trattasse solo di questo!
No!
In realtà l’opinione pubblica - anche quella favorevole
all’omosessualità ed alla sua totale legittimazione
anche giuspubblicistica - è ancora troppo «razionale»,
per accettare un’ipotesi perversa di tal fatta.
Si tratta di una vera imposizione che scende dall’alto
ad opera dei poteri forti, del convincimento occulto che
vuole a tutti i costi procedere alla normalizzazione
dell’aberrante ed alla progressiva condanna del
naturale, del logico, in una parola risolutiva e
certamente onnicomprensiva del cristiano!
Incredibile l’ipocrita motivazione nascosta sempre
dietro il velo di apparenti violazioni di diritti
indiscussi!
L’omofobia!
Moda estrema di un nuovo modo di pensare, profondamente
intollerante contro ogni verità reale di semplice buon
senso!
Che dire di quella creatura
che si vedrà costretta a vivere con due «mamme» e che
vedrà assente, sempre, la figura paterna alla quale
certamente ha sacrosanto diritto!
Già!
Perché in questo ideologico castello di carta, nessuno
pensa o vuole appositamente pensare ai diritti del più
fragile di tutta questa storia: il bambino che sarà
adottato!
Chi ricorrerà in suo favore?
Chi lo salverà da un destino quasi certi di incertezze
ed inquietudini psicologiche e da possibili, perché
no?!, devianze sessuali?
Chi penserà che se la natura ha previsto un padre ed una
madre di sesso diverso per la procreazione e la cura e
l’educazione dei figli ci deve essere qualcosa di giusto
o di sano?
No!
L’irrazionale deve dominare le menti
e
i cuori, irretendoli nelle maglie di una fittizia rete
di «belle» parole e sofistiche giustificazioni.
Il movimento subdolo ma progressivo di questo modo di
pensare, imposto con il contagocce dai media, dalla
produzione cinematografica (estera e nostrana),
dall’imponente macchina di denaro e potere che vuole
muovere solo e sempre contro la Chiesa cattolica ed i
suoi dogmi.
Esito inevitabile!
La maggioranza del mondo penserà così!
Ma a noi spetta non arrendersi e sperare in Dio, che può
l’impossibile contro ogni speranza!
Stefano Maria Chiari
http://www.effedieffe.com/interventizeta.php?id=2596¶metro=religione
Note
1) da
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=235979 |