61 anni colonialismo sionista
61 anni Nakba palestinese
Solo quando
appariranno con chiarezza i progetti occulti del folle
messianismo sionista, tutti comprenderanno a fondo il pericolo a
cui l'umanità sta andando incontro
(ndr)
APPROFONDIMENTI:
quaderni storici sulla Palestina
"NAKBA"
La tragedia del 1948
a cura di Angela Lano
e Jacopo Falchetta
Edizioni Al Hikma
@
www.infopal.it
www.abspp.it
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superiori, follia apocalittica.
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Sancte Michael
Archangele,
defende nos in
proelio,
contra nequitiam
et insidias diaboli esto praesidium.
Imperet illi
Deus, supplices deprecamur: tuque, Princeps militiae
caelestis, Satanam aliosque spiritus malignos, qui ad
perditionem animarum pervagantur in mundo, divina virtude in
infernum detrude. Amen
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Da parte nostra reclamiamo il
diritto a discriminare ciò che è bene da ciò che è male, in base a
quella legge/diritto naturale inscritta nel cuore di ogni uomo, favorendo
sempre una filosofia per la vita piuttosto che una per la morte, tenendo per
fermi quei diritti divini e doveri umani inalienabili contemplati
nelle tavole dei 10 comandamenti di Dio.
La nostra visione della vita e
dello scibile non può che essere vertical-gerarchica, "...come in Cielo così
in terra...", dall'alto verso il basso, in contrapposizione a
quell'anticristica tentazione orizzontal-livellatrice che vorrebbe porre Dio
e il principe di questo mondo sullo stesso piano, se non addirittura premere
per un impossibile controllo totale delle sfere infori su quelle
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"La Palestina è sotto la tirannia di una
falsa promessa" (Patriarca
Attallah Hanna) |
ELIA BENAMOZEGH,
CRISTIANESIMO E GIUDAISMO

DON CURZIO NITOGLIA
9 marzo 2009
http://www.doncurzionitoglia.com/EliaBenamozegh.htm
Il Benamozegh (Livorno 1823-1900) biblista, talmudista,
cabalista, è
stato uno dei maggiori rabbini italiani del XX secolo.
Nato da una famiglia sefardita, originaria del Marocco, trascorse
tutta la sua vita a Livorno, esercitando l’ufficio di rabbino. Il
suo pensiero è autorevole, illuminante e soprattutto attuale.
Il rabbino livornese (maestro del padre di Elio Toaff,
ex rabbino capo di Roma, che ha accolto Giovanni Paolo II alla
sinagoga romana il 13 aprile 1986, ove pronunciò la famigerata frase
sugli “ebrei nostri fratelli maggiori nella Fede”) conobbe un giovane
cattolico di Lione, Aimé Pallière il quale si trovava «alla ricerca di
un’esperienza religiosa che non trovava più nel
Cattolicesimo... Pallière mostrò l’intenzione di convertirsi
all’ebraismo, ma Benamozegh lo dissuase; il giovane francese aveva
per Benamozegh un compito particolare, quasi provvidenziale, che
poteva compiere solo restando cristiano; Pallière doveva essere il messaggero della... dottrina dei Noachidi, secondo la quale
gli ebrei avevano funzione di sacerdoti del genere umano... Per
rendersi conto di questa missione, Pallière non aveva bisogno di
convertirsi, ma solo di “purificare” la propria religione da
alcuni errori: l’Incarnazione e la Trinità»...........................(leggi
tutto)
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"Alleanza per la
Terra Santa Libera",
per superare le
barriere etniche, politiche, geografiche, militari, culturali,
confessionali,
IN DIFESA DI UN'ETICA
DI VITA UNIVERSALE E NON NEGOZIABILE
~ ~ ~
Alcuni rappresentanti di " A.
per la T. S. L."
sono appena rientrati dall'ultima missione nella Palestina occupata,
dove sono stati accompagnati da amici, testimoni, osservatori

