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Roma
- Perché preti e laici cattolici usano la bandiera
arcobaleno come simbolo di pace invece della croce? Non
sanno che quella bandiera è collegata alla teosofia e al
New Age? È netto e documentato il giudizio contenuto in
un articolo pubblicato da «Fides», l’agenzia della
Congregazione vaticana per l’evangelizzazione dei popoli
diretta da Luca De Mata, nei confronti del vessillo,
simbolo del movimento pacifista, appeso anche nelle
chiese e da qualche prete pure sull’altare.
«Come mai
uomini di Chiesa, laici o chierici che siano - si chiede
“Fides” - hanno per tutti questi anni ostentato la
bandiera arcobaleno e non la croce, come simbolo di
pace? Sarebbe interessante interrogare uno per uno
coloro che hanno affisso sugli altari, ingressi e
campanili delle chiese lo stendardo arcobaleno».
L’agenzia vaticana ipotizza qualche risposta in
proposito, vale a dire «la lunga litania degli eventi in
cui la Chiesa avrebbe brandito la croce come simbolo di
sopraffazione», dalle Crociate alla caccia alle streghe
ai roghi di eretici. «Fides» a questo proposito ricorda
però che non è il simbolo della croce in quanto tale «ad
aver bisogno di essere emendato», quanto piuttosto «gli
atteggiamenti degli uomini che, guardando a tale segno,
possono ritrovare motivo di conversione». Poi rilancia:
«Questi uomini e donne di chiesa sanno qual è l’origine
della bandiera della pace? Molti probabilmente no.
Altri, pur sapendo, non se ne preoccupano più di tanto».
Le origini
della bandiera della pace vanno ricercate, spiega
l’agenzia, «nelle teorie teosofiche nate alla fine
dell’800. La teosofia (letteralmente “Conoscenza di
Dio”) è quel sistema di pensiero che tende alla
conoscenza intuitiva del divino». Da sempre presente
nella cultura indiana, ha preso la sua moderna versione
dalla Società Teosofica, «un movimento mistico,
esoterico, spirituale e gnostico fondato nel 1875 da
Helena Petrovna Blavatsky, più nota come Madame
Blavatsky». Il pensiero della corrente rappresentata
dalla bandiera arcobaleno si basa sullo «gnosticismo»,
sulla «reincarnazione e trasmigrazione dell’anima»,
sull’esistenza di «maestri segreti» e riconduce al New
Age, mentalità che predica la libertà più assoluta e il
relativismo, l’idea dell’«uomo divino», il rifiuto della
nozione di peccato.
«Fides»
spiega che esistono diverse versioni di questa bandiera,
una delle quali è riconosciuta ad Aldo Capitini,
fondatore del Movimento nonviolento, «che nel 1961 la
usò per aprire la prima marcia per la pace
Perugia-Assisi», mentre un’altra «segnala che la sua
origine risale al racconto biblico dell’Arca di Noè» e
dunque sarebbe un simbolo cristiano a tutti gli effetti.
In realtà - scrive l’agenzia dopo aver ricordato che è
anche il simbolo dei movimenti di liberazione
omosessuali - la bandiera rappresenta un’idea secondo la
quale «per esempio è possibile mettere sullo stesso
piano partiti politici o gruppi culturali che
rivendicano, legittimamente, la difesa della dignità
della donna, e gruppi, come è accaduto recentemente in
Europa, che rivendicano la depenalizzazione dei reati di
pedofilia. Si tratta ovviamente di aberrazioni
possibili, solo all’interno di una mentalità
relativistica come quella che caratterizza le nostre
società occidentali».
La
bandiera, conclude «Fides», è un simbolo sincretistico,
che propone l’unità New Age nella sintesi delle
religioni. Introdurla nelle chiese e nelle celebrazioni
è da considerarsi «un abuso».
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=270591&START=1&2col=
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