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Gli
studenti del"collettivo autonomi" dell'università di
Torino hanno impedito con la
forza e con la complice ignavia della polizia che non è
intervenuta, che la studentessa di "Azione Giovani"
Augusta
Montaruli
desse gli esami di procedura penale.
Al
grido di "fuori dall'università i nazifascisti" (
categoria politica che esiste solo nelle teste vuote
degli autonomi collettivi) Augusta, che essendo di A.N.
è una fiera antifascista, è stata fronteggiata dalla
canea urlante che non le ha lasciato il passaggio
per
recarsi a sostenere l'esame!
La
polizia si è semplicemente frapposta, ma NON ha impedito
il compiersi di un reato e saremmo curiosi di sapere se
qualcuno abbia provveduto a denunciare il comandante del
reparto, responsabile per omissione di atti di ufficio
se non per complicità!
Il
fatto è diventato talmente consueto nelle università
italiane, pur nella sua ottusa ferocia ( ma dai
collettivi di sinistra non ci aspettiamo certo sprazzi
di intelligenza e di fantasia..) che quasi non fa più
notizia in senso giornalistico.
Evidentemente la disfatta da Waterloo della sinistra
radicale nelle ultime elezioni, che è stata, lei sì,
estromessa dalla mano popolare dalla scena politica e
cacciata dai luoghi istituzionali del Paese, le ha
provocato e le provoca isterismi da vecchia inacidita
zitella e la spinge a comportamenti da '68 che non
pagarono allora e che non pagheranno oggi.
Verosimilmente i comunisti non riescono a discostarsi,
dopo quasi un secolo, da quelle insulse teorie
rivoluzionarie di Lenin che già a suo tempo fallirono.
Lenin diceva che se non esiste un contrasto di classe,
il vero rivoluzionario crea la situazione ed il casus
belli per determinarlo.
In
Russia, nel 1917, la situazione di contrasto c’era già,
eccome, e coloro che si illusero di averla creata
avevano solamente innescato una carica esplosiva che era
pronta da decenni né, dopo di allora, tale situazione si
ripeté e TUTTE le prese di potere del comunismo
avvennero “Manu militari” o tramite guerre di
indipendenza e non tramite rivoluzioni popolari!
Se i
comunisti italiani credono di creare in Italia una
situazione rivoluzionaria, allora sono degli illusi e
dei visionari. Lo sono stati nel ‘68 e lo sono
nuovamente oggi …!
Questi studentelli boriosi e cretini che ragionano solo
per slogan non sapendo elaborare un pensiero critico
autonomo ( nonostante il nome dei collettivi..) ce li
troveremo tra qualche anno, come già accade per quelli
del
'68, pentiti, inquadrati e riciclati
nelle strutture della borghesia più retriva e
conservatrice oppure a fare da portaborse o da addetto
stampa a qualche onorevole Berlusconiano o leghista ( se
qualcuno ha dei dubbi, possiamo fornire un elenco....).
Lo
scandalo è che lo Stato permetta a quattro imbecilli
facinorosi di turbare l'andamento della vita accademica
delle nostre università ( nostre anche perchè le
paghiamo noi..) e di impedire l'esercizio di una libertà
garantita dalla legge ad una studentessa che non ha dato
il cervello all'ammasso rosso...
Alessandro Mezzano
giugno 2008 |