Nella foto un osservatore internazionale ad un check-point
Ne abbiamo tante da raccontare, di belle e meno belle, e ce n'è per
tutti: giudei, islamici e cristiani; cattolici, modernisti e
tradizionalisti; sacerdoti e laici; reazionari e progressisti. Tutti
sono in qualche modo responsabili, direttamente o di riflesso, di
lacerazioni e sofferenze nelle comunità e tra le comunità. C'è chi è
completamente assente e chi invece coltiva, ipocritamente, il suo
orticello. Sacerdoti senza fede che approfittano della loro
posizione e popolarità, e semplici uomini che con pochi religiosi
eroici non abbandonano le proprie comunità. Contrasti e
contraddizioni, che se non si toccano con mano si stenta a credere
che possano esistere.
Ci prendiamo ancora un paio di giorni di riflessione e da lunedì 16
marzo riprenderemo le pubblicazioni e gli editoriali. A presto.
Redazione di
www.TerraSantaLibera.org
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Se lo scandalo viene dalla
verità.
PALESTINA: SOSPESA FRA TRAGEDIA E SPERANZA
di
Luca Z.
sincero amico e collaboratore di TerraSantaLibera.org

...(...)...La speranza della Palestina, l’unica, è quella che noi
abbiamo letto e capito nello sguardo della gente incontrata nei
territori occupati e nei campi profughi: che non si spenga la
testimonianza che ognuno di noi deve tramandare ai più perché si
sappia qual è la Verità in Terra Santa, perché se anche solo uno si
chiama fuori e porta con sé soltanto il paesaggio da cartolina, allora
il destino sarà segnato, e non solo quello dei Palestinesi, ma di noi
tutti................(leggi
tutto)
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Dalla Cisgiordania
occupata,
sotto il volo degli F16
di Stefano S.

Per quanto riguarda noi visitatori, una
cosa è vedere le immagini in televisione o leggere le notizie (certo
non quelle dei vari Corriere Repubblica Stampa Tg1 Tg5 ecc...),
un'altra è toccare la realtà con mano, come quando il nostro autista
ci racconta che nell'arco della sua vita (40 anni) è riuscito ad
andare una sola volta a Gerusalemme sui luoghi santi, oppure quando le
suore del Baby Hospital di Betlemme ci dicono dei medicinali requisiti
alle frontiere, delle ambulanze bloccate ai check point, dei bimbi che
muoiono per banali infezioni,cose che accadono quotidianamente nella
“più grande democrazia del medio oriente”. Come si fa, ci viene da
chiedere, anche solo a lavorare, a mettere su un'impresa, a creare
benessere, se non si può neanche uscire dal proprio villaggio?
E come
si può chiamare”Stato palestinese” un insieme di territori staccato
l'uno dagli altri, senza aeroporti, senza risorse idriche, senza
controllo dei propri confini, senza sbocchi sul mare, senza forze
armate, ecc...?.................................................(leggi
tutto)
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SALUTO DEL
Coordinatore
Responsabile (
Italia)
di
"Alleanza per la
Terra Santa Libera"
AL RIENTRO DAL
RECENTE PELLEGRINAGGIO DI TESTIMONIANZA
(testo del 14 marzo 2009)

Carissimi amici/che di questo recente Pellegrinaggio di
Testimonianza in Terra Santa,
senza
volermi dilungare, con eccessiva enfasi, sulla nostra comune
esperienza, trovo opportuno spendere innanzitutto i dovuti
ringraziamenti.
Grazie a te,
nostro comune amico e fondatore di TerraSantaLibera.org; rappresenti
per tutti noi un esempio di vera militanza, come dovremmo intenderla
oggi, senza alcun indugio.
La Terra Santa è
centro spirituale e politico imprescindibile.
Amico fraterno,
come pochi, conduci da anni un'opera preziosa di controinformazione,
di viva testimonianza, di concreto supporto al fiero popolo di
Palestina, trascurando problemi di salute ed affetti familiari.....................................(leggi
tutto)
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RINGRAZIAMENTO
AI PARTECIPANTI DELL'ULTIMO
PELLEGRINAGGIO DI TESTIMONIANZA
NELLA TERRA SANTA OCCUPATA
(da parte del presidente di Alleanza per la Terra Santa Libera)
(testo del 16 marzo 2009)

