e molte sono cadute a poche
centinaia di metri da casa mia.
Vittorio Arrigoni da Gaza, 27 dicembre 2008
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Siamo sotto le
bombe a Gaza,
e molte sono
cadute a poche centinaia di metri da casa mia.
E amici miei,
ci sono rimasti
sotto.
Siamo a 160 morti
sinora,
una strage senza
precedenti.
Terroristi?
Hanno spianato il
porto , dinnanzi a casa mia
e raso al suolo
le centrali di polizia.
Mi riferiscono
che i media italiani tutti in toto danno per buono il comunicato
militare israeliano, di base terroristiche bombardate.
Li ho conosciuti,
questi ragazzi,
li ho salutati
tutti i giorni recandomi al porto per pescare coi pescatori
palestinesi, o la sera per recarmi nei caffè del centro.
Diversi li
conoscevo per nome. Un nome, una storia, una famiglia.
Sono giovani,
diciotto ventanni,
per lo più che se
ne fregano di Fatah e Hamas,
che si sono
arruolati nella polizia per poter aver assicurato un lavoro in una
Gaza che sotto assedio ha l'80 percento di popolazione disoccupata.
Aprite le
orecchie,
colletti bianchi
della disinformazione occidentale.
Queste divise
ammazzate oggi (senza contare le decine di civili che si trovavano a
passare per caso, molti bambini stavano tornando a casa da scuola)
sono i nostri
poliziotti di quartiere.
Se ne stavano
tutti i giorni dell'anno a presidiare la stessa piazza,
la stessa strada,
li ho presi in
giro solo ieri notte per come erano imbaccuccati per riparsi dal
freddo,
dinnanzi a casa
mia.
Non hanno mai
sparato un colpo verso Israele,
ne mai lo
avrebbero fatto, non è nella loro mansione.
Si occupano della
sicurezza interna,
e qui al porto
siamo ben distanti dai confini israeliani.
Ho una
videocamera con me ma sono un pessimo cameraman,
perchè non riesco
a riprendere i corpi maciullati e i volti in lacrime.
Non ce la faccio.
Non riesco perchè
sto piangendo anche io.
Ambulanze e
sirene in ogni dove,
in cielo
continuano a sfrecciaree i caccia israeliani con il loro carico di
terrore e morte.
Devo correre,
all'ospedale AL
Shifa necessitano di sangue.
credo che non lo
siano mai stai.