Carissimo Ale, carissimi tutti/e,
(risposta
lettera di Ale-5P del 14 marzo 2009)
grazie
di questa testimonianza d'affetto, grazie del riconoscimento per
i molti sacrifici sopportati nel silenzio pur di perseguire gli scopi
e le mete prefisse.
Grazie
soprattutto a te e a tutti gli amici/che per aver creduto
nell'importanza di questa che io considero la missione più importante,
il pellegrinaggio per eccellenza, la testimonianza diretta nell'occhio
del ciclone che sta trascinando con se, verso il baratro, il mondo
intero.
Chiedo scusa a
tutti se, durante questi ultimi giorni, a volte ho trascurato alcune
vostre aspettative, se non ho saputo rispondere a tutte le domande che
affollavano la vostra mente, se talvolta sono stato un po' orso. Il
fatto è che non ho voluto essere asfissiante e dare l'impressione di
voler condizionare le vostre analisi e sintesi, preferendo lasciare
che ognuno facesse il proprio percorso e liberamente giungesse alle
ovvie conclusioni, senza condizionamenti, ma semplicemente prendendo
atto della realtà nuda e cruda.......(leggi
tutto)
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Un saluto
di sincera gratitudine

Betlemme 08/03/2009
Carissimo
Direttore di TerraSantaLibera.org
e amici tutti del Caritas Baby Hospital,
con questo scritto vorremmo farvi arrivare il nostro grazie, unito al
grazie di tutti i responsabili del Caritas Baby Hospital, nonche’
quello dei bambini e genitori per la generosa offerta che avete voluto
portarci, sia per le necessità dell’ospedale dei bambini di
Betlemme che per quelli di Gaza, appena sarà possibile superare
gli ostacoli che ben conosciamo.
Questo
vostro gesto di solidarieta’ e di comunione ci parla tanto di
attenzione e vicinanza verso questa realta’ che sta tentando di
alleviare le sofferenze dei bambini che arrivano ogni giorno qui. E’
come un ponte d’amore e di tenerezza che voi avete gettato in questa
terra che vede anche muri di separazione. Un ponte costruito non con
le mani, ma con il cuore e con la generosita’ di chi sa trovare strade
per raggiungere i piu’ deboli, i piccoli.
A voi
tutti il nostro grazie.
Sentiamoci
uniti nella preghiera al Dio fattosi bambino, proprio qui.
Con grande
affetto e riconoscenza.
Comunita’
suore terziarie francescane elisabettine
del
Caritas Baby Hospital - Betlemme
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Cruda, senza mezzi termini, agghiacciante,
veritiera, disarmante,
L'ultima
lettera di Padre Manuel Musallam, parroco di Gaza

Segnalata e tradotta da Padre
Giovanni Sacalese, missionario,
querculanus.blogspot.com
Charles Colton disse
una volta: "L'esperienza ci insegna due cose, la prima è di correggere
molto, e la seconda è di non esagerare nel farlo". Israele ci sta
correggendo molto. Israele, il nostro vicino a Gaza, non è stato
capace di regolare le relazioni con i suoi vicini. Esso corregge il
popolo palestinese specialmente perché sostiene che i palestinesi si
oppongono al suo ritorno alla "Terra Promessa".
Ci sta correggendo, noi palestinesi, con la guerra, i massacri, i
crimini di guerra e la deportazione. Ha distrutto le nostre
case, le nostre fattorie e i nostri villaggi, e ha stabilito
insediamenti su di essi. Ha sradicato centinaia di migliaia di olivi e
aranci produttivi, e ci ha proibito di fare il raccolto dai nostri
campi. Ha aperto circonvallazioni e ha eroso le nostre terre. Ha
distrutto, frammentato e isolato le nostre città, villaggi e campagne.
Ha costruito e istallato centinai di checkpoints per scombussolare le
nostre vite. Ci ha impedito di raggiungere i nostri santi luoghi di
culto a El Aqsa, alla Natività e al Santo Sepolcro. Ha costruito il
muro dell'apartheid intorno alla Cisgiordania, Gerusalemme e Gaza. Il
muro non ci separa forse dagli altri e i ponti non sono forse luoghi
di incontro? Ha spezzato le nostre ossa e proibito cure e medicazioni.
Ha assassinato i nostri capi in diversi modi. Abbiamo vissuto sotto le
tende, e ci ha proibito i mezzi di vita e di lavoro. Ci circonda con
un assedio che blocca la nostra vita quotidiana. Ci ha gettati in un
ghetto senza acqua, elettricità, medicine, cibo e lavoro. Stiamo
morendo di una morte lenta. Dovevamo "diventare affamati e assetati
fino alla soglia della morte senza oltrepassarla............(leggi
tutto)
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Monsignor Twal:
il Papa verrà anzitutto per i cristiani
di Giuseppe Caffulli,
TerraSanta.net,
Gerusalemme, 16 March 2009

.........I nostri fedeli hanno bisogno
dell'incoraggiamento del Sommo Pontefice, perché la loro vita in Terra
Santa è difficile. Hanno bisogno di vedere e di sentire che il Papa è
venuto per loro, anzitutto per loro, e questo desiderio è più che
legittimo. Si aspettano dal Santo Padre parole dirette e chiare per
«confermarli nella fede», come chiese il Signore a Simon Pietro. Hanno
bisogno di vedere che il Papa è anzitutto il loro padre, un capo
religioso che vuol la pace e la sicurezza per tutti gli abitanti della
regione.
Quindi la priorità è per la Chiesa locale. I nostri fedeli arabi - che
sono il nucleo e la stragrande maggioranza di ieri e di oggi nelle
nostre diocesi - si aspettano dal Santo Padre gesti di comprensione e
di solidarietà, anche qualche progetto concreto, se possibile,
lanciato dal Papa durante la sua visita a favore dei cristiani locali,
come fece Paolo VI dando vita all'Istituto ecumenico di Tantur.
Abbiamo bisogno dell'incoraggiamento e della solidarietà del
Successore di Pietro per sopravvivere e per mantenere la fede e la
speranza.......(leggi tutto)
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HIZB'ALLAH :
EVOLUZIONE DI UN MOVIMENTO RIVOLUZIONARIO - DA ORGANIZZAZIONE
MILITANTE DI RESISTENZA A PARTITO POLITICO DI POPOLO E DI GOVERNO
di Dagoberto Husayn
Bellucci
da Haret Hreik (Beirut sud) - Libano -
15 marzo 2009
Il partito sciita libanese di Hizb'Allah
(letteralmente Partito di Dio), nato agli inizi degli anni Ottanta
durante il conflitto civile libanese, si prepara - secondo le
valutazioni degli analisti ed esperti di politica del
Vicino Oriente - a vincere le prossime elezioni previste per il 7
giugno e a governare il paese dei cedri con una maggioranza
parlamentare che permetterebbe agli uomini di Sayyed Hassan Nasrallah
di portare al potere in Libano il blocco dei partiti dell'Opposizione
Nazionale che sostengono la
Resistenza Islamica.............
.........Secondo la maggioranza degli
osservatori sarà questo il risultato delle prossime elezioni.
Hezbollah avrà la maggioranza. Ci sono delle ragioni di tipo
demografico ma anche politiche: consideriamo il fatto che Hezbollah è
alleato con i cristiano-maroniti di Michel Aoun, per esempio.......................(leggi
tutto)
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VII Conferenza internazionale sul
Diritto al
Ritorno
si svolgerà il 2
maggio al Palalido
di Milano
Relatori:
- p. Atallah Hannah, archimandrita
Chiesa ortodossa -
- p. Manuel Musallam, Chiesa
cattolica di Gaza -
- dott. Walid Saif, scrittore e
ricercatore universitario in Giordania -
- shaikh Raed Salah, presidente del
Movimento islamico nei territori palestinesi occupati nel 1948 -
- dott. Osama El-Essawi, presidente
dell'Ordine degli Ingegneri palestinesi -
- Abdel Bari Atwan, direttore
giornale al-Quds, Londra.
(.........leggi tutto.........)
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Padre Manuel Mussallam
(sac. cattolico di
Gaza)
parla.
Intervista di Anne Guion il 20
gennaio 2009 - Traduzione di Anissa
ASSOCIAZIONE ZAATAR,
13 febbraio 2009
Nelle strade i passanti sono
tristi, nessuno parla, alcuni giovani, stravolti, sono seduti sul
bordo delle strade per vedere il sole che non hanno visto da tre
settimane. Non ci sono bambini nelle strade.............La maggior parte delle vittime sono civili: bambini, vecchi e
donne tutti disarmati......... Gli
Israeliani hanno utilizzato delle armi che hanno bruciato
atrocemente i corpi, hanno stipato le persone nelle scuole
dell’Unrwa, negli stabilimenti dell’Onu; in una
classe vi erano da 50 a 60 persone: donne, uomini, bambini tutti
insieme. Non c’era niente da mangiare, né da bere, né per
lavarsi durante i 22 giorni. La sola acqua da bere era quella
salata del mare. A causa della paura i bambini traumatizzati
facevano pipì al letto più volte durante la notte; non c’era
acqua per lavare i loro abiti, né c’erano materassi di ricambio.
Non vi era modo di riscaldare i biberon per i lattanti. Hanno
tolto loro l’umanità. Durante gli attacchi, chi usciva a cercare
cibo o acqua rischiava la vita....................Vicino
al mare c’era un parco con degli alberi e dei giochi per i bambini. I
carri armati israeliani vi sono entrati, hanno sradicato gli alberi e
distrutto i giochi. Perché?.................(leggi
tutto)
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Hani al-Masri,
arabnews
Fermare i negoziati e creare nuove basi
In questo contesto i palestinesi e gli arabi devono
riconsiderare il processo di pace ed i negoziati, per trarne i
dovuti insegnamenti. Proseguire con i negoziati, malgrado tutto
ciò che è accaduto e che potrebbe accadere con la vittoria degli
estremisti alla Knesset israeliana, non costituisce soltanto un
errore, ma significa oltrepassare ogni residua linea rossa.
All’interno di Israele prevalgono in questo momento gli appelli
alla guerra, all’espansionismo, alla costruzione degli
insediamenti, ed al razzismo. Se gli arabi continueranno a
mendicare la pace, ciò non farà che aumentare le bramosie degli
israeliani in questo senso. Ciò che Israele può offrire in
questo momento agli arabi è "la pace in cambio della pace", e
non in cambio della terra e del diritto all’autodeterminazione
dei palestinesi, della creazione di uno stato palestinese
indipendente e sovrano con capitale Gerusalemme, e di una giusta
soluzione del problema dei profughi in accordo con la
risoluzione 194 dell’ONU .....................(leggi
tutto)
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Henry Cattan, Traduzione dal francese
di
resistenze.org
Centro di Cultura e Documentazione Popolare,
15 febbraio 2009
Il Mandato si conclude con lo scioglimento della Società delle
Nazioni
Dobbiamo
considerare che il mandato sulla Palestina era oramai
legalmente giunto alla sua conclusione a seguito dello
scioglimento della Società delle Nazioni (SDN) nell'aprile
1946. Il mandato era esercitato in quanto potere tutelare
sotto l'egida della SDN. In una risoluzione adottata nella sua
ultima riunione, il 18 aprile 1946, la SDN ricordava che
l'articolo 22 della Convenzione inerente ai territori posti
sotto mandato, garantiva: il principio al benessere e allo
sviluppo dei loro abitanti nei termini di un sacro impegno
civilizzatore, e riconosceva anche che, al termine
dell'esistenza della SDN, le sue funzioni relative ai mandati
sarebbero state destinate a concludersi. La SDN registrò le
intenzioni dei suoi membri che amministravano i territori
sotto mandato di continuare ad amministrarli per il benessere
e lo sviluppo delle relative popolazioni fino a che si fossero
trovate le idonee sistemazioni tra le Nazioni Unite e le
potenze mandatarie conformemente alla Carta delle Nazioni
Unite. Alcuni paesi sotto mandato dichiararono la loro
intenzione di concludere degli accordi di amministrazione
secondo la Carta, ma la delegazione egiziana spiegò che il
mandato si era concluso con lo scioglimento della SDN e, per
tanto, la Palestina non sarebbe potuta essere posta sotto
amministrazione..........(leggi
tutto)
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L e
ferite di Gaza e le nuove armi
dottor
Ghassan Abu Sittah ed il dottor Swee Ang,
The Lancet
Traduzione di Megachip

Il dottor Ghassan Abu Sittah ed il dottor
Swee Ang, due chirurghi inglesi, sono riusciti a raggiungere Gaza
durante l’invasione israeliana. In questo articolo descrivono le loro
esperienze, condividono le loro opinioni e ne traggono le inevitabili
conseguenze: la popolazione di Gaza è estremamente vulnerabile e
totalmente inerme davanti ad un eventuale attacco israeliano.
Le ferite di Gaza sono profonde e stratificate. Intendiamo parlare del
massacro di Khan Younis del 1956, in cui 5mila persone persero la
vita? Oppure dell’esecuzione di 35mila prigionieri di guerra da parte
dell’esercito israeliano nel 1967? E la prima Intifada, in cui alla
disobbedienza civile di un popolo sotto occupazione si rispose con un
incredibile numero di feriti e centinaia di morti? Ancor di più, non
possiamo non tener conto dei 5.420 feriti nel sud di Gaza durante le
ostilità del 2000. Ma, nonostante tutto ciò, in questo articolo ci
occuperemo esclusivamente dell’invasione che ha avuto luogo dal 27
dicembre 2008 al 18 gennaio 2009.
Si stima che, in quei 23 giorni, siano state riversate sulla Striscia
di Gaza un milione e mezzo di tonnellate di esplosivo. [1] Per
dare un’idea approssimativa di ciò di cui si sta parlando, è bene
specificare che il territorio in questione copre una superficie di 360
kilometri quadrati ed è la casa di 1,5 milioni di persone: è l’area
più densamente popolata del mondo. Prima dell’invasione, è stata
affamata per 50 giorni da un embargo commerciale ma, in realtà, fin
dall’elezione dell’attuale governo è stata posta sotto vincoli
commerciali. Negli anni, l’embargo è stato parziale o totale, ma mai
assente.....................................................(leggi
tutto)
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Le forze israeliane il 18 febbraio 2009 hanno sparato a un
coltivatore palestinese di venti anni che lavorava la sua terra
nel villaggio di Al-Faraheen, ad est di Khan Younis nella
striscia di Gaza.
Gli attivisti internazionali per i diritti dell'uomo stavano
accompagnando il gruppo dei coltivatori.
Mohammad al Breem di 20
anni è stato colpito insieme ai coltivatori e agli attivisti.
Mentre i coltivatori stavano caricando prezzemolo e spinaci sono
stati attaccati dai colpi d'arma da fuoco dei soldati
israeliani .........(testo e video)
link per il video :
http://www.youtube.com/watch?v=zSECq3kxT4I
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B'Tselem - Traduzione di Infopal -
20 febbraio 2009
Il giorno dopo, il 4 gennaio, intorno alle 8.30 di sera, una
granata ha colpito la nostra casa senza alcun preavviso. È
caduta sulle scale interrompendo la corrente. Passato meno di un
minuto, è caduta un’altra granata, questa volta nella stanza da
pranzo. Abbiamo gridato tutti dalla paura. Ho detto a mia moglie
e ai bambini di rimanere sdraiati sul pavimento. Dopo pochi
secondi una terza granata ha colpito la stanza dove ci
trovavamo. Ho sentito una forte esplosione e la stanza si è
riempita di fumo e polvere. Mia moglie ha gridato "Aiuto, sono
stata ferita alla gamba!". Io mi sono accorto di essere ferito a
un occhio. Chiamai i miei figli per nome, per essere sicuro che
fossero ancora tutti vivi. Sentendo la mia voce, hanno
cominciato a gridare. Mi sono alzato e li ho presi uno per uno,
portandoli in casa del mio vicino Ahmad Nseir. Fatto questo,
Hassan, il figlio di Ahmad, e io siamo tornati indietro per
prendere mia moglie e portarla in casa di Ahmad.
Ho controllato i bambini. Erano stati tutti colpiti dalle
schegge delle granate ed erano feriti alla testa e in faccia. Le
schegge erano entrate nella testa di mia figlia di tre anni, Wiaam.
Era svenuta .......................(leggi
tutto)
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Dopo la lettera che l’avvocato Gilles Devers ha indirizzato alle ONG,
Tlaxcala promuove una campagna civile mondiale di invio di lettere
alla Corte Penale Internazionale per ottenere che Israele sia
giudicato per «crimini di guerra»
.........leggi
tutto.........
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ECCO I CRIMINALI DI GUERRA ISRAELIANI

kawther.info
di
Kawter Salam, giornalista
palestinese -
6 febbraio 2009 -
Kawther Salam è una
giornalista palestinese. Ha lavorato più di 20 anni per diversi
giornali e stazioni televisive in Palestina.
E’ costretta a vivere in
esilio a Vienna dal 2002.
"Ho
deciso di pubblicare nomi e foto del personale dell’esercito
israeliano
che hanno partecipato a quell ache si chiama operazione "Piombo
fuso", l’offensiva lanciata dalle Forze di occupazione
israeliane (FOI) sulla Striscia di Gaza dal 27 dicembre 2008 al
18 gennaio 2009"
http://www.kawther.info/wpr/author/admin
Due criminali di guerra: il Ministro della Difesa israeliano le
Ehud Barak e il generale di brigata Eyal Eisenberg, che
comandava l’insieme delle forze israeliane contro la Striscia di
Gaza.
I
nomi dei criminali richiamano la mia attenzione dal primo giorno
della loro aggressione criminale contro i civili
palestinesi nella Striscia di Gaza. Considero ciascuna persona
che ha preso parte a questa operazione delle FOI (Forze di
occupazione israeliane) e ciascuno di quelli i cui nomi figurano
una Corte Internazionale di Giustizia, come
tutti gli altri criminali di guerra che sono stati perseguiti in
precedenza...
Il procuratore generale israeliano Menahem Mazuz è complice di
quelli che hanno commesso i crimini di guerra nella Striscia di
Gaza. Gli altri sono Ehud
come
il generale di brigata Avihai Mandelblit. Il capo di stato
maggiore Gabi Ashkenazi è ugualmente implicato nei crimini di
guerra a Gaza.
Il procuratore generale di Israele ha chiesto al suo omologo
militare di aprire
una rapida inchiesta
nell’esercito come misura «alternativa» tendente ad
ostacolare
le
«centinaia » di processi internazionali potenziali che si
attende contro i responsabili israeliani per crimini di guerra
contro la popolazione della Striscia di Gaza durante
l’operazione.
La preoccupazione aumenta negli uffici dei
ministeri della Giustizia e della Guerra israeliani
perché
ci si attende un’ondata massiccia di processi per violazioni dei
diritti dell’uomo contro gli ufficiali e i dirigenti politici
israeliani.
L’intento criminale di Menahem Mazuz di saper
soffocare i crimini di guerra dello Stato di Israele, dando
suggerimenti all’esercito ed aprendo una "inchiesta ufficiale.

Questo
genere di comportamento non è quello di uno Stato, ma quello di
un’organizzazione criminale che tenta di sfuggire alla meritata
punizione ............(leggi
tutto)
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BREVI
CONSIDERAZIONI SULLA SITUAZIONE ATTUALE
DON CURZIO NITOGLIA, 25
febbraio 2009
......... lo
studio della congiura contro la Chiesa deve essere curato e
approfondito come non mai, altrimenti ci si trova ad arrendersi al
primo altolà della contro-chiesa, non forzatamente per malizia ma
anche per ingenuità, poiché non si conosce la portata reale di ciò che
è in ballo.......(leggi
tutto)
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di
Antonio Maira - 23/02/2009 - insurgente.org
- traduzione Comedonchisciotte

La situazione dei “territori palestinesi” e dei suoi abitanti è di
assedio permanente: costruzione di muri divisori da parte di Israele
(i due giganteschi
muri della vergogna),
controllo rigido degli accessi (perquisizioni, blocchi e chiusure
delle frontiere); tentativo di resa per fame e sofferenza estrema;
conversione delle città e villaggi in campi di rifugiati, tagli
d’acqua, elettricità, distruzione degli apparati di bonifica;
eliminazione dei servizi sanitari e di tutti i servizi sociali, come
le scuole, i centri sociali e le moschee; proibizione “per il fuoco”
di utilizzare le strade per muoversi, comprare alimenti, curare le
ferite o onorare ai morti – tanti attacchi brutali perpetrati per
castigare e demoralizzare la popolazione (artiglieria di tutti i tipi,
aviazione, elicotteri muniti di razzi; attacchi fulminanti, assordanti
e distruttori dei carri armati e delle “forze speciali di brutalità”)
che producono assassinio in massa di persone totalmente indifese .................(leggi
tutto)
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Israele vuole espellere 1500 palestinesi di Gerusalemme per collegare
il Muro di
al-Buraq con il 'quartiere ebraico'
InfoPal.it

Il Ministro dei Waqf e per gli Affari
Religiosi, Taleb Abu Shair, ha biasimato la decisione dell’occupazione
israeliana di espellere 1.500 cittadini palestinesi di Gerusalemme dal
quartiere Silwan, situato nella città vecchia. Con il pretesto che le
loro abitazioni sono state costruite senza permessi, il sindaco di
estrema destra Nir Barakat ha intimato di evacuarle in cambio della
concessione di altri terreni.
Il dott. Abu Shair ha condannato il
tentativo di far evacuare 88 case minacciate di demolizione nel rione
al-Bustan, sito a est delle mura della città vecchia, a sud della
moschea di al-Aqsa, quello che le forze di occupazione chiamano
‘Giardino di Davide’, secondo la Torah................(leggi
tutto)
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In
Israele devono essere in tanti a conoscere il nome di Chaim Sheba: a
lui, infatti, è intitolato il prestigioso Chaim Sheba Medical Center
di Tel HaShomer — il più grande complesso ospedaliero israeliano.
Omaggio doveroso a questo medico di origine romena (nasce Chaim
Scheiber, nel 1908, a Frasin, da una nota famiglia chassidica),
laureatosi a Vienna nel 1929 e poi nel 1933 emigrato in Israele, dove
serve nell’esercito come medico militare per diventare, ritornato
civile, direttore generale del Ministero della sanità.
Ma non per questi meriti dovrebbe essere ricordato il dottor Sheba,
quanto piuttosto per il singolare trattamento della tricofizia dello
scalpo — malattia del cuoio capelluto più nota come tigna — che il
dottore mise in pratica nel 1951. Curiosamente, i pazienti trattati
erano quasi tutti bambini — il loro numero sembra raggiungere le
100.000 unità; e, cosa ancora più curiosa, erano tutti ebrei
sefarditi, originari del Marocco...............(leggi
tutto)
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LA PROSSIMA SCARPATA,

UNO SCARPONCINO
COLOR TESTA DI MORO, SARÀ PER LUI?
DA COME SI STA MUOVENDO PENSIAMO
GLI PIOVERANNO UNA VALANGA DI SCARPONI DA SCI
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Congresso arabo-internazionale
sul
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Criticare Israele non è
reato , “perchè il fatto non sussiste”
Leggiamo, dall'Agenzia Reuters del 22/5/2008, che
paragonare i crimini commessi dallo Stato d’Israele, dalle sue
milizie e coloni, ad altri crimini storici non è reato.
Lo stabilisce
una sentenza emessa il 22 maggio 2008 dal GUP di Roma, dott.ssa
Palmisano, su richiesta del PM Morena Piazzi,
che definisce le critiche politiche e di comportamento rivolte
allo Stato di Israele quali documenti di denuncia politica
che in nessun modo si traducono in espressioni delittuose e
giudiziariamente perseguibili, risultando esse semplice
manifestazione, costituzionalmente tutelata, della libertà
d’espressione del pensiero.
E ci voleva la
sentenza di un tribunale per stabilirlo......
Segno che stiamo
perdendo il senso della semplicità e realtà delle cose, se nella
vecchia Europa e nella Patria del Diritto devono intervenire dei
Tribunali per difendere ciò che in democrazia dovrebbe essere
un'ovvietà: la libertà d'espressione e di critica, specie se a
fronte di palesi ingiustizie.
Nota di Redazione |
Grazia e pace sia concessa a voi in abbondanza,
nella conoscenza di Dio e di Gesù Signore nostro
(Seconda Lettera di San
Pietro-1, 2)